TEMATICHE PRIORITARIE IN AMBITO DI TUTELA DELLA SALUTE PUBBLICA
A cura del Gruppo tematico “Salute Umana” del Comitato Etico-Scientifico di Europa Verde
SOMMARIO OPERATIVO PER ELETTI ED ATTIVISTI
PROBLEMATICHE DI CARATTERE GENERALE E PARTICOLARE URGENZA:
- COMPLESSITA’ IN MEDICINA: Il ragionamento lineare dovrebbe lasciare il posto alla visione sistemica, nell’ottica della teoria della Complessità. Secondo questo approccio in Medicina la malattia viene considerata come parte di un insieme più ampio ed interconnesso. Dal modello “Biomedico” è necessario passare a quello “Biopsicosociale”. Oggi è necessario vedere la persona umana all’interno e come parte integrante dell’ecosistema: è il concetto di “One Health” (EU, 2025. Eur. Un. https://health.ec.europa.eu/one-health/overview_en;
WHO, 2017. https://www.who.int/news-room/questions-and-answers/item/one-health;
WHO, 2025. https://www.who.int/health-topics/one-health#tab=tab_1). Secondo il Paradigma “One Health” è importante l’impegno della comunità verso una attenzione sempre maggiore nei riguardi della Prevenzione. La vera Prevenzione non è la diagnosi precoce ma la “Prevenzione Primaria”, cioè la abolizione o riduzione delle cause ambientali e sociali di malattia.
Anche il ruolo del medico di medicina generale (MMG) deve cambiare: fino ad oggi si è dedicato agli aspetti diagnostici-terapeutici, ma poiché conosce l’ambiente dove il suo assistito vive e lavora, può e deve occuparsi anche di prevenzione. E quindi si propone la istituzione della figura del medico sentinella per l’ambiente. Questo deve essere molto attento a eventuali cluster di patologie che possono verificarsi tra i suoi assistiti. Se sospetta una causa ambientale deve segnalare quanto osservato alle autorità amministrative e ai decisori politici. Questa funzione viene definita “advocacy”. Il progetto di medico sentinella è portato avanti dall´associazione “Medici per l’ambiente ISDE” (vedi sito www.isde.it) che ha costituito una rete denominata RIMSA-Rete italiana medici sentinella per l’ambiente. Da questo tipo di visione derivano diversi nuovi paradigmi di assistenza e di ricerca (paradigma Psico-neuro-endocrino-immunologico, Slow medicine, Green Oncology, Green Nephrology, ecc.). Tutti i medici debbono essere responsabili ed impegnati sul fronte della sostenibilità economica ed ambientale. Senza nulla togliere al ruolo importante della tecnologia, sempre più la Medicina odierna deve rivalutare il ruolo fondamentale delle “Medical Humanities”, dalla bioetica alla filosofia, dalla comunicazione alla integrazione dei saperi e della ricerca. In quest’ottica anche aspetti che a prima vista possono sembrare particolari, debbono essere affrontati in un’ottica sistemica e con un approccio multidisciplinare per arrivare ad una vera e propria medicina “personalizzata”.
Links da consultare:
(https://www.ecologica.online/ecologica-online/, Ecologica n. 3, 2023, Gianfranco Porcile: Gestione del Territorio; Ecologica n. 2, 2025, Gianfranco Porcile: Tutto si tiene)
- PREVENZIONE ED EDUCAZIONE SANITARIA PRECOCE: tramite la legge 833 del 1978 è stato istituito nel nostro Paese il Sistema Sanitario Nazionale (SSN). Tale istituzione è stata una grandissima conquista sociale in ambito del Welfare italiano, ma bisogna comunque considerare che anche incrementando al massimo l’efficienza organizzativa del nostro SSN, obiettivo più che lodevole, questo apprezzabile risultato consentirebbe di risolvere solo il 10% delle problematiche della perdita di salute nel corso della vita. Inoltre, l’influenza genetica conta solo per il 25%, mentre i determinanti di salute epigenetici, cioè i molteplici rapporti che intercorrono tra individuo e condizioni ambientali svolgono la parte più importante nel determinare lo stato di salute o malattia delle persone. Ed è proprio in quest’ambito che deve inserirsi il compito della Politica che, promuovendo la decarbonizzazione del nostro Paese ed il contrasto alla crisi climatica in atto può realizzare prevenzione sanitaria di alto profilo ed ingenti risparmi nella spesa sanitaria (https://www.ecologica.online/ecologica-online/, Ecologica 02/25, G. Errico – Prevenzione: l’ultima difesa del SSN).
- DISAGIO PSICHICO Comprensione e Prevenzione: in merito alla prevenzione del disagio psichico è da segnalare che si tratta di un problema di estrema importanza, ma molto complesso e non facilmente sintetizzabile. Tale malessere attraversa tutte le età (dall´adolescenza all´età adulta) ed è la causa di numerose forme di autolesionismo, egocentrismo, sofferenza e spesso violenza di varia natura (dal bullismo in età adolescenziale, ai disturbi alimentari, fino all´alcoolismo e ai vari aspetti di violenza di genere). Anche se non è facile individuare e prevenirne le cause, non per questo possiamo esimerci dall´affrontare un aspetto che ha certamente gravi radici sociali e che influenza profondamente la dinamica della nostra vita in generale e dell´impegno politico come cittadini presenti e consapevoli. Possiamo certamente individuare tra le cause la mancanza di relazioni comunitarie, la mancanza di forme collaborative, la mancanza di riconoscimento da parte degli altri (riconoscimento che varia a seconda delle età, del sesso e delle categorie professionali), la mancanza di prospettive occupazionali, fino all´età che avanza senza più un ruolo. Qui la pensione rappresenta un blocco dell´attività precedente e un improvviso vuoto per il futuro e colloca gli anziani in un angolo a guardare le previsioni del tempo sulla televisione e certamente senza più alcun interesse ad andare a votare. Conseguenze: solitudine, insoddisfazione, disturbi alimentari anche in molti adulti, problematiche sanitarie (no-vax, ipocondria), difficoltà ad assumere un ruolo lavorativo e professionale. Partendo dalle difficoltà degli adolescenti, dovremmo renderci conto che spesso “siamo tutti adolescenti bulli e insoddisfatti”, dalla persona comune fino ad arrivare a molti leader economici e politici (e forse anche a noi ambientalisti: “la mia visione sul fotovoltaico, sull´eolico offshore, sull´auto elettrica, è più ecologica della tua”) e al singolo militante di Casa Pound, che compensa nella violenza fascista l´insoddisfazione per la sua vita quotidiana. Quale è il ruolo della politica, quali sono le iniziative culturali e le proposte parlamentari, da assumere nei confronti di questo grave disturbo umano e sociale, oggi affidato ai centri di salute mentale e alle parrocchie, quando non alle forze dell´ordine, senza alcun aiuto dalla società? Se le cause sono innanzitutto sociali e comunitarie, è in quella direzione che deve dirigersi il nostro impegno politico. Ricostruire le strutture e le dinamiche comunitarie della famiglia, della scuola, della vita di quartiere, della cultura e dello sport, sono forme importantissime di superamento del disagio psichico, per tornare ad una rete di rapporti che aiutino a superare l´isolamento in cui viviamo. E´ dunque di primaria importanza dare ai bambini, agli adolescenti, ai disoccupati, agli anziani tutta l´attenzione che richiedono e di cui necessitano.
Link per ulteriore documentazione:
https://www.ecologica.online/ecologica-online/, Ecologica numero 4, 2023, Carlo Gnetti, Il miraggio della Prevenzione, pp.43-46
https://www.ecologica.online/ecologica-online/, Ecologica numero 1, 2024, Giovanni Colombo, Spirito e Strutture, pp. 48-49
- NECESSITA’ DI ACCELERARE IL PROCESSO DI DECARBONIZZAZIONE: l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha presentato il Rapporto annuale sulle emissioni climalteranti offrendo un quadro aggiornato della situazione emissiva del nostro Paese e delineando i possibili scenari futuri, con particolare riferimento alle strategie di decarbonizzazione. Dal Rapporto emerge che nel 2024 si è registrata una riduzione complessiva delle emissioni di gas serra pari al -3% rispetto all’anno precedente, un risultato ottenuto in larga parte grazie alla performance del settore della produzione di energia elettrica.
Link per consultazione:
- https://www.isprambiente.gov.it/it/pubblicazioni/rapporti/le-emissioni-di-gas-serra-in-italia-obiettivi-di-riduzione-e-scenari-emissivi-2025)
- https://www.ecologica.online/ecologica-online/, Ecologica n. 3, 2023, Angelo Tartaglia. Ci diamo una mossa?
- MEDICINA DI GENERE E NECESSITA’ DI DIFFERENZIARE ESAMI E TERAPIE TRA UOMINI E DONNE: nel nostro Paese continua ad essere sottovalutata la differenza di genere – in ogni campo, compreso quello inerente salute e benessere delle persone. Se escludiamo i trattamenti – ovviamente specifici – relativi alla maternità, diventa evidente che la medicina e la farmacologia non hanno valutato in maniera adeguata le differenze biologiche (di sesso) e socioculturali (di genere), nonostante da lungo tempo le varie evidenze scientifiche a riguardo mostrino che uomini e donne non solo possono sviluppare patologie diverse, ma presentano anche tipologie di risposte distinte alle terapie e vivono disuguaglianza nell’accesso alle cure. Storicamente, gli studi clinici hanno arruolato prevalentemente uomini, e il sesso delle cellule in studi preclinici non è stato sempre chiaramente indicato. Queste disparità pongono l’accento sulla necessità di un approccio di genere nella pratica clinica, che non solo migliora l’appropriatezza delle cure, ma promuove anche la personalizzazione dei trattamenti. È essenziale integrare la medicina di genere in tutte le branche della medicina, per analizzare come il sesso e il genere influenzino fisiologia, diagnosi e terapie. Anche la sperimentazione dei farmaci sul modello femminile è sempre stata tenuta al margine. “La medicina di genere nasce all’inizio degli anni ’90, tuttavia, ad oggi, non è ancora particolarmente applicata. Si tratta di un approccio multidisciplinare volto a considerare il peso delle variabili di sesso e di genere sull’andamento delle comuni malattie e sulla risposta al trattamento farmacologico. Questa è la definizione data recentemente dall’OMS e ripresa nel piano del 2019 approvato dal Ministero della Salute italiano. Si va da reazioni avverse ad effetti collaterali, ad una riduzione dell’efficacia, passando per un conflitto da risolvere: “l‘approccio sesso e genere specifico nella cura, nella terapia e nello studio delle malattie si scontra con il filone umanistico in cui bisogna invece annullare le differenze”, ma contare le differenze può garantire una maggiore equità di cura per chiunque. Pensiamo al tumore al seno negli uomini: sono quasi sempre prognosi peggiori perché le cure sono tutte pensate e studiate sulla popolazione femminile. Una maggiore multidisciplinarietà nel lavoro della farmacologia di genere può aumentare il potenziale in ambito sociosanitario.”
Links da consultare:
- https://www.salutarmente.it/medicina-di-genere-riconoscere-e-affrontare-le-differenze-di-salute-tra-uomini-e-donne/30161, Medicina di Genere: le differenze di genere nella salute;
- https://www.ecologica.online/ecologica-online/, Ecologica numero 4, 2023, F. Belpoggi, Tossicità di genere).
- https://www.benufarma.it/blog/articolo/medicina-di-genere, Medicina di genere: i farmaci agiscono in modo diverso su uomini e donne? – BENU Farma
Determinanti Commerciali della Salute (CDoH)
Cosa sono?
Secondo l’OMS, i determinanti commerciali della salute sono le attività del settore privato – incluse strategie economiche, pratiche lavorative, lobbying e disinformazione – che influenzano la salute pubblica, positivamente o negativamente.
Effetti negativi
– Le grandi aziende, soprattutto multinazionali, incidono su:
– Malattie non trasmissibili (es. obesità, diabete)
– Malattie infettive e pandemie
– Infortuni e cambiamenti climatici
– Aumentano le disuguaglianze sociali e tra Paesi, in particolare nel Sud globale.
– Utilizzano strumenti di potere (economico, politico, discorsivo) per ostacolare politiche sanitarie che minacciano i loro interessi economici.
Effetti positivi
– Il settore privato può anche essere alleato della salute pubblica, contribuendo a:
– Sviluppo di vaccini e farmaci
– Infrastrutture sanitarie
– Servizi per la copertura sanitaria universale
– Sicurezza alimentare
Conclusione
Serve un equilibrio consapevole: sfruttare il potenziale positivo delle imprese, limitandone gli impatti nocivi con regolamentazione, trasparenza e vigilanza da parte degli Stati.
(Link per ulteriore documentazione: https://www.ecologica.online/ecologica-online/, Ecologica numero 2, 2024, Antonino Caldarella, Alla Buon´Ora!, pp.72-75; Ecologica numero 3/2025, Gazzetti e Caldarella, Agenda per studio e ricerca sui determinanti commerciali della salute)
CASI SPECIFICI DI PARTICOLARE IMPORTANZA:
- NECESSITA’ DI IMPORRE LIMITI DI ESPOSIZIONE ALLE RADIOFREQUENZE (RF): la conclusione di una recente ricerca scientifica commissionata dall’Organizzazione Mondiale della Salute (OMS) mostra che l’ipotesi su cui si basano i limiti attuali, basati sul fatto che le RF possono causare danni solo attraverso il riscaldamento dei tessuti, è sicuramente sbagliata. Gli effetti biologici (cioè i danni sulle cellule) esistono e le prove della cancerogenicità delle RF sono ora chiare e riconosciute dall’OMS almeno per quanto riguarda gli studi su animali di laboratorio. Inoltre, nel 2021 il Servizio di Ricerca del Parlamento Europeo ha pubblicato un rapporto in cui definisce come probabile la cancerogenicità delle RF sull’uomo e altrettanto probabili gli effetti sulla riproduzione e lo sviluppo. Pertanto, i governi dovrebbero definire standard di sicurezza basati sulla scienza per proteggere la salute umana. Al contrario in Italia, fino alla fine del 2023 i limiti di attenzione per l’esposizione a campi elettromagnetici a radiofrequenza erano di 6 V/m (limite accettabile da un punto di vista dell’impatto sulla salute) ed è stato innalzato a 15 V/m, per di più misurati come media nelle 24 ore, contrariamente agli altri Paesi europei, dove invece la misurazione viene fatta su 6 minuti nelle ore di maggior traffico. Questo ha comportato un notevole incremento delle esposizioni, situazione particolarmente grave per le donne gravide e per i bambini.
(Link a EPRS | Servizio Ricerca del Parlamento europeo: https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/STUD/2021/690012/EPRS_STU(2021)690012_IT.pdf)
- NECESSITA’ DI LIMITARE L’ESPOSIZIONE DIFFUSA AD INTERFERENTI ENDOCRINI: il sistema endocrino è una rete complessa di comunicazioni tra il sistema nervoso e funzioni corporee fondamentali come la riproduzione, l’immunità, il metabolismo e il comportamento. Secondo taluni studi, alcune sostanze che interferiscono con i nostri sistemi ormonali possono incidere negativamente sul metabolismo, sulla crescita, sul sonno e persino sull’umore. Queste sostanze (note come interferenti endocrini) sono per lo più artificiali e sono contenute in materiali quali pesticidi, metalli e additivi oppure sono presenti negli alimenti e nei cosmetici sotto forma di agenti contaminanti, nelle plastiche. Tra gli effetti negativi sulla salute che possono essere causati dagli interferenti endocrini si annoverano la diminuzione della conta spermatica e il cancro testicolare negli uomini, effetti sul sistema neurologico e immunitario e un aumento dei casi di malformazioni genitali maschili. È stato riscontrato che una percentuale rilevante di giovani (che in alcuni paesi raggiunge il 40 %) possiede uno sperma di scarsa qualità che riduce la loro capacità riproduttiva. Ricerche recenti hanno inoltre dimostrato che gli interferenti endocrini possono incidere sui sistemi che controllano lo sviluppo del grasso corporeo e l’aumento di peso. Inoltre, l’aumento del tasso di disturbi neurocomportamentali quali dislessia, ritardi mentali, autismo e deficit di attenzione e iperattività (ADHD) è stato associato all’esposizione agli interferenti endocrini.
Rischiamo un’esposizione agli interferenti endocrini attraverso gli alimenti, la polvere e l’acqua, inalando gas e particelle presenti nell’aria o, semplicemente, attraverso il contatto epidermico, per esempio quando usiamo prodotti per la cura personale. Talvolta gli effetti causati da un interferente endocrino sono visibili solo molto tempo dopo l’esposizione: nel caso di un feto esposto a una sostanza di questo tipo, per esempio, possono prodursi effetti negativi sulla salute al raggiungimento dell’età adulta, con il rischio che tali effetti vengano ereditati dalle generazioni future. Sostanze a sospetta azione avversa sul sistema endocrino si possono trovare in prodotti d’uso quotidiano quali bottiglie di plastica, giocattoli, contenitori in metallo per alimenti, dispositivi elettronici, cosmetici, pesticidi e detergenti. L’UE sta intervenendo a vari livelli, dall’ambito della ricerca a quello normativo, e sta individuando attivamente gli interferenti endocrini. Il numero delle sostanze chimiche identificate come sostanze estremamente preoccupanti (SHVC) a causa delle loro proprietà di interferenza endocrina è in crescita.
(Link di particolare interesse:
https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_18_6287
https://health.ec.europa.eu/document/download/ae25aadb-478a-4201-871d-236e379c89c1_en)
- DIFFERENTI SINTOMI PER RICONOSCERE INFARTO IN UOMINI E DONNE
In questo articolo del 31/08/2023 su Salute Lab, si rileva come una giusta diagnosi differenziata per genere può aiutare a salvare vite:
https://www.salutelab.it/infarto-sintomi-uomini-donne/), Infarto: i sintomi diversi per uomini e donne
- IL CASO DEI FILTRI SOLARI: l’esposizione della popolazione agli inquinanti ad azione cancerogena ed interferente endocrina è determinata da una sempre più diffusa contaminazione ambientale. Al danno cutaneo da esposizione solare che vede in gioco numerose concause, tra cui proprio la diffusione nell’ambiente delle sostanze chimiche, situazione che connota in maniera caratteristica il periodo della industrializzazione, una delle risposte che è stata e viene data con maggiore enfasi è ancora una volta una risposta chimica: l’uso dei filtri da applicare sulla pelle ignorandone la possibile pericolosità. Questi prodotti, suggeriti dalle agenzie sanitarie più autorevoli e promossi attivamente dalle aziende, che talora intervengono anche sponsorizzando gli studiosi che si occupano della ricerca scientifica nel campo, sono dalla nostra normativa classificati come “cosmetici” e posti in libera vendita nei supermercati. La popolazione li acquista e li usa prevalentemente senza il controllo del proprio medico pur trattandosi di prodotti per alcuni dei quali è accertato da anni l’assorbimento cutaneo e il passaggio nel latte materno e per molti l’azione di interferenza endocrina che va a sommarsi all’esposizione ad altri diffusi interferenti endocrini come gli ftalati e i bisfenoli delle plastiche, i pesticidi, gli inquinanti industriali persistenti (POP).
(Link a Quaderni ACP: https://acp.it/assets/media/download/Quaderni_acp_2024_311_22-23.pdf)
Hanno contribuito a questo documento tutti i componenti del Gruppo tematico “Salute Umana”:
Gabriella Errico, Annamaria Moschetti, Gianfranco Porcile, Antonino Caldarella, Fiorella Belpoggi, Aldo Gazzetti, Giovanni Colombo, Sonia Ostrica, Sergio Ulgiati
