Il presidente degli Stati Uniti ha annunciato una nuova azione navale con l’obiettivo di scortare le navi fuori dallo Stretto di Hormuz. Si chiama “Project Freedom”. Il presidente della Commissione per la Sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Azizi, ha dichiarato che qualsiasi azione statunitense nello Stretto sarà considerata una violazione del cessate il fuoco e le navi saranno attaccate.
Nel frattempo il “cessate il fuoco” ha come sfondo le operazioni di Israele in Libano, dove continua a bombardare. Dopo aver chiesto ai cittadini di allontanarsi, Israele ha attaccato 11 città e villaggi nel Sud del Paese. Anche a Gaza la zona di controllo si è allargata, con la creazione della “linea arancione”. Mentre Thiago Avila e Saif Abu, attivisti a bordo della Global Sumud Flotilla intercettata in acque internazionali, hanno visto la propria detenzione prorogata.
Operazione “Project Freedom”
Trump ha “tutte le carte in mano”. Lo ha fatto sapere la Casa Bianca con una foto creata con l’IA e pubblicata su X (ex Twitter). In questa si vede Donald Trump con le carte di Uno – il gioco prodotto da Mattel – modificate con la scritta “wild” e il messaggio: “I have all the cards”. Trump ha quindi tutte le carte per procedere nello Stretto? L’annuncio dell’operazione, rinominata Project Freedom, vede l’approvazione dell’esercito.
— The White House (@WhiteHouse) May 3, 2026
Il Comando centrale ha annunciato che sosterrà la missione per “ripristinare la libertà di navigazione per il trasporto marittimo commerciale” attraverso lo Stretto di Hormuz. Brad Cooper, ammiraglio e comandante del Centcom, su X ha dichiarato:
Il nostro supporto a questa missione difensiva è essenziale per la sicurezza regionale e per l’economia globale, in quanto manteniamo anche il blocco navale.
Il supporto militare significa:
- cacciatorpediniere lanciamissili;
- oltre 100 velivoli terrestri e navali;
- piattaforme senza pilota multidominio;
- 15.000 militari.
Trump e il “gesto umanitario”
L’annuncio dell’operazione ha già ricevuto una risposta da parte dei funzionari iraniani, ovvero: qualsiasi operazione USA nello Stretto sarà considerata una violazione del cessate il fuoco. Si tratta di un avvertimento, che però gli Stati Uniti sembrano ignorare.
Trump su Truth Social ha scritto che Paesi di tutto il mondo hanno chiesto agli Stati Uniti di intervenire per liberare le loro navi.
Il registro scelto dal presidente statunitense è quello dell’operazione “umanitaria”. Scrive: “Per il bene dell’Iran, del Medio Oriente e degli Stati Uniti, abbiamo assicurato a questi Paesi che guideremo le loro navi fuori da queste acque”.
Ancora:
Sono pienamente consapevole che i miei rappresentanti stanno avendo colloqui molto positivi con l’Iran e che questi colloqui potrebbero portare a qualcosa di molto positivo per tutti. Lo spostamento delle navi ha il solo scopo di liberare persone, aziende e Paesi che non hanno commesso alcun illecito: sono vittime delle circostanze.
L’operazione mette a rischio il cessate il fuoco, come annunciato dall’Iran, per questo Trump parla di “gesto umanitario” e soprattutto di “grande gesto di buona volontà”. Ma le parole potrebbero non bastare.
Rottura del cessate il fuoco
Le buone intenzioni, come quelle dei colloqui, potrebbero essere schiacciate dall’operazione che Trump si appresta a lanciare. Da una parte i funzionari iraniani hanno già detto che ogni operazione nello Stretto sarà considerata una violazione del cessate il fuoco, dall’altra anche Trump ne è consapevole. Nel suo messaggio scrive:
Se, in qualsiasi modo, questo processo umanitario dovesse essere ostacolato, tale interferenza dovrà purtroppo essere contrastata con fermezza.
L’operazione potrebbe portare alla fine dello stallo per le navi nello Stretto, ma potrebbe anche impedire il processo di riconciliazione tra le parti.
I problemi dell’operazione umanitaria
Jonathan Hackett, specialista in operazioni speciali e agente di controspionaggio in pensione del Corpo dei Marines, avrebbe dichiarato che “i conti non tornano”. L’operazione potrebbe essere molto più complessa di quanto Trump abbia lasciato intendere. Dice che la Marina USA non ha abbastanza risorse per scortare le centinaia di navi bloccate nello Stretto.
Secondo l’Organizzazione marittima internazionale (IMO) ci sono circa 2mila navi nello Stretto: petroliere e rigassificatori, navi portarinfuse, navi cargo e navi da crociera turistiche.
Due i pericoli individuati dallo specialista:
- le mine marine (gli Stati Uniti non hanno navi dragamine, solo navi riadattate allo scopo);
- le capacità navali dell’Iran, che possiede ancora qualche asso nella manica.
Un altro punto da non trascurare sono le assicurazioni delle navi nello Stretto, che potrebbero non dare l’ok a spostamenti per il rischio di danni a cose e persone.
Raman Kapoor, capitano di una petroliera la cui nave è bloccata nel Golfo, ha dichiarato ad Al Jazeera che è improbabile che qualche nave tenti di attraversare lo Stretto di Hormuz. “Nessuna nave oserebbe ostentare il proprio coraggio e attraversare lo Stretto di Hormuz se non fosse ufficialmente dichiarato sicuro per il transito”, ha fatto sapere.
Harlan Ullman, ex ufficiale della marina statunitense, ha dichiarato che i rischi del Project Freedom di Trump sono significativi. Potrebbe infatti portare a una pericolosa escalation se l’Iran scegliesse di opporsi.
Dichiara ad Al Jazeera:
L’Iran possiede un’enorme quantità di droni e piccole imbarcazioni che potrebbero rendere la situazione molto, molto difficile.
L’avvertimento dell’Iran
La risposta dell’Iran è abbastanza chiara. Più che di “rischi” si deve parlare di conseguenze certe.
L’esercito iraniano infatti ha comunicato ufficialmente:
la sicurezza della via navigabile è nelle mani delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran; qualsiasi passaggio e navigazione sicura in qualsiasi situazione deve essere effettuata in coordinamento con le forze armate.
Chiedono alle navi mercantili e petroliere di astenersi da qualsiasi azione di transito senza il coordinamento delle forze armate di stanza nello Stretto di Hormuz, in modo che la loro sicurezza non venga compromessa.
Ancora, in modo più esplicito:
Avvertiamo che qualsiasi forza armata straniera, in particolare l’aggressivo esercito statunitense, verrà attaccata se tenterà di avvicinarsi e di entrare nello Stretto di Hormuz.



