Temperature “anomale”, continui record e ondate di calore che sono ormai l’intera stagione. Non si tratta più di crisi, emergenza o allarme, ma di una nuova quotidianità alla quale dobbiamo abituarci. Il processo di adattamento che richiede non è senza preoccupazioni, ma renderci conto che non si tratta di una situazione speciale, bensì di un fenomeno che si ripeterà e che andrà a peggiorare, dovrebbe porci in maniera diversa rispetto al problema.
Perché se è vero che in passato si sono registrate estati molto calde, inverni molto freddi ed eventi climatici estremi, è la loro frequenza e la durata di questi fenomeni a renderli particolarmente allarmanti. E non si tratta di fare “allarmismo”, ma di mettere nero su bianco che il clima sta cambiando, lo sta facendo velocemente e noi non sembriamo essere pronti per quello che sta, inesorabilmente, arrivando (e già accadendo).
Le temperature fuori scala, altro che “anomalie”
L’estate 2025 è stata, come i precedenti anni, un’estate molto calda, ma allo stesso tempo sarà la più fresca dei prossimi anni. Secondo gli esperti infatti la temperatura della superficie terrestre continuerà ad aumentare e la situazione è già piuttosto grave.
Secondo le rilevazioni di Copernicus Sentinel-3, ci sono stati picchi impressionanti di temperatura della superficie terrestre e delle acque. Per esempio:
- 50,54 °C a Siviglia;
- 45 °C a Madrid;
- 45 °C a Roma;
- 49 °C a Foggia;
- 28 °C per il Mar Tirreno.
Gli esperti guardano a queste ondate di calore ricordando che sono il manifestarsi del cambiamento climatico provocato dalle attività umane. Non è un evento climatico estremo solo il caldo anomalo, ma anche le sue conseguenze. Sappiamo già, per esempio, che un terreno inaridito, che ha sofferto un lungo periodo di siccità, non sarà in grado di sostenere e assorbire le piogge della stagione autunnale. È quello il periodo in cui si concentrano alluvioni e frane.
🌡️ June 2025 was the 3rd-warmest June globally, and western Europe recorded its warmest June on record.#C3S data shows temps soared 🌍
🗓️ 20.49°C in w Europe – 2.81°C above average.📊 Explore the latest Climate Bulletin: https://t.co/lfdDdmkuQt#CopernicusEU #ImageOfTheDay pic.twitter.com/JVaq24GyMN
— Copernicus EU (@CopernicusEU) July 11, 2025
Il Mediterraneo, l’Europa meridionale e l’Italia in particolare, sono aree vulnerabili e si stanno riscaldando a un ritmo molto più veloce rispetto alla media globale. Per questo gli esperti chiedono azioni urgenti, il coinvolgimento delle comunità locali, un cambiamento strutturale nel modello economico e di sviluppo, ma anche di pensare in chiave di equità sociale. Perché il cambiamento climatico toccherà tutti, ma ci saranno comunità maggiormente esposte, il cui sistema di preparazione agli eventi estremi e di adattamento alle “anomalie” sarà più complesso e forse addirittura fallimentare.
Ha sempre fatto caldo?
È vero che in estate ha sempre fatto caldo, ma negli ultimi anni fa più caldo. La percezione della temperatura elevata è qualcosa che accomuna tutti e diventa tanto una discussione da bar, quanto un argomento di interesse nazionale. Per questo se ne parla molto e il rischio di finire in un processo a chi rilancia la notizia più sensazionalistica è elevato.
Allo stesso tempo, però, le ondate di calore, il caldo estremo e le sue conseguenze drammatiche raccontate dalla stampa non sono semplicemente “notizie” per fare visualizzazioni. Il collegamento tra caldo estremo e cambiamento climatico è ormai sotto gli occhi di tutti, anche se gli esperti si sbracciano da tempo per spiegarcelo.
Mentre guardiamo il meteo, giorno dopo giorno, dobbiamo già pensare al clima, che è la media di ciò che accade nei decenni. Per questo un’ondata di calore da sola non basta a fare una crisi, ma la frequenza, l’intensità e la loro precocità sulla stagionalità sono invece un segnale di un cambiamento climatico sempre più estremo.



