sabato, Maggio 21, 2022

Claudio Lazzaro

Editor in chief

Claudio Lazzaro è un giornalista e regista italiano. Inizia nel 1972 scrivendo di economia sul settimanale Tempo, entra nella redazione del settimanale L'Europeo, dove impara il mestiere lavorando con Oriana Fallaci, Alberto Ongaro, Massimo Fini, Ferdinando Scianna e altre firme della testata del gruppo Rizzoli. Muore Alexandros Panagulis, l'eroe nazionale greco, compagno di Oriana Fallaci. Lei è convinta che l'incidente automobilistico in cui ha perso la vita sia un assassinio mascherato. Con Lazzaro si reca ad Atene per trovare le prove. Dopo una ricerca avventurosa l'inchiesta viene scritta a quattro mani, ma la Fallaci, troppo coinvolta, preferisce non apparire. Il pezzo esce sull'Europeo con la sola firma di Lazzaro. Collabora ad altri periodici, come i mensili Prima Comunicazione, Media Production, Max, Ciak, Moda, King, Ulisse 2000. Quando nel 1995 L'Europeo chiude, per poi trasformarsi in periodico mensile, Lazzaro passa al Corriere della Sera, in cronaca e agli esteri (inviato di guerra in Kosovo e Iraq) Nel 2005, dopo dieci anni al Corriere della Sera, si dimette e costituisce una società, la Nobu Productions, per realizzare documentari a basso costo, sfruttando la potenzialità delle nuove tecnologie e i nuovi canali distributivi indipendenti. Camicie verdi - Bruciare il tricorole, il suo primo documentario, è un viaggio all’interno della Lega Nord nella sua fase iniziale, eversiva e xenofoba. Esce quando la Lega era al potere, due mesi prima del voto sulla c.d. devolution (secondo referendum di revisione costituzionale della Repubblica Italiana, che prevedeva la riorganizzazione dello Stato su base formalmente federale). Nazirock - Come sdoganare la svastica e i saluti romani, il suo secondo documentario, distribuito in DVD nel 2008 da Feltrinelli Real Cinema, racconta l'estrema destra italiana e il suo sdoganamento durante i governi Berlusconi. È la prima opera di giornalismo d'inchiesta che mostra dall'interno il rapporto tra i giovani dal “cuore nero” e la musica cosiddetta identitaria, utilizzata come strumento di proselitismo politico da Forza Nuova e da altri gruppi della destra estrema. Il film viene duramente boicottato dalla destra neofascista. L’autore e i cinema che mettono Nazirock in cartellone ricevono minacce. Molte proiezioni vengono cancellate. Alcune librerie non espongono il dvd negli scaffali per timore di rappresaglie. Il regista deve difendersi in sei diversi procedimenti giudiziari, a seguito delle denunce di personaggi della destra estrema che a vario titolo si ritengono diffamati o danneggiati dal suo documentario. Contro i procedimenti giudiziari nei confronti di Nazirock ha preso posizione Articolo 21, l’associazione di giornalisti, giuristi, economisti e personaggi della cultura che difendono la libertà di manifestazione del pensiero. Claudio Lazzaro è stato inserito nella lista delle vittime da Ossigeno per l’informazione, l’associazione che gestisce l’Osservatorio sui giornalisti minacciati, patrocinato dalla Federazione Nazionale della Stampa e dall’Ordine dei Giornalisti. Bandiera viola, realizzato come la terza tappa di un viaggio nelle nuove destre, racconta il berlusconismo attraverso la cronaca della manifestazione autoconvocata in rete, No Berlusconi Day, che il 5 dicembre 2009 ha portato in piazza, a Roma, un milione di persone. A convocarle, per la prima volta, non sono i partiti o i sindacati, che anzi vengono cacciati dal corteo e da Piazza San Giovanni, ma un anonimo blogger su internet. È la prima manifestazione di massa autoconvocata in rete. Ad accorrere è Il Popolo Viola, anticipazione del Movimento 5 Stelle. Nel luglio 2010 il film era pronto per la distribuzione. Ma il 2 ottobre, a Roma, questa volta con l’appoggio delle opposizioni, viene convocata una seconda manifestazione viola contro Berlusconi, il No B Day 2. Per sostenere l’iniziativa l’autore decide di mettere il film online gratuitamente, il 27 settembre. Il No B Day 2 replica in parte il successo della prima manifestazione: a Roma in Piazza San Giovanni ci sono, secondo gli organizzatori, 500.000 persone. Sul palco, dopo la proiezione di alcuni spezzoni di Bandiera viola, Claudio Lazzaro espone ai manifestanti la sua idea di libertà d’informazione.

Ultimi articoli pubblicati