L’introduzione degli orsi e la tragedia di Andrea Papi
La recente vicenda relativa alla reintroduzione degli orsi in Trentino è diventata un tema particolarmente complesso dopo la tragica morte del giovane Andrea Papi. In seguito a questo evento doloroso, Europa Verde del Trentino ha espresso la propria vicinanza alla famiglia di Andrea e alla comunità locale. Tuttavia, questo incidente ha portato a un peggioramento dell’accettazione della presenza degli orsi da parte delle popolazioni locali, specialmente nelle valli più colpite, e a un inasprimento delle posizioni politiche, come dimostra la proposta della Lega di un Disegno di Legge per modificare la normativa sugli abbattimenti.
Il Disegno di Legge n. 11 e le modifiche normative
Il Disegno di Legge n. 11 del 25 gennaio 2024 ha introdotto modifiche alla legislazione riguardante gli abbattimenti degli orsi. In particolare, il primo comma abroga una parte della legge provinciale che permetteva l’abbattimento degli orsi senza consultare l’Ispra, mentre il secondo comma stabilisce un limite al numero di esemplari da abbattere ogni anno, fissando il tetto a otto orsi, con un numero massimo di due femmine adulte e due maschi adulti. Questi cambiamenti non sembrano tuttavia risolvere i problemi esistenti, in quanto non alterano sostanzialmente le disposizioni del PACOBACE, il piano che regola la presenza degli orsi in Trentino.
La protezione dell’orso bruno e le leggi europee
L’orso bruno è una specie protetta dalla Legge Quadro dell’11 febbraio 1992 e dalla Convenzione di Berna. La sua protezione è ulteriormente sancita dalla Direttiva Comunitaria Habitat del 1992, che lo inserisce tra le specie di interesse comunitario. Nonostante ciò, la gestione della specie in Trentino è stata insufficiente, come evidenziato dalle criticità emerse nel corso degli anni.
Le problematiche nella gestione della popolazione di orsi
Il PACOBACE prevedeva azioni di monitoraggio e gestione, ma l’assenza di un controllo rigoroso ha portato a situazioni di indeterminatezza, con effetti negativi sulla sicurezza pubblica e sul comportamento degli orsi. Non sono state implementate adeguate misure di prevenzione, come la gestione dei rifiuti o l’uso di recinzioni elettrificate per il bestiame. Di conseguenza, le situazioni di conflitto tra orsi e umani sono aumentate.
Il ruolo delle deroghe e la gestione dei danni
Le deroghe previste dalla legge per consentire gli abbattimenti sono legate alla sicurezza pubblica e devono essere autorizzate dal Ministero dell’Ambiente, in base a una valutazione tecnica dell’Ispra. Tuttavia, l’abbattimento degli orsi dovrebbe essere considerato come ultima risorsa, quando non esistono soluzioni alternative. Le politiche di gestione dovrebbero concentrarsi maggiormente sulla prevenzione, sull’informazione e sul monitoraggio.
La confidenzialità degli orsi e i rischi per gli esseri umani
Un altro tema centrale è la “confidenzialità” degli orsi, ovvero il comportamento degli orsi che si avvicinano troppo all’uomo, generalmente indotto da pratiche scorrette come il foraggiamento o la gestione inadeguata dei rifiuti. La presenza di orsi troppo confidenti può essere pericolosa, ma è importante ricordare che questo comportamento non è naturale e va prevenuto. È fondamentale informare correttamente la popolazione locale e i turisti sui comportamenti da adottare per evitare incidenti.
Il caso di M90 e le criticità nella gestione
Un esempio emblematico è il caso dell’orso M90, abbattuto senza una chiara giustificazione e senza alcuna trasparenza. M90 era un giovane orso di soli due anni, ucciso senza aver rappresentato una minaccia diretta per l’uomo. Questo episodio solleva seri dubbi sulla gestione della specie e sulla mancanza di alternative all’abbattimento.
Proposte per una gestione più efficace e rispettosa degli orsi
Per migliorare la situazione, sono necessarie azioni concrete come il monitoraggio tramite radiocollari, l’educazione della popolazione, l’installazione di cassonetti anti-orso, e la promozione di comportamenti responsabili. Inoltre, sarebbe utile valutare l’adozione di modelli di gestione più rispettosi degli orsi, come quelli già utilizzati in altri paesi europei.
Conclusione
La gestione degli orsi in Trentino deve evolversi in una direzione che favorisca la coesistenza tra esseri umani e fauna selvatica. Le politiche dovrebbero concentrarsi sulla prevenzione, sulla protezione degli orsi e sull’educazione, evitando soluzioni drastiche come l’abbattimento. È importante un approccio più scientifico, trasparente e inclusivo che tenga conto delle esigenze della biodiversità e della sicurezza della popolazione.
Lucia Coppola
Consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra



