Anche in Italia si muore di caldo, come ha confermato l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sarebbero almeno due le persone decedute, due pazienti nello specifico che erano ricoverati all’ospedale policlinico San Martino di Genova. Eppure c’è chi, dall’interno del ministero della Salute, smentisce i dati. Lo ha detto la dottoressa Maria Rosaria Campitiello, Capo del Dipartimento della prevenzione, ricerca ed emergenze sanitarie. “Credo che vadano inseriti in un contesto generale, i due casi andrebbero contestualizzati e andrebbe fatta un’indagine per capire se sono realmente legati al caldo”, ha dichiarato smentendo l’OMS.
Dichiarazioni che arrivano dopo un’ondata di calore che ha portato a migliaia di morti in Europa. Per questo la reazione di diversi esperti è stata piuttosto dura, come quella del docente di malattie infettive Matteo Bassetti. Sui social ha dichiarato: “Vi rendete conto dove siamo arrivati? Anziché preoccuparsi della situazione sanitaria, il ministero della salute nega un fatto evidente e va contro i sanitari di un importante ospedale italiano. Sempre peggio“.
Oms: 5 morti da caldo in Italia
Il caso dei due pazienti morti non sarebbe neanche l’unico. L’OMS ha dichiarato che in 24 ore in Italia ci sono stati almeno cinque morti per il caldo. Lo ha affermato in una nota il direttore regionale dell’OMS per l’Europa, Hans Henri P. Kluge:
Le attuali ondate di calore in Europa sono una prova generale: in tutta Europa in questo momento, i pronti soccorso si stanno riempiendo. I servizi di ambulanza stanno registrando numeri record e l’Italia ha registrato cinque decessi in 24 ore.
In risposta a questo, come se non ci fosse un contesto generale di stress climatico e numerosi decessi in tutta Europa, Maria Rosaria Campitiello, il capo del Dipartimento della prevenzione del ministero della Salute, ha dichiarato all’ANSA: “A noi attualmente non risultano questi decessi”.
La risposta di Matteo Bassetti
Su Facebook, Matteo Bassetti, docente di malattie infettive presso la clinica di malattie infettive e tropicali di Genova, ha commentato quanto dichiarato da Campitiello. Per l’esperto va “sempre peggio”. Intervistato da Fanpage, ha aggiunto che trova le affermazioni del capo del Dipartimento della prevenzione del ministero” di una gravità inaudita perché arrivano da un medico o nei confronti di altri medici”.
Il riferimento è al fatto che siano stati i medici che avevano in cura i due pazienti a stabilire le cause del decesso direttamente correlate al caldo e, per Bassetti, dire che servono indagini significa confutare ciò che un medico ha già valutato. “Mi auguro che sia stata un’uscita infelice o che il giornalista non abbia riportato fedelmente le parole”.
La minimizzazione del ruolo del caldo
Mentre l’aspetto dei due pazienti deceduti resta, secondo Bassetti, una questione medico contro medico, diverso è invece il tentativo di minimizzare il ruolo del caldo estremo sulla salute.
Per Bassetti è come ai tempi del COVID, ovvero sulla salute ci si divide politicamente. Spiega:
Durante la pandemia si diceva che chi metteva la mascherina era di sinistra e chi non la metteva era di destra; chi faceva il vaccino era di sinistra e chi non lo faceva era di destra. Ora succede lo stesso. Chi dice che fa caldo è di sinistra, chi dice che non fa caldo è di destra.
In questo modo, prosegue il docente, si finisce per negare un problema sanitario evidente e che danneggia prima di tutto i cittadini. L’OMS parla di 1300 morti in Europa. Bassetti si domanda perché negarlo, perché dire che non è vero. “Grazie anche a un po’ di sano allarmismo, magari si riesce a far cambiare i comportamenti sbagliati”, si auspica.
Fa riferimento all’andare in spiaggia sette ore al giorno anche in condizioni di fragilità, portare i bambini anche molto piccoli sotto al sole, andare in bicicletta con 35 o più gradi. Insomma, tutte quelle situazioni nelle quali ci si mette perché si sottovaluta quanto possa far male il caldo alla salute.
La banalizzazione della crisi climatica
Se da una parte c’è la minimizzazione del ruolo del caldo sulla salute, dall’altra parte c’è la banalizzazione della crisi climatica o il tentativo di nasconderla. Il presidente del Senato Ignazio La Russa di recente ha dichiarato che ai Caraibi sono abituati al caldo e non muoiono, quindi ci abitueremo anche noi in Italia.
L’immagine che voleva richiamare era quella di sdraio su una bella spiaggia, ma l’Italia non sono i Caraibi e le temperature che si sono registrate in Italia e in Europa non sono quelle caraibiche. Per esempio basti pensare che ai Caraibi raramente la temperatura sale oltre i 31 °C.
E poi non è vero neanche che non si muore di caldo, come i dati di queste prime ondate festive di caldo sull’Europa stanno tristemente dimostrando. Se si guardano i dati degli ultimi anni, si possono contare almeno 200.000 morti da caldo in Europa.
I danni alla salute
Ignazio La Russa dice che ci abitueremo al caldo, ma nel frattempo dobbiamo prevenire i colpi di calore, una condizione molto grave. Lo è soprattutto per le persone fragili, ma in genere per chiunque. Quando l’ipotalamo smette di funzionare, la temperatura sale a 42-43° e il corpo non riesce più a regolarsi.
Lo spiega Matteo Bassetti durante l’intervista:
Si hanno effetti neurologici gravi e si può morire. Il caldo provoca anche perdita di liquidi e c’è il rischio di shock ipovolemico. La pressione scende, il cuore pompa meno sangue, i tessuti ricevono meno ossigeno.
Un organismo già fragile, come un anziano o i bambini o gli immunodepressi, soffre più di altri. I sintomi dello stress termico, dal colpo di calore fino a quelli legati alla perdita di liquidi, sono:
- mal di testa;
- temperatura che sale a 41-43°;
- confusione mentale;
- disidratazione;
- insufficienza renale;
- problemi cardiovascolari;
- problemi infettivi;
- coma.
Bassetti è chiaro in questo caso, non si deve aspettare. Se si riconoscono i sintomi, va immediatamente chiamato il medico o il 118 perché è una condizione che richiede un intervento urgente. Il rischio è la morte.



