Cittadini esasperati, città sovraffollate e nuove misure: la battaglia contro l’overtourism è appena
iniziata. Decine di organizzazioni sindacali, associazioni locali e migliaia di cittadine e cittadini sono scese nelle
piazze di importanti città europee per ribadire la propria contrarietà a un modello economico
insostenibile, che non produce una vera ricaduta positiva sull’economia locale e che impatta fortemente sul
territorio con degrado urbano, congestionamento e aumento dei prezzi incidendo negativamente sulle
persone residenti.
Unica arma a essere utilizzata dai manifestanti durante la protesta è stata la pistola ad acqua, simbolo di
frustrazione utilizzato per attirare l’attenzione dei mass media sui cortei che si cono svolti sempre
pacificamente.
Le cause del turismo di massa
Il turismo, un settore in continua espansione con investimenti sempre maggiori, è un traino dell’economia
italiana con la possibilità di interpretarlo in diverse forme fra cui mare, lago, montagna, enogastronomia,
cultura, architettura.
Siamo nell’epoca dei social e del turismo “mordi e fuggi”, con la foto sui social per
condividere ogni esperienza che ne rappresenta l’emblema. L’offerta, però, si adegua alla domanda, con la
conseguenza del transito di un maggior numero di persone senza adeguate infrastrutture pronte ad
accoglierle.
Le cause dell’overtourism sono quindi sia culturali che infrastrutturali: mentre da un lato le imprese
economiche fioriscono e offrono la possibilità di viaggiare e informarsi con più facile rispetto a qualche
anno addietro, dall’altro non ci sono investimenti strutturali (ad esempio viabilità, sanità e rifiuti) per
potenziare la capacità ricettiva delle località interessate.
Esempio limite e che illustra egregiamente i limiti e i potenziali danni portati da un turismo non
regolamentato correttamente è la presenza, il 25 e il 26 gennaio 2025, di oltre 10000 persone inattese a
Roccaraso, presso gli impianti sciistici dell’Aremogna, che sono il 50% in più delle presenze gestite
solitamente.
Numeri del turismo e gli interventi
In Italia, nel 2023, i pernottamenti totali sono stati oltre 851 milioni con un impatto di 84 miliardi di euro e
le stime prevedono un aumento del 40% entro il 2030. La distribuzione degli introiti non è uniforme fra la
popolazione e questa impennata che a prima vista potrebbe essere positiva provoca aumento dei prezzi e
carenza degli alloggi per gli stessi residenti.
Alcune amministrazioni cittadine stanno cercando di regolare la presenza dei non residenti in modo tale da
preservare i benefici del turismo mitigandone gli effetti negativi sopra citati. Si sta quindi cercando di puntare a un turismo sostenibile.
A Venezia, per esempio, è stato introdotto un ticket d’ingresso a carico dei visitatori giornalieri (anche se limitato ad alcune date specifiche) e in diversi Comuni della Sardegna sono stati contingentati (e molti resi a pagamento) gli ingressi alle spiagge e ai percorsi naturalistici.
Un dato da non sottovalutare è la desertificazione del tessuto sociale dei centri cittadini delle città d’arte
che, negli ultimi 30 anni, ha visto perdere una media del 30% della popolazione residente. Le “misure
immediate” che invocano i manifestanti, a esempio ecotasse per i turisti e accesso preferenziale alle case
per residenti e lavoratori, devono essere valutate specificamente per ogni realtà, ognuna con le proprie
specificità, ma il problema è di interesse nazionale e come tale deve essere gestito strategicamente.
Non solo overtourism
A fine giugno Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, ha deciso di sposarsi a Venezia dividendo l’opinione
pubblica tra chi ha apprezzato l’evento e chi l’ha contestato. Attenendosi ai meri fatti:
- prenotate tutte le stanze dei cinque alberghi più lussuosi
- noleggiati tutti i taxi della città mettendoli a disposizione esclusiva degli ospiti
- allertata l’intera flotta di gondole
Ecco il contrario dell’overtourism, il turismo inaccessibile a uso esclusivo di una piccola minoranza di
persone. Questo è un caso eclatante in quanto non solo rappresenta il potere elitario, dove solo chi ha una
elevata disponibilità economica può permettersi determinati trattamenti lussuosi, ma blocca la possibilità a
tutte le altre persone di poter disporre del patrimonio culturale ed artistico pubblico
I 3 milioni di euro donati da Bezos a tre istituzioni impegnate nella tutela della città e del suo delicato
ecosistema potrebbero bastare a ripagare Venezia, non certo tutte le persone che non hanno potuto
godere appieno delle bellezze del luogo.
Una protesta “particolare” si sta svolgendo per le strade del quartiere di Notting Hill a Londra, in particolare
in Portobello Road, dove alcuni residenti, per fermare le ondate di turisti che passeggiano per le vie
fotografando le suggestive case tutte colorate, hanno tinteggiato le proprie case di nero; fermare il
turiamo, invece di adeguare la propria capacità ricettiva, non dovrebbe rappresentare la scelta migliore in
quanto è alto il rischio di degradare l’area fermandone gli investimenti e impoverendola maggiormente.



