L’Italia è la nazione con più auto pro-capite nell’Unione Europea (quasi 7 auto ogni 10 abitanti) ed è quindi fondamentale pensare ad un sistema di mobilità differente; la realizzazione di piste ciclabile e ciclovie è una alternativa possibile e la realizzazione e la manutenzione delle reti ciclabili in ambito urbano, metropolitano, regionale e nazionale, a scopo turistico o ricreativo è promossa e finanziata dal PNRR.
Nonostante oltre 466 milioni di euro di risorse complessive, ad oggi la spesa effettiva è di appena l’11, 5%; sarà quindi difficile, se non impossibile, raggiungere gli obiettivi prefissati che sono, divisi nelle due sotto misure della voce di investimento relativa al rafforzamento della mobilità ciclistica:
- ciclovie urbane -> attualmente spesi 41,9 milioni di euro sui 200 disponibili per finanziare 570 km di piste ciclabili urbane e metropolitane da realizzare attraverso 149 progetti: la spesa rappresenta poco più del 20% del totale e, facendo la proporzione, siamo fermi ad un centinaio di chilometri di ciclovie;
- ciclovie turistiche -> attualmente spesi 12 milioni di euro sugli oltre 266 disponibili per finanziare 1250 km di piste ciclabili turistiche da realizzare attraverso 41 progetti: neanche il 5% dei finanziamenti utilizzati, in proporzione poco più di 50 chilometri.
Quanto costa fare una pista ciclabile?
Secondo le linee guida del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ogni chilometro di pista ciclabile urbana costa circa 350000 euro che, moltiplicati per i km previsti, sono congruenti (350000 x 570 = 199,5 milioni); un documento dettagliato della FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) 200000 euro al chilometro, compresi eventuali costi imprevisti, sono sufficienti per la realizzazione delle ciclovie urbane.
Se il finanziamento è corretto rispetto a quanto è richiesto dal bando PNRR, perché non sono utilizzati tutti i fondi e raggiunto l’obiettivo? Mancanza di capacità o timore di non riuscire nell’intento?
Alcuni progetti hanno già raggiunto una rendicontazione di spesa percentualmente rilevante (oltre il 90% dell’importo finanziato) fra cui 8 (in varie parti d’Italia) che sono oramai al termine, con oltre il 99% del finanziamento utilizzato; di difficile comprensione sono i 36 progetti per i quali non è ancora stato speso nemmeno un euro.
Come deve essere segnalata una pista ciclabile?
Il Decreto Ministeriale 557 del 30 novembre 1999 ed il Codice della Strada identificano come realizzare ed utilizzare le infrastrutture dedicate alla mobilità sostenibile in base alla tipologia della stessa che può essere:
- a senso unico – separate dalla strada da barriere fisiche o linee di demarcazione e larghe almeno un metro e mezzo (dimensione riducibile in casi particolari)
- a doppio senso – separate dalla strada veicolare fisicamente e larghe almeno due metri e mezzo per permettere la circolazione in entrambi i sensi di marcia
- ciclo pedonale – come le piste ciclabili a doppio senso con una zona ben delineata per il transito dei pedoni
- non dedicata o corsie ciclabili – disegnate nello spazio della strada veicolare evidenziate con linee tratteggiate, con priorità ai ciclisti ma non vietate alle auto (la larghezza della corsia è di un metro e mezzo)
Tutte le tipologie di piste ciclabili hanno l’obbligo di una segnaletica orizzontale ben visibile e non interpretabile, con la direzione di marcia evidenziata; non ci sono vincoli nella scelta della tipologia da utilizzare per la costruzione di una pista ciclabile ma ognuna ha le proprie caratteristiche (ad esempio quelle a doppio senso sono utilizzate dove il traffico veicolare non è elevato).
Quali sono le ciclovie turistiche di prossima costruzione?
I fondi del PNRR, relativamente alle ciclovie turistiche, sono destinati prioritariamente al completamento ed alla manutenzione di alcuni itinerari:
- ciclovia Vento – collega Venezia e Torino, parte dell’EuroVelo 8, una ciclovia che unisce Cadice (Spagna) a Limassol (Cipro)
- ciclovia del Sole – dalla provincia di Bolzano a Palermo, parte dell’EuroVelo 7 che unisce Capo Nord a La Valletta (Malta)
- ciclovia Grab – Grande Raccordo Anulare della Bici, all’interno del territorio Comunale di Roma dedicata agli amanti della storia e non solo
- ciclovia dell’Acqua – conosciuta anche come dell’acquedotto pugliese, che dovrebbe partire dalla provincia di Avellino ed arriva nel profondo Salento (Santa Maria di Leuca) attraversando Campania, Basilicata e Puglia
- ciclovia Adriatica: da Trieste a Santa Maria di Leuca, con ampi tratti ancora da completare
- ciclovia Tirrenica: 650 chilometri da Ventimiglia a Latina
- ciclovia del Garda: un anello intorno al lago con alcuni passaggi anche a sbalzo sull’acqua
- ciclovia Sardegna: un giro dell’isola lungo quasi 1500 chilometri
- ciclovia Magna Grecia: ora presente a Taranto, piana di Metaponto e ed il versante jonico della Calabria che dovrebbe unirsi a Pachino, sud Sicilia
Tutte piste ciclabili che dovrebbero essere percorse almeno una volta nella vita, anche dai non appassionati della bici; le bellezze della nostra Nazione usufruibili sostenibilmente, con paesaggi da ammirare rispettando la natura assaggiando la cultura locale.



