È tragedia migratoria a Ceuta. La città spagnola, sullo stretto di Gibilterra dal lato marocchino, ha visto giungere migliaia di persone: uomini, donne, bambini e disabili. La televisione pubblica Tve ha parlato di “valanga umana” che aveva raggiunto i 5 chilometri alla frontiera. La cifra reale si aggirerebbe intorno alle 50mila persone. Si aggiorna anche il numero dei morti, almeno 19 le vittime.
Pedro Sánchez è atteso a Ceuta insieme al ministro dell’Interno. È stato mobilitato anche l’esercito. Mentre la Commissione Ue ha assicurato sostegno economico e operativo alla Spagna, diversi Paesi ed esponenti di destra hanno già preso posizione. Lo ha fatto Giorgia Meloni, che parla di “minaccia” per la sicurezza europea e lo ha fatto anche il ministro degli Esteri Tajani, che si è detto “favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna” in continuità con Piantedosi. Una dichiarazione che gli è valsa il rimprovero del collega spagnolo, che al contrario si aspettava non il solito “banchetto” delle destre.
A Ceuta migliaia di persone passano il confine
A Ceuta sono arrivate migliaia di persone, quasi 50mila secondo le autorità spagnole. L’esercito si è aggiunto agli agenti di polizia per monitorare la situazione, che rischia di farsi sempre più grave. Sono già 19 le vittime accertate.
Si tratta della crisi migratoria più grave degli ultimi anni, ma non è senza precedenti. In altre occasioni il Marocco ha usato le persone come arma contro il governo spagnolo. Nel maggio 2021, per esempio, aveva allentato le misure di controllo permettendo a oltre 8mila migranti di entrare in Spagna in 48 ore.
Al momento la soluzione è la chiusura temporanea della frontiera con il Marocco, approvata all’unanimità dall’Assemblea di Ceuta. Per l’Associazione Exmenas questa è l’unica possibilità per molti di loro che “non trovano vie legali”. Tra chi è riuscito a entrare in queste ore c’è anche una campionessa della nazionale di pallavolo marocchina, riconosciuta grazie ad alcune foto.
Anche i residenti di Ceuta si dicono preoccupati, sia per loro come cittadini, sia per chi arriva che “sono in strada e vagano senza sapere dove andare” soprattutto quando feriti. Nel frattempo gruppi di persone, al grido di slogan di estrema destra e razzisti, si sono scagliati contro i migranti arrivati a Ceuta. Non sono mancati scontri con la polizia e danneggiamenti di proprietà nella notte. C’è anche chi festeggia di fronte alle telecamere per l’arrivo in Spagna, gridando che finalmente avranno un lavoro.
La reazione dell’Italia
L’Italia è stata la prima a commentare tramite la voce di Giorgia Meloni le immagini che arrivano da Ceuta. La premier le descrive come “impressionanti” e usa l’ormai noto registro di emergenza. Scrive su X:
Le immagini che arrivano da Ceuta sono impressionanti e dimostrano, ancora una volta, che l’immigrazione clandestina fuori controllo rappresenta una minaccia concreta per la sicurezza dei confini europei.
Matteo Piantedosi sceglie di “non restare a guardare”, dice ed è pronto a intervenire con “la sospensione dello spazio Schengen con la Spagna”. Antonio Tajani ha quindi confermato la linea di Piantedosi, dicendosi favorevole alla chiusura dello spazio Schengen.
Dichiara:
L’immigrazione irregolare e incontrollata rappresenta un pericolo per la sicurezza nazionale. Le immagini che arrivano da Ceuta dimostrano come la scelta del Governo di Madrid di dare la cittadinanza spagnola, quindi europea, ad oltre 500mila immigrati irregolari sia profondamente sbagliata e incentivi il traffico di esseri umani.
La risposta del ministro Albares
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha commentato il tweet di Tajani:
Questo messaggio è inappropriato da parte del ministro degli Esteri di un Paese partner e amico, dal quale ci aspettiamo solidarietà europea e non demagogia di parte.
Ha inoltre convocato l’ambasciatore d’Italia.
I precedenti di Ceuta
Prima del 2026, altre due crisi simili avevano già travolto l’enclave di Ceuta. Il precedente più noto è quello che abbiamo già citato del maggio 2021, quando circa 8mila persone (1500 minori) sono entrate a Ceuta in appena 48 ore. In quel caso venne riconosciuto subito un allentamento dei controlli dal lato marocchino.
Un episodio legato alle tensioni tra i due Paesi per via dell’ospitalità concessa dalla Spagna al leader del Fronte Polisario Brahim Ghali.
Un altro precedente è il caso del febbraio 2014, quando un gruppo di migranti tentò di raggiungere a nuoto Ceuta. In 15 annegarono e tra le cause della loro morte ci furono le scelte della Guardia Civil, intervenuta sulla spiaggia Tarajal, che usò materiale antisommossa.



