Il senatore di Forza Italia, Francesco Silvestro, è stato denunciato per violenza sessuale. La testimonianza arriva dalla presunta vittima, una donna di 52 anni che per lavoro è agente di commercio di vini. L’incontro sarebbe avvenuto nella cornice di una fornitura di bottiglie per l’inaugurazione della villa di Silvestro a Capri. Secondo il racconto della donna, il senatore avrebbe fatto allusioni sessuali parlando di come il vino lo ecciti e gli faccia perdere i freni inibitori, poi sarebbe stata abusata.
La denuncia arriva a un anno di distanza per diversi motivi, che la donna ha spiegato. Il primo è la necessità di capire cosa fosse accaduto attraverso un percorso di terapia, il secondo invece aggiunge un possibile reato. Infatti la donna sarebbe stata intimidita da un carabiniere, un conoscente di Silvestro che li avrebbe messi in contatto, per dissuaderla dal parlare perché in questo modo “si sarebbe rovinata la vita”. In risposta il senatore avrebbe suggerito l’impossibilità di aver compiuto il reato perché “io sono un bel ragazzo, la signora è normale”.
L’accusa di violenza sessuale
Francesco Silvestro, senatore di Forza Italia di 55 anni e attuale presidente della Commissione bicamerale per gli affari regionali, sarebbe stato denunciato da una donna. Questa, agente di commercio nel settore dei vini, a distanza di un anno dai fatti ha raccontato cosa le è accaduto nel complesso di San Luigi dei Francesi.
La cornice dell’episodio di violenza è istituzionale, un palazzo della Capitale dove i senatori hanno i propri uffici privati. I due si erano incontrati per parlare di lavoro. Il senatore infatti si è rivolto alla donna per l’acquisto di vini e champagne di pregio per l’inaugurazione della sua villa a Capri.
Nel racconto della violenza sessuale, contenuto nella querela, la donna spiega che a un certo punto il parlamentare avrebbe iniziato a rivolgersi a lei con frasi allusive. Il riferimento sarebbe all’assenza di freni inibitori data dal consumo di alcol. Dopo questo scambio che le avrebbe creato disagio, la donna riferisce di aver tentato di allontanarsi, ma di essere stata costretta sul posto e di aver subito la violenza sessuale contro la propria volontà. Si legge: “Senza alcun consenso né espresso né implicito”.
La denuncia dopo un anno
Come accade spesso nei casi di violenza sessuale, c’è chi punta il dito contro la vittima per criticare la distanza dal momento della denuncia ai fatti denunciati. Eppure è molto comune, per le vittime di violenza, passare un periodo di attesa, consapevolezza, difficoltà e in alcuni casi di terapia per tentare superare o solamente parlare quanto accaduto.
Sembra proprio questo il caso. La donna infatti ha raccontato che ha vissuto momenti di disorientamento, di paura di non essere creduta e che per questo sarebbe andata in terapia.
Ma oltre al vissuto personale, i cui tempi variano da persona a persona in questi casi, c’è anche un altro elemento denunciato dalla donna che apparirebbe come ancora più indicativo del motivo del “ritardo” nella querela. Infatti, secondo quanto raccontato dalla vittima, il carabiniere che aveva fatto conoscere il senatore e la donna avrebbe tentato di intimidirla per spingerla a non denunciare. Una delle frasi pronunciate, riportate nella querela, sarebbe:
Guarda che se denunci ti rovini la vita. Pensaci bene, i politici hanno un potere che neanche ti immagini. Se lo fai, non lavorerai più.
Silvestro nega le accusare
Interpellato da Repubblica, il senatore Francesco Silvestro ha negato di essere coinvolto in un episodio di violenza sessuale. Ha confermato l’incontro negli uffici di San Luigi dei Francesi e il ruolo del carabiniere come intermediario, ma ha respinto l’accusa di violenza definendola “assurda”.
Dal suo punto di vista, la presunta vittima starebbe solo cercando un modo per estorcergli dei soldi. Ricordiamo però che la donna ha annullato l’ordine di 7.000 euro di vini e champagne fatto dal senatore dopo la vicenda.
Un passaggio è diventato tristemente virale della vicenda, ovvero la “prova” che ha utilizzato il senatore per discolparsi dalle accuse. Infatti, nel contestare il racconto della presunta vittima, il parlamentare ha richiamato il suo aspetto fisico:
Quando mai. Non ci pensi. Poi, modestamente io sono un bel ragazzo, la signora è una signora normale… Uno può dire quello che vuole. Poi però le cose vanno provate.
Le scuse: “Parole sbagliate”
In una nota, il senatore di Forza Italia è tornato sulle parole in riferimento all’aspetto fisico della presunta vittima e ha chiesto scusa. Ha dichiarato che è stato colto di sorpresa da quanto gli veniva chiesto nel colloquio telefonico con una giornalista di Repubblica e quindi “ha risposto di getto”. Quasi come se fosse una battuta.
Chiede quindi formalmente scusa per le parole che ha pronunciato nel corso di quell’intervista. Mentre per l’episodio e le accuse, ha fatto parlare il proprio legale e si dichiara totalmente estraneo.
Ha aggiunto:
Mi sono anche dichiarato pronto, da subito, a fornire tutti i chiarimenti necessari. Mi scuso e lo ripeto, per espressioni che credevo colloquiali, che considero comunque sbagliate e che nel contesto di una telefonata possono avere generato fraintendimenti o leso sensibilità.
Parla l’imprenditrice: “Dopo l’abuso anche l’umiliazione”
A distanza di 24 ore dalla pubblicazione delle accuse di violenza sessuale, la donna che ha denunciato Francesco Silvestro è tornata a parlare.
L’agente di commercio dei vini ha deciso di parlare non per aggiungere elementi all’inchiesta, le indagini infatti stanno procedendo, ma per reagire alle parole con le quali il senatore ha respinto le accuse. Ha affermato:
Non pensavo di dover affrontare, dopo la violenza, anche il dileggio.
Ha poi voluto aggiungere dei riferimenti al tempo trascorso prima della denuncia. Racconta infatti di essere rimasta a lungo bloccata da una condizione di forte sofferenza psicologica e di aver affrontato un lungo percorso terapeutico.
Risponde anche a chi critica l’assenza di reazione durante l’episodio di violenza. Quello che racconta la presunta vittima, ovvero la sensazione di paralisi, è un’evidenza in moltissime denunce di abusi sessuali.



