2023 a qualcuno piace piú caldo
2023 a qualcuno piace piú caldo

L’anno più caldo mai registrato? Il 2023

Il 2023, secondo gli scienziati del Copernicus Climate Change Service (CCCS), è stato l’anno più caldo mai registrato, con una temperatura globale media di 1,48 °C in più rispetto all’epoca preindustriale, 0,17 °C più caldo del 2016. Come era giá capitato con il 2022. Tutti i giorni dell’anno appena passato si sono attestati in media sopra 1°C rispetto alle temperature pre industriali e gli scienziati del centro prevedono che nel corso del 2024 per la prima volta sarà superata globalmente la soglia del 1,5°C, fissata come target della Conferenza di Parigi nel 2015.

Gli oceani catturano il 90% del calore provocato dalle emissioni di carbonio, caratteristica che li rende uno degli indicatori più attendibili del riscaldamento globale. Nell’ultimo anno, infatti, è stato registrato anche un aumento delle temperature marine, le quali aumentano ormai di anno in anno.

Nell’articolo “New Record Ocean Temperatures and Related Climate Indicators in 2023” pubblicato sul giornale scientifico “Advances in Atmospheric Sciences”, viene inoltre fatto notare che un ulteriore record è stato raggiunto per quanto riguardo la stato di salute dei nostri oceani. Infatti, nel 2023 la stratificazione delle acque marine ha raggiunto un livello mai prima registrato.

La stratificazione delle acque marine

Ma cosa si intende per stratificazione delle acque marine e perché è un dato importante nel capire lo stato di salute dei nostri mari?

La stratificazione delle acque marine è la naturale divisione delle acque oceaniche in diversi, appunto, strati, dovuta alla differente densità delle acque. Gli strati più caldi tendono, infatti, a trovarsi intorno alla superficie, mentre quelli più freddi in profondità. Questi, comunque, grazie all’effetto del vento e delle correnti riescono a mescolarsi gli uni con gli altri, portando parte del calore dalla superficie agli strati più profondi.

Negli ultimi anni, grazie all’aumento globale delle temperature, la stratificazione delle acque sta sempre più aumentando, rendendo sempre maggiori le differenze in termini di densità fra i diversi strati. Ciò ha serie ripercussioni sulla salute degli oceani. Secondo uno studio del Institute of Atmospheric Physics (IAP) della Chinese Academy of Sciences, infatti, l’aumento della stratificazione porterebbe ad una diminuzione della presenza di nutrienti ed ossigeno nei mari, con chiare e serie ripercussioni su tutti gli organismi viventi che li popolano.

Oltre a ciò la più difficile permeazione tra uno strato e l’altro fa sì che il calore non possa passare da quelli più in superficie a quelli più in profondità influenzando negativamente, quindi, l’azione assorbente delle acque e, di conseguenza, aumentando ancora di più la temperatura atmosferica.

Mitigare il riscaldamento globale

La minore capacità di assorbimento del calore da parte delle acque marine dovrebbe farci molto preoccupare data l’enorme importanza che essa riveste nel mitigare il riscaldamento globale. Si stima, infatti, che nel 2023 gli oceani abbiano catturato dall’atmosfera 15 zettajoule in più rispetto al 2022; una cifra enorme, se si pensa che solamente 0,5 zettajoule servono per alimentare l’intera economia globale.

In totale, nel 2023, le acque oceaniche hanno assorbito ben 287 zettajoule. Inoltre, l’aumento delle temperature degli oceani porterebbe a maggiori anomalie in termini degli indici di salinità: infatti, le acque più salate diventeranno sempre più salate, mentre quelle più dolci, diventeranno sempre meno salate. Anche ciò ha un impatto direttamente sulla temperatura atmosferica e la vita dei diversi organismi viventi.

Il Mediterraneo si surriscalda di piú

Nello studio  “New Record Ocean Temperatures and Related Climate Indicators in 2023” emerge il caso del “mare nostrum”, il Mediterraneo: esso è, infatti,  il bacino che si sta riscaldando più velocemente tra tutti quelli presi in esame.

Lo studio appena pubblicato ci porta, dunque, a riflettere sull’importanza che i mari rivestono per il benessere della nostra terra e sul ruolo centrale che essi svolgono nella mitigazione del riscaldamento globale. Ma soprattutto deve servire a farci comprendere l’importanza di invertire questo processo di aumento generale delle temperature. Un nostro eventuale fallimento porterebbe infatti a terribili conseguenze sociali, economiche e politiche.

 

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