Author: Giacomo Famigli

Giacomo Famigli è laureato in giurisprudenza alla Bocconi di Milano ed ha un master in scienze politiche alla Luiss di Roma e CIFE di Berlino e Nizza. Parla correntemente quattro lingue e si interessa principalmente di politica internazionale ed economia. Sta cercando di affermarsi come ricercatore e da Maggio 2021 presta servizio come volontario in Europa Verde.

Immaginate di assistere ad un crimine perpetrato dal vostro paese e non poterlo denunciare senza incorrere in accuse di tradimento, spionaggio ed una serie di altri capi di imputazione. Questo NON è il caso di Julian Assange: non è statunitense bensì australiano, non ha visto i crimini ma ha fornito semplicemente uno spazio dove diffonderli, non è una spia anzi è una persona talmente attaccata ai principi da pubblicare notizie anche a discapito della propria libertà. Ciononostante, Assange rischia di essere estradato negli Stati Uniti, dove verrebbe condannato a 175 anni di carcere in base ad una legge del 1917. La…

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Amazon…sempre piú opaca… Mercoledì 25 Maggio si è riunita l’assemblea degli azionisti di Amazon per votare alcuni ordini del giorno in materia di impatto ambientale dell’azienda e politiche di lavoro degli operai: tra cui la redazione di relazioni sulla salute e sicurezza degli operai all’interno dell’azienda e dei lavoratori nei centri di smistamento, lo studio della quantità di plastica utilizzata, cambiamenti del procedimento di nomina dei membri del consiglio di amministrazione. Tutti i suddetti ordini del giorno sono stati rigettati, dietro suggerimento (guarda caso) proprio del consiglio di amministrazione, che ha addotto di aver già cominciato a adoperarsi in merito.…

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Da tempo, Europa Verde ed i Verdi Europei sostengono che la tassonomia verde dell’Unione Europea non debba comprendere tra le fonti di produzione elettrica l’uso della fissione nucleare e la combustione di gas naturale. L’inclusione di tali energie porterebbe infatti ad incentivi economici per la costruzione di altri impianti di quel tipo, sebbene siano già presenti soluzioni alternative e molto più sostenibili per il nostro pianeta. Il gas naturale, in precedenza visto come jolly per la transizione economica, ci ha esposto dal punto di vista della nostra dipendenza da paesi esteri e rimane comunque fonte di emissioni di CO2. Dall’altra…

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Anche in mezzo a crisi umanitarie e politiche, c’è chi lavora per risolvere le meno pubblicizzate crisi ambientali. È, infatti, il caso di Coldiretti ed ANBI che stanno sviluppando strategie d’azione per la risoluzione dei problemi di siccità riscontrati ultimamente nelle zone del Po e dei grandi laghi. La situazione di questi ultimi è meno critica, ma la percentuale di riempimento del lago di Como e del lago Maggiore sono comunque fermi al 38% della loro capacità. Più critico è il caso del Po, il quale ha raggiunto i 2 metri e 65 centimetri al di sotto del livello di…

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Trent’anni di campagne dei Verdi per le rinnovabili, trattati internazionali quali il trattato di Parigi ed il Protocollo di Tokyo, pacchetti di proposte dell’Unione Europea come lo European Green Deal ed un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza NON sono bastati per dare finalmente una spinta all’utilizzo delle fonti rinnovabili per la produzione di energia nel nostro Paese. Già abbiamo spiegato come la nostra dipendenza dal petrolio e dal gas è stato per noi per decenni fonte di debolezza e di ipocrisia, portandoci ad accettare i diktat di paesi produttori di idrocarburi con ben più di una macchia sulla coscienza.…

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Ebbene sì, il disastro sociale prodotto dal capitalismo comincia a fare notizia. Non si fa riferimento all’ennesimo incidente ambientale tra petroliere, in grado di distruggere interi ecosistemi, o agli effetti rimasti fino ad ora inosservati del consumismo esasperato, come le microplastiche  e le malattie respiratorie causate dall’inquinamento. Lo scorso 29 Aprile su “Il Sole 24 ore”, Enrica Chiappero-Martinetti riporta i limiti e le fragilità del modello capitalista: limitata capacità delle organizzazioni economico-finanziarie, sperequazione nella distribuzione delle risorse, le crescenti esternalità negative generate dalla produzione, consumo e scambio. Da tempo, Ecologica copre quotidianamente questo genere di notizie, dando spazio alle campagne…

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Il 20 aprile 2020 abbiamo assistito ad un evento storico: il prezzo del petrolio sceso nel reame dei prezzi negativi, precisamente a -37$. Tale situazione pareva un sogno per coloro che vorrebbero una vera e propria trasformazione ecologica, poiché significherebbe la non vantaggiosità economica nel commercio di tale prodotto. Se l’energia fosse facilmente producibile, economica e senza fastidiosi vincoli politici, chi vorrebbe commerciarla? Se per esempio dipendessimo dai raggi del sole (fotovoltaico), dal soffio del vento (eolico), dalla forza dell’acqua (idroelettrico) o dal calore della terra (geotermico) dovremmo semplicemente fare i conti con la ricerca di un equilibrio tra queste…

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Questo articolo è l’ultimo di una serie di approfondimenti su Amazon. Qui il primo, il secondo, il terzo, il quarto e il quinto. Fino ad oggi abbiamo preso in considerazione gli sprechi e gli utilizzi mastodontici di una delle più grandi aziende del mondo, Amazon. Ciononostante, gli argomenti che abbiamo analizzato sono tutto fuorché il contenuto principale del servizio offerto da Amazon: il commercio di prodotti. Abbiamo infatti parlato dello spreco di plastica per gli imballaggi, di cartone per le confezioni, di emissione di anidride carbonica per il trasporto dei prodotti e per l’alimentazione dei suoi magazzini ed il sistema di esaurimento…

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Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti su Amazon che usciranno due volte la settimana. Qui il primo, il secondo, il terzo e il quarto. In parallelo alle emissioni dovute alla flotta di autoarticolati, camioncini ed aeroplani per il trasporto dei propri prodotti, Amazon contribuisce ulteriormente al riscaldamento globale ed al cambiamento climatico con una rete di magazzini e depositi assetati di energia elettrica. Se ricordate le fantasticherie del futuro, non solo di Amazon ma anche dei futuristi novecenteschi, robot per strada e droni dovevano essere i fautori del trasporto di prodotti del futuro. Il problema continua però ad essere…

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