Con l’arrivo dell’autunno, i boschi e i giardini si trasformano in luoghi di preparativi frenetici. Mentre gli alberi si spogliano e il suolo si copre di foglie, molti animali cominciano a rallentare, a cercare rifugi sicuri, a mangiare più del solito per accumulare riserve. È il segnale che si avvicina il letargo.
Durante l’inverno, quando le temperature calano e il cibo scarseggia, numerose specie scelgono di risparmiare energia abbassando drasticamente le proprie funzioni vitali. Il battito cardiaco rallenta, la respirazione si fa minima, la temperatura corporea scende di diversi gradi. È una strategia di sopravvivenza antica quanto la vita stessa, che oggi rischia però di essere compromessa dai cambiamenti climatici e dall’impatto umano sugli ecosistemi.
Quali animali vanno in letargo per l’inverno
In Italia il letargo riguarda moltissimi mammiferi, rettili e anfibi, ciascuno con il proprio ritmo e le proprie strategie. Tra i più conosciuti c’è il riccio europeo, che tra ottobre e novembre si rifugia sotto mucchi di foglie o legna, arrotolandosi su se stesso per restare al caldo fino alla primavera. Il ghiro, invece, dorme in cavità degli alberi o tra le radici, riducendo la frequenza cardiaca a pochi battiti al minuto. Più in quota, la marmotta trascorre l’inverno nelle tane scavate nel terreno, in gruppi familiari che condividono il calore corporeo.
L’orso bruno delle Alpi entra in uno stato simile al letargo, ma meno profondo: si tratta di un’ibernazione parziale, in cui l’animale si risveglia saltuariamente per brevi periodi. Tra gli anfibi, rospi, rane e tritoni si interrano o si rifugiano nel fango dei laghi e degli stagni, mentre i rettili, lucertole e serpenti, cercano cavità tra le rocce o sotto i tronchi, dove l’escursione termica è minima. Anche alcune specie di pipistrelli europei, come il pipistrello albolimbato o il vespertilio, si addormentano per mesi in grotte, cantine o sottotetti, dove la temperatura rimane stabile e l’umidità costante.
Il letargo, insomma, non è un “lungo sonno”, ma un equilibrio delicato tra vita e sospensione, che consente di superare mesi difficili riducendo al minimo l’energia spesa.
Dove si rifugiano gli animali quando vanno in letargo
Il luogo del letargo è quasi sempre una tana invisibile agli occhi umani. I ricci scelgono spazi nascosti, spesso nei giardini o ai margini dei boschi, dove le foglie e la terra offrono isolamento termico. I ghiri preferiscono le cavità naturali degli alberi o vecchi nidi di uccelli, mentre i rospi scavano buche poco profonde nel terreno. I pipistrelli si appendono al soffitto delle grotte o nei sottotetti, a testa in giù, in un silenzio assoluto.
Negli ultimi anni, però, il cambiamento del paesaggio ha reso più difficile trovare rifugi adatti. Giardini troppo puliti, prati rasati e la rimozione sistematica delle foglie secche eliminano le riserve naturali di materiale con cui molti animali costruiscono il proprio riparo. Anche l’aumento delle temperature invernali, che alterna periodi miti a gelate improvvise, può mandare in confusione il ciclo del letargo.
Cosa possiamo fare per aiutarli
Proteggere gli animali che si preparano al letargo significa prima di tutto lasciare loro spazio. In casa o in giardino, evitare di rimuovere completamente foglie, tronchi e rami: per noi sono disordine, per loro sono casa. Un mucchietto di foglie in un angolo riparato del cortile può diventare la tana perfetta per un riccio o un rospo.
È importante anche non disturbare gli animali che troviamo addormentati. Spostarli o toccarli potrebbe farli svegliare, costringendoli a consumare energie preziose che non potranno recuperare fino alla primavera. Se un riccio appare in difficoltà, troppo magro, attivo con temperature molto basse o ferito, si può contattare un centro di recupero della fauna selvatica, che valuterà come aiutarlo.
Per chi vuole fare di più, esistono anche casette per ricci e pipistrelli da installare in giardini e parchi, pensate per offrire riparo durante i mesi freddi. L’importante è posizionarle in luoghi tranquilli e non troppo esposti, e soprattutto evitare l’uso di pesticidi e diserbanti, che eliminano insetti e larve fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema.
Anche lasciare piccole ciotole d’acqua (mai latte, che è nocivo per molti animali) può essere un gesto utile, soprattutto nei periodi di gelo.



