Author: Meltea Keller

Meltea Keller nasce ad Empoli nel 1985 e vive a Bologna dal 2004. È laureata in DAMS cinema, videomaking e in lingue e letterature straniere. È traduttrice e curatrice della prima edizione dell'autobiografia di Harpo Marx dei fratelli Marx. dal titolo "Harpo speaks". Per Erga Edizioni ha scritto un racconto cli-fi breve ispirato al mito di Cassandra incluso nella raccolta "Sei un mito". Dal 2014 è la voce della rock band al femminile Mumble Rumble, saltuariamente collabora con Arcana Editore per la collana "Cantautori del futuro". Ha scritto la biografia di Mannarino ("Cercare i colori", 2018) e di Rancore ("Segui il coniglio bianco", 2020). Ha pubblicato ultimamente una "Guida ai Palazzi di Siena" per Edizioni della Sera.

C’è un tipo di comunicazione tossica – purtroppo diventata comune in Italia, soprattutto nella fascia sopra i 35 – che passa continuamente il messaggio che in questo paese è tutto storto, tutto corrotto, tutto morto e niente cambierà mai. Ho sentito discorsi di un paternalismo odioso provenire da persone adulte che si dicono a sinistra, ad esempio nei confronti degli scioperi dei Fridays for Future: “Dovete sapere, dovete capire, quando crescerete capirete che qua mai niente cambierà”. Ma la comunicazione tossica è un morbo diffuso, non ce l’ha solo chi vuol fare il paparino non richiesto con i giovani e…

Leggi tutto

Mi sento di rispondere a Giulio Cavalli che, dalle pagine di Left, giustamente si è sentito di esortare morettianamente a “fare qualcosa di sinistra” anche Europa Verde e Sinistra Italiana. Voglio – in amicizia – ribattere parafrasando un’altra frase di Nanni Moretti: sì, noi stiamo facendo qualcosa di sinistra, ma non è che abbiamo scelto di stare in disparte con l’idea che ci notino di più. Se non sembriamo presenti nell’attuale campagna elettorale è perché il presenzialismo mediatico di certi altri – certi anche con percentuali di voto ben al di sotto della nostra – si contrappone al poco tempo…

Leggi tutto

Colgo al volo una provocazione fatta su Facebook da Danny Labriola, portavoce di Europa Verde su Bologna. Come sarebbe se si facesse il bollettino dei morti per crisi climatica e della devastazione ambientale, dice Danny, come siamo abituati a fare per i morti di covid? Beh di certo sarebbe un modo per avere il quadro completo. Forse ci beccheremo un po’ meno di estremisti e di “partito del no”. Sono infatti persuasa che chi crede che i Verdi oggi siano estremisti ha presente solo una parte della storia: quella economica, che si gioca nel presente. Gli manca tutta quella dei…

Leggi tutto

Mia mamma ha un piccolo orto che, fino a l’anno scorso, ha dato buoni frutti e ortaggi enormi, cetrioli a non finire. Quest’anno i cetrioli non ci sono, secondo lei il caldo ha bruciato tutto. Dice che se dura così, dovrà smettere di fare l’orto perché l’alternativa è impiantare una serra nel poco spazio dietro casa e proteggere le piante. Ecco partiamo da questa piccola osservazione – piccola ma non irrilevante perché la riduzione delle rese agricole è un guaio reale. Si prevede che verso la fine del secolo quel che adesso accade a mia mamma e al suo piccolo…

Leggi tutto

Ho aperto Facebook e uno dei miei contatti gioiva perché dopo, a detta sua, una trentina d’anni, ha visto una lucciola. Nella mia mente intrisa di Literature and the Environment, l’equazione “lucciole: Pasolini” è immediata e da lì a Rachel Carson il passo è breve, mentre il resto dei titoli scorre a cascata. Vorrei quindi consigliarvi qualche libro, non di saggistica ma di narrativa, che vi accompagni in questa lunga estate caldissima. Mary Shelley, L’ultimo uomo Siamo nel 1826 e gli studi sui ritrovamenti fossili di animali antichi portano all’attenzione dei Romantici il concetto di estinzione. Attenzione – scriveva il…

Leggi tutto

Forse è ripetitivo dire che il problema dell’amianto ci riguarda, forse invece non lo si ripete abbastanza. Da Casale a Broni È bizzarro come, durante una visita all’AFeVA (Associazione Familiari e Vittime dell’Amianto) di Casale Monferrato, io abbia scoperto l’esistenza della questione-Broni “dove i morti non lasciano memoria storica” scrive Alberto Gaino, l’autore del libro Il silenzio dell’amianto (Rosenberg e Sellier, 2021). Eppure Broni, una cittadina vicino Stradella nell’Oltrepò pavese, mi è anche chilometricamente più vicina del Piemonte, ci sono passata un miliardo di volte con il treno, conosco persone di quella zona, il tema mi interessa… eppure sono cascata…

Leggi tutto

E’ uscito il nuovo episodio di GreenCast, il pocast di Europa Verde-Verdi! La guerra con l’Ucraina, io credo, sarà ricordata ai posteri come un’inutile, sanguinosa carneficina la cui dinamica non può prescindere dall’attuale sistema economico. Una delle contraddizioni più forti e più evidenti vede un’emergenza umanitaria da un lato e i legami (come quello energetico, il famoso gas russo) che non possiamo recidere tutt’un botto dall’altro. La sensazione è quella di sentirsi in trappola; un sentimento che riprende il punto tematizzato da George Monbiot in questo celebre Ted Talk in tempi non sospetti riguardante il sistema in senso ampio: ci…

Leggi tutto

Tassonomia, ESG, Green bond, benchmarks… no, non stiamo parlando in codice. È solo una serie di termini chiave che definiscono la finanza sostenibile. La finanza di per sé è un mondo che moltə di noi trovano affascinante, altrə trovano ostico, altrə lontano da loro, altrə ancora ne diffidano a prescindere. Quel che è certo è che si tratta di una dimensione omnipervasiva nella società contemporanea, perciò è così importante chiedersi quale finanza può aiutare e quale può ostacolare a creare un futuro che sia nelle nostre corde – cioè, sostenibile davvero. È la domanda che ci siamo postə per il…

Leggi tutto

Una satira post-apocalittica Se avessi dovuto vendere Don’t Look Up l’avrei descritto come Idiocracy che incontra Solar che incontra il Dr Strangelove.  Quando finalmente ho visto quello che è diventato decisamente il film più chiacchierato di questa fine anno segnata da omicron, mi sono sentita di puntualizzare alcune cose riguardo al gran chiacchiericcio generale. Premessa uno, Don’t Look Up è un bel film. Non credete a chi dice che per un tema simile occorreva un tono meno leggero: è gente rimasta indietro almeno di dieci anni – e conto a partire da Solar ma potrei iniziare da Kubrik. O forse dalla confusione fra stile e contenuti – per cui la serietà…

Leggi tutto