Il consumo di tabacco rappresenta una sfida prioritaria per la salute pubblica e la sostenibilità ambientale in Europa, con un impatto diretto sul benessere delle nuove generazioni e sulla resilienza degli ecosistemi. Secondo il rapporto 2025 dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la Regione Europea si conferma il maggiore consumatore globale di tabacco, una tendenza che minaccia gli obiettivi di salute fissati per il 2030.
I dati mostrano che l’Europa è l’unica regione in cui il calo della prevalenza del tabagismo è troppo lento per raggiungere i target internazionali, con solo l’11% dei Paesi in linea con l’obiettivo di riduzione del 30% entro il 2025. In questo scenario, la tutela della salute dei giovani e la promozione di stili di vita sostenibili diventano fondamentali per invertire una rotta che vede il continente ancora lontano dal garantire un ambiente libero dalla dipendenza da nicotina.
L’Europa ha il maggior consumo di tabacco al mondo
La Regione Europea dell’OMS continua a detenere il primato mondiale per il consumo di tabacco. Nonostante l’adozione di politiche fiscali (il 53% dei Paesi applica tasse elevate), l’efficacia complessiva è frenata da normative ancora parziali sulla pubblicità e sugli spazi pubblici.
Il consumo di tabacco non vede ostacoli, neanche di fronte al dato di causa di morte:
provoca circa 1,1 milioni di decessi ogni anno nel continente.
I giovani e la dipendenza da nicotina
I dati rivelano che il consumo tra gli adolescenti è in una “fase critica”, alimentato in particolare dalla diffusione di sigarette elettroniche e vaporizzatori. In Europa si registra la più alta prevalenza mondiale di adolescenti che utilizzano abitualmente questi dispositivi: il 14,3% dei ragazzi tra i 13 e i 15 anni.
Secondo l’OMS, questa diffusione è il risultato di strategie industriali mirate che utilizzano aromi e marketing sui social media. Complessivamente, circa 4 milioni di adolescenti (13-15 anni) nel continente consumano prodotti del tabacco.
Il rischio segnalato dagli esperti è che questi nuovi prodotti creino una dipendenza precoce, vanificando i progressi fatti nel controllo del fumo tradizionale e mettendo a rischio la salute respiratoria delle generazioni che dovrebbero guidare la transizione ecologica.
Le ragazze sono le più esposte al rischio
Le ragazze europee tra i 13 e i 15 anni presentano i tassi di consumo di tabacco più alti al mondo per la loro fascia d’età. Questa tendenza contribuisce a rendere l’Europa il principale polo del fumo femminile globale:
4 fumatrici adulte su 10 nel mondo (circa 62 milioni di donne) vivono nel nostro continente.
Questa esposizione specifica non è casuale ma, come sottolineato dal Direttore Regionale dell’OMS Hans Kluge, deriva da un marketing sofisticato volto a rendere i prodotti della nicotina socialmente attraenti per le giovani donne.
La mancanza di leggi antifumo complete in due terzi dei Paesi europei e l’assenza di divieti totali sulla pubblicità in tre quarti della regione lasciano le ragazze vulnerabili a una pressione commerciale che ha gravi conseguenze sulla salute a lungo termine.
