Un mondo più caldo è anche un mondo più arido. Molti bacini idrici nel corso dell’estate 2026 hanno raggiunto livelli storicamente bassi. In Europa il Danubio e il Reno hanno toccato dei minimi da record, obbligando alla chiusura di alcune centrali nucleari. In Italia oltre il 60% dei terreni agricoli è colpito da una siccità critica, tale per cui molti raccolti sono andati bruciati, come mostrano le immagini della Coldiretti.
Quello descritto è già un mondo malato, dove la siccità è il sintomo di qualcosa di più complesso. In un nuovo studio pubblicato dalla rivista Trends in Ecology & Evolution si fa riferimento a un pianeta sempre più sofferto a causa della mancanza d’acqua. L’articolo analizza oltre 100 studi scientifici sulle patologie di tutto il regno animale, dai mammiferi ai pesci, fino agli insetti.
Un mondo arido è un mondo più malato
La maggior parte dei parassiti umani e molti agenti patogeni hanno bisogno di acqua per prosperare, ma anche le condizioni di siccità possono essere favorevoli. In alcuni casi, la diminuzione delle riserve idriche può portare a un aumento della diffusione di malattie come colera, virus del Nilo Occidentale e dengue.
L’ecologa specializzata in malattie acquatiche Tara Stewart Merrill parla di un paradosso: “È controintuitivo. Pensiamo che una malattia trasmessa dall’acqua debba prosperare solo quando c’è abbondanza d’acqua, ma in alcuni casi si diffonde anche quando l’acqua scarseggia”, dichiara.
Si tratta di un campo di studio piuttosto nuovo, quello che collega la siccità all’aumento delle malattie, mentre è ben più documentato come l’aumento delle temperature influisca sui patogeni.
Le conseguenze della siccità sulla salute umana
Quello che sappiamo adesso è che con il riscaldamento globale di origine antropica e i conseguenti cambiamenti climatici, l’atmosfera più calda assorbe più acqua dal terreno. Soprattutto la trattiene più a lungo, provocando siccità intense e prolungate.
Secondo un rapporto delle Nazioni Unite del 2024, The Global Threat of Drying Lands, il mondo è il 77% più arido rispetto a trent’anni fa. Conosciamo anche le conseguenze di questo dato. La siccità che ha colpito la California negli anni 2000, ricorda Grist Magazine, ha causato migliaia di casi di febbre della valle, e la secca del 2014 ha comportato un nuovo picco di casi di virus del Nilo Occidentale nello Stato.
Ancora, nel 2017 la siccità in Somalia ha provocato quasi 80.000 casi di colera e oltre 1.000 morti. In Brasile ogni anno un milione di persone è colpito dalla dengue e, per i ricercatori, il rischio di infezione aumenta subito dopo un periodo di lunga siccità.
Come le malattie si sposteranno
Nel corso della storia, tutti gli esseri viventi si sono sempre spostati per procurarsi cibo e acqua quando le condizioni del territorio in cui risiedevano non erano più favorevoli. Ancora oggi è così, ma lo possiamo vedere soprattutto nel mondo animale, quando le specie si spostano alla ricerca di una nuova pozza d’acqua dove abbeverarsi.
Il problema è che il prosciugamento di più bacini spinge tutti gli animali del territorio verso i pochi rimasti, causando un vero e proprio affollamento che facilita la diffusione e la proliferazione dei parassiti. Aumenta quindi la probabilità che gli individui vengano infettati. Secondo uno studio condotto da Titcomb, dopo periodi di scarse precipitazioni i parassiti proliferano con una stima di oltre 100.000 uova per ogni chilogrammo di letame.
In questa dinamica rientrano anche gli uccelli portatori del virus del Nilo Occidentale, che entrano in contatto con le zanzare all’interno di questi raduni forzati; di conseguenza aumenta il numero di insetti portatori della malattia in grado di infettare gli esseri umani.
Sia l’aumento di acqua sia la sua diminuzione possono portare a nuove dinamiche di proliferazione virale. Il fenomeno degli sbalzi climatici improvvisi, sempre più comune con il riscaldamento del pianeta, favorisce tanto gli agenti che prediligono la siccità quanto quelli che preferiscono ambienti più umidi.
Insomma, l’acqua influenza ogni aspetto della vita degli esseri viventi su questo pianeta, nel bene e nel male. Monitorarla significa anche prevedere crisi, che siano di natura migratoria, alimentare o sanitaria.
