La situazione è quella di uno stallo, mentre il ministro degli Esteri iraniano arriva in Russia per dei colloqui con il presidente Vladimir Putin. Verso Occidente il dialogo sembra accantonato del tutto. Con gli Stati Uniti impegnati sul nuovo attentatore alla vita di Donald Trump, i colloqui a Islamabad sembrano un ricordo lontano. Trump infatti non ha solo annullato la visita programmata in Pakistan per esplorare nuove possibilità di dialogo con l’Iran, ma ha scritto su Truth Social che “se vogliono parlare, non devono fare altro che chiamare!!!”.
Da entrambe le parti, non sembra esserci una grande disponibilità al dialogo o a trovare un compromesso sulle proprie posizioni. Così la via diplomatica sembra sempre più distante, mentre in Libano continuano gli attacchi da parte di Israele nonostante il cessate il fuoco.
Usa-Iran: una pace sempre più distante
Donald Trump di destreggia tra la guerra in Iran e l’attentato contro la sua persona in casa. Durante l’intervista su Fox News al programma Sunday Briefing ha dichiarato:
Sanno cosa deve esserci nell’accordo. È molto semplice: non possono avere l’arma nucleare, altrimenti non c’è un motivo di incontrarsi.
Una dichiarazione che conferma l’annullamento dei colloqui a Islamabad. Il motivo dell’annullamento della missione, secondo quanto dichiarato da Trump, sarebbero i costi eccessivi di un viaggio che a suo avviso non sarebbe stato giustificato dall’offerta iraniana.
Da parte sua l’Iran, attraverso le dichiarazioni del ministro degli Esteri Abbas Araghchi in visita a San Pietroburgo, fa presente come:
Le richieste eccessive degli Stati Uniti hanno impedito al precedente ciclo di negoziati di raggiungere i suoi obiettivi, nonostante alcuni progressi.
Un nuovo accordo è possibile?
L’Iran avrebbe presentato una nuova proposta per la riapertura dello stretto di Hormuz. L’accordo prevederebbe l’avvio di colloqui sul programma nucleare, solo in seguito alla riapertura dello stretto e alla revoca del blocco. Si tratta quindi di un accordo in due fasi, con una proposta che vuole prima concentrarsi sulla risoluzione della crisi relativa allo stretto e solo in seguito alla questione nucleare.
Israele e Hezbollah si confrontano in Libano
Nel frattempo, Israele e Hezbollah si accusano a vicenda di aver violato il cessate il fuoco. La posizione di Hezbollah è che non accetterà un cessate il fuoco unilaterale. Non ha partecipato agli accordi di cessate il fuoco stipulati tra Israele e Libano.
Ha quindi riferito che non permetterà a Israele di continuare a occupare il territorio libanese e di proseguire i suoi attacchi. Da parte israeliana l’attacco del sud del Libano avvenuto domenica 26 aprile ha causato la morte di 14 persone, tra cui due bambini e due donne. Questa mattina invece nel Nord di Israele sono scattati gli allarmi a seguito dell’ingresso di un aereo avversario.
La svolta green
Nel frattempo, arrivano le notizie in merito alla svolta green che la guerra contro l’Iran sta generando. A fronte di un prezzo del carburante sempre più alto e di un’instabilità dovuta all’oscillazione del petrolio, il think tank energetico Ember ha fatto sapere che le esportazioni cinesi di tecnologia solare, batterie e veicoli elettrici hanno raggiunto livelli record a marzo.
Si parla di 10 miliardi di dollari solo in esportazione di batterie. I maggiori acquirenti sono Unione Europea, Australia e India. L’incertezza sulla riapertura dello stretto di Hormuz sta alimentando tanta preoccupazione quanto un nuovo scenario energetico, di fatto accelerando la transizione verso le energie pulite.



