L’attacco di Stati Uniti e Israele si allarga. Mentre l’esercito israeliano riprende gli attacchi su Teheran, non mancano le risposte del Paese. Hezbollah nella notte ha annunciato di aver colpito Israele con missili e droni in risposta alla morte della guida suprema iraniana Ali Khamenei.
Il conflitto si allarga nella regione. Donald Trump dichiara che le operazioni potrebbero proseguire per altre 4-5 settimane. I Paesi del Golfo chiedono la fine degli attacchi da entrambe le parti, preoccupati per la stabilità dell’area e dell’economia globale.
Chi guiderà l’Iran?
Donald Trump sembra avere già chiare le idee sul dopo Ali Khamenei. In un’intervista per il New York Times, il presidente statunitense ha dichiarato di avere tre ottime scelte. Non le vuole rivelare subito perché prima vuole “finire il lavoro”.
Durante l’intervista ha esposto una possibile soluzione, esattamente come accaduto in Venezuela. Dopo la rimozione di Nicolás Maduro, al suo posto è rimasta gran parte del governo, che collabora con Washington.
Certo è che a Jonathan Karl, di ABC News, ha anche dichiarato che tutti i possibili candidati per prendere il controllo dell’Iran sono stati uccisi nell’attacco iniziale. Per questo non sarà nessuno di quelli a cui avevano pensato inizialmente.
In Iran intanto, dopo la notizia della morte della guida suprema, il funzionario per la sicurezza nazionale Ali Larijani ha dichiarato che, fino alla scelta di un successore, a guidare il Paese sarebbe stato un comitato. Era proprio Larijani a guidare i negoziati sul nucleare con gli Stati Uniti, gli stessi interrotti dall’attacco di Stati Uniti e Israele.
Che possa essere lui a guidare il Paese? Trump non ha risposto alla domanda. In ogni caso, il capo della sicurezza avrebbe affermato che non negozierà con gli Stati Uniti. In un post su X ha scritto che:
Trump ha sprofondato la regione nel caos con le sue false speranze e ora è preoccupato per ulteriori perdite di truppe americane.
Il conflitto si allarga
Stati Uniti e Israele hanno dato l’inizio al conflitto, ma questo si sta già allargando. Il Consiglio di Cooperazione del Golfo, che comprende Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait, si è riunito per formulare una risposta unitaria. Questi non solo sono impegnati per difendersi dagli attacchi iraniani, ma hanno anche dichiarato che risponderanno all’aggressione se sarà necessario. Hanno chiesto la fine delle ostilità tra le parti, anche per mantenere la stabilità economica che vede nella regione del Golfo un vero e proprio pilastro.
Di opinione diversa gli Stati Uniti. Proprio Trump, nella stessa intervista telefonica al New York Times, avrebbe dichiarato che gli attacchi all’Iran potrebbero durare quattro-cinque settimane. La risposta del presidente statunitense si focalizza sulle munizioni, che sarebbero abbastanza per sostenere gli attacchi senza assottigliare le riserve conservate per possibili altri scenari di conflitto, come Taiwan o incursioni russe in Europa.
Nuovi attacchi dell’Idf
Intanto Israele non solo è tornato a colpire Teheran, ma anche Beirut. In un nuovo attacco nella periferia sud, sono state uccise altre 10 persone. Secondo il ministro della Salute libanese, nella notte il bilancio dei morti e dei feriti è cresciuto: 31 morti e 149 feriti.
L’esercito israeliano ha emanato un ordine di evacuazione in Libano definita “urgente”, rivolta ai residenti dei villaggi del sud. Il consiglio era di allontanarsi di almeno 1000 metri verso aree aperte perché “chiunque si trovi vicino a elementi, strutture e mezzi di combattimento di Hezbollah mette in pericolo la propria vita”. Non è stato escluso neanche un attacco via terra.
Anche l’Iran risponde. Sono state avvertite nuove esplosioni a Gerusalemme, Dubai, Abu Dhabi e Doha. Il Bahrein ha annunciato un morto negli attacchi iraniani.



