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Home»Ecologia»Clima»El Niño è tornato: non è una bella notizia
Gianfranco MasciaDi giangranco

El Niño è tornato: non è una bella notizia

Clima Internazionale 6 Luglio 20238 di Lettura
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 El Niño 

L’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM) ha annunciato ufficialmente l’inizio del fenomeno meteorologico “El Niño” nel Pacifico tropicale, per la prima volta in sette anni. Gli esperti confermano che le condizioni rilevate in questa regione confermano molto probabilmente un aumento delle temperature globali e delle perturbazioni meteorologiche, come la siccità, entro il 2023.

L’agenzia meteorologica delle Nazioni Unite prevede inoltre che ci sia il 90% di possibilità che il fenomeno meteorologico “El Niño” si protragga fino alla seconda metà del 2023. Gli esperti si aspettano un’intensità almeno moderata, ma non escludono la possibilità che possa essere grave. Di conseguenza, l’OMM ha esortato urgentemente i governi mondiali a prendere le misure necessarie per contenere le conseguenze di questo fenomeno meteorologico.

Per l’OMM temperature da record e di caldo estremo

Petteri Taalas, Segretario Generale dell’OMM, ha dichiarato quanto segue sull’insorgenza di questo fenomeno meteorologico:

“L’inizio di El Niño aumenterà significativamente la probabilità di temperature da record e di caldo estremo in molte parti del mondo e nell’oceano.”

Aggiunge che i governi globali devono agire contro questo fenomeno climatico:

“È cruciale che i governi globali agiscano prontamente per affrontare gli effetti di El Niño. Dobbiamo mettere in atto misure efficaci per mitigare i rischi associati a questo fenomeno meteorologico, come l’aumento delle temperature, le perturbazioni meteorologiche e la potenziale siccità. Ciò richiede una cooperazione internazionale e l’implementazione di politiche mirate per ridurre le emissioni di gas serra e adottare pratiche sostenibili. Inoltre, è essenziale che i paesi si preparino adeguatamente per affrontare gli impatti di El Niño, tra cui l’adozione di misure di adattamento e il rafforzamento delle capacità di gestione delle calamità. Solo attraverso uno sforzo coordinato a livello globale possiamo affrontare con successo le sfide che questo fenomeno meteorologico ci presenta”.

Che cos’è il fenomeno meteorologico “El Niño”?

Il fenomeno meteorologico “El Niño” è un evento climatico caratterizzato da un riscaldamento anormale delle acque dell’Oceano Pacifico equatoriale, che può avere un impatto significativo sul clima globale. Si verifica ciclicamente, con una frequenza variabile tra i 2 e i 7 anni circa.

Durante un episodio di El Niño, le acque dell’Oceano Pacifico tropicale diventano più calde del normale, influenzando gli schemi atmosferici e i sistemi di circolazione a livello globale. Ciò può portare a una serie di effetti, come un aumento delle temperature in molte parti del mondo, cambiamenti nei modelli di precipitazione, eventi meteorologici estremi come inondazioni o siccità e impatti sull’agricoltura, sulla pesca e sulla salute umana.

Le conseguenze di El Niño possono variare a seconda delle regioni geografiche, ma in generale si osservano anomalie climatiche significative in diverse parti del mondo. Ad esempio, alcune aree possono sperimentare un aumento delle precipitazioni e delle inondazioni, mentre altre possono affrontare condizioni di siccità e carenza di piogge. L’effetto complessivo di El Niño è spesso associato a un aumento delle temperature globali.

È importante notare che El Niño è solo uno dei fattori che influenzano il clima globale, e le sue interazioni con altri fenomeni atmosferici e oceanici possono essere complesse. Tuttavia, gli scienziati e le agenzie meteorologiche monitorano attentamente questo fenomeno per comprendere meglio i suoi impatti e per fornire avvertimenti e previsioni tempestive alle comunità colpite.

Che cos’è il cambiamento climatico

Il cambiamento climatico si riferisce alle modifiche a lungo termine nei modelli meteorologici e nelle temperature globali. Questi cambiamenti possono avvenire naturalmente, ma dall’inizio del XIX secolo, l’attività umana è diventata la principale causa dei cambiamenti climatici.

Una delle principali cause del cambiamento climatico è l’emissione di gas serra nell’atmosfera, principalmente derivanti dalla combustione dei combustibili fossili. Questi gas intrappolano il calore del sole all’interno dell’atmosfera, provocando un aumento delle temperature globali. Gli esperti concordano sul fatto che il cambiamento climatico abbia iniziato a manifestarsi durante la rivoluzione industriale, quando il carbone ha assunto un ruolo predominante come fonte di energia a livello globale.

Che cos’è il riscaldamento globale?

Il cambiamento climatico e il riscaldamento globale sono concetti che tendiamo a confondere poiché il riscaldamento globale è uno degli aspetti del cambiamento climatico. Il riscaldamento globale è l’aumento della temperatura media degli oceani e dell’atmosfera terrestre. Questo aumento delle temperature è diventato sempre più allarmante nel corso degli anni.

In Europa il riscaldamento globale sta avanzando più rapidamente del previsto. La causa principale dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale è la stessa. È l’emissione massiccia di gas a effetto serra (GHG), che trattengono il calore che provocano nell’atmosfera e sulla superficie terrestre attraverso il cosiddetto effetto serra.

Il riscaldamento globale si riferisce all’aumento graduale della temperatura media della Terra, sia dell’atmosfera che degli oceani. È una delle manifestazioni del cambiamento climatico, che comprende anche altri cambiamenti a lungo termine nei modelli meteorologici e negli ecosistemi.

Il riscaldamento globale è principalmente causato dall’eccessiva emissione di gas a effetto serra nell’atmosfera. Questi gas, come il biossido di carbonio (CO2), il metano (CH4) e il protossido di azoto (N2O), sono prodotti da attività umane come la combustione di combustibili fossili, l’industria, l’agricoltura intensiva e la deforestazione. Questi gas intrappolano il calore del sole nell’atmosfera terrestre, creando un effetto serra artificiale che porta all’aumento delle temperature globali.

Il riscaldamento globale ha molteplici impatti sul nostro pianeta, tra cui l’aumento del livello del mare, il disgelo dei ghiacciai, l’acidificazione degli oceani, i cambiamenti nei modelli di precipitazione, l’intensificazione degli eventi meteorologici estremi e la perdita di biodiversità. Questi impatti possono influenzare negativamente gli ecosistemi, le risorse idriche, l’agricoltura, la salute umana e molte altre aree della vita sulla Terra.

La mitigazione del riscaldamento globale richiede un impegno globale per ridurre le emissioni di gas a effetto serra, aumentare l’efficienza energetica, promuovere l’uso di energie rinnovabili e adottare pratiche sostenibili. È anche importante adottare misure di adattamento per affrontare gli impatti attuali e futuri del riscaldamento globale, proteggendo le comunità e gli ecosistemi più vulnerabili.

Quali sono le differenze tra i fenomeni climatici “El Niño” e “La Niña”?

Il fenomeno climatico “La Niña”, sorella climatologica di “El Niño”, è la fase fredda di un evento climatico. In altre parole, è la sua fase opposta all’interno dello stesso modello meteorologico. Entrambi i fenomeni climatici si verificano in un contesto di cambiamento climatico indotto dall’uomo, in cui le temperature globali sono in aumento. Inoltre, si verificano variazioni nei modelli stagionali delle precipitazioni, rendendo il clima globale più estremo.

Gli esperti hanno collegato il fenomeno meteorologico “La Niña” alla prolungata siccità che ha minacciato alcuni mesi fa i Paesi del Corno d’Africa, un periodo che si è protratto durante l’ultima stagione delle piogge per il terzo anno consecutivo. Inoltre, molte regioni del Sud America sono state colpite da una siccità estrema. Precipitazioni superiori alla media sono state osservate anche nel Sud-est asiatico e in Australasia.

La scienza, oltre agli strumenti utilizzati per monitorare gli oceani, sta aiutando gli esperti a saperne di più su questi fenomeni meteorologici. Al momento, gli scienziati non riescono a capire come sia possibile individuare “El Niño” o “La Niña” con diversi anni di anticipo

Il fenomeno climatico “La Niña” è la fase fredda del ciclo di un evento meteorologico che si verifica nel Pacifico equatoriale. È considerata la controparte di “El Niño” e rappresenta una variabilità naturale all’interno del sistema climatico globale. Entrambi i fenomeni si verificano all’interno del contesto più ampio del cambiamento climatico causato dall’attività umana, che sta portando all’aumento delle temperature globali.

Durante il periodo di La Niña, le acque dell’Oceano Pacifico tropicale si raffreddano rispetto alle temperature medie, influenzando i modelli atmosferici e climatici. Questo può comportare cambiamenti nei modelli di precipitazione, condizioni meteorologiche estreme e impatti su scala globale.

Gli effetti di La Niña possono variare in diverse regioni del mondo. Ad esempio, alcune zone possono sperimentare un aumento delle precipitazioni, alluvioni e tempeste, mentre altre possono affrontare condizioni di siccità. La scienza sta continuamente cercando di comprendere meglio questi fenomeni e sviluppare modelli e strumenti per monitorarli e prevederli con anticipo.

Attualmente, gli scienziati stanno lavorando per migliorare la capacità di previsione di El Niño e La Niña a lungo termine. Tuttavia, le previsioni a lungo raggio rimangono ancora una sfida, poiché i fattori che influenzano questi fenomeni sono complessi e possono essere influenzati da molteplici variabili.

La ricerca continua e il monitoraggio costante dei pattern oceanici e atmosferici sono fondamentali per comprendere meglio i fenomeni di El Niño e La Niña, nonché per fornire avvertimenti tempestivi alle comunità interessate, in modo da poter adottare misure di adattamento e mitigazione appropriate.

Qual è la situazione attuale e le diverse anomalie registrate nel Pacifico equatoriale centro-orientale?

Il rapporto dell’OMM evidenzia un notevole aumento delle anomalie della temperatura superficiale del mare nel Pacifico equatoriale centro-orientale a partire da febbraio 2023. Dall’essere inferiore alla media di circa mezzo grado Celsius (-0,44 nel febbraio 2023), le temperature sono ora superiori alla media di circa mezzo grado Celsius (+0,47 nel maggio 2023). Durante la settimana del 14 giugno 2023, le anomalie della temperatura superficiale del mare hanno continuato ad aumentare, raggiungendo un valore di +0,9°C.

 

Le osservazioni oceaniche e atmosferiche indicano la presenza di condizioni di El Niño nel Pacifico, sebbene rimanga una certa incertezza a causa dell’interazione oceano-atmosfera relativamente debole, che è un fattore cruciale per l’amplificazione e il mantenimento di El Niño. Gli esperti prevedono che sarà necessario attendere ancora un mese per osservare un accoppiamento pienamente consolidato nel Pacifico tropicale.

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