Integrare la sostenibilità ambientale con il miglioramento delle condizioni di lavoro e delle opportunità economiche, affinché la transizione ecologica sia davvero una possibilità per tutti
Il concetto di sostenibilità è oggi uno dei temi centrali nelle politiche economiche e sociali italiane, soprattutto in relazione alle giovani generazioni. Tuttavia, l’instabilità economica e lavorativa costituisce un freno significativo per molti giovani, rendendo lo sviluppo sostenibile una prospettiva più lontana e, in molti casi, quasi irraggiungibile. La vera sfida consiste nel rendere questa transizione ecologica non solo un’aspirazione ma una realtà concreta per il presente e il futuro, trasformando difficoltà in opportunità e rendendo la sostenibilità accessibile e desiderabile per tutti. Alexander Langer sosteneva che la transizione ecologica avrebbe avuto successo solo se resa socialmente desiderabile e criticava la “logica del continuo accrescimento”. In questo contesto, la sfida consiste nel trasformare questo approccio in un motore di cambiamento, coinvolgendo le nuove generazioni, che sono sempre più consapevoli dell’urgenza dei problemi climatici. Una visione illuminante richiede politiche che integrino la sostenibilità con il miglioramento delle condizioni di lavoro e delle opportunità economiche, affinché la transizione ecologica sia davvero una possibilità per tutti.
Senza studio né lavoro
In questo senso, è particolarmente significativo sottolineare da un lato le carenze progettuali che i giovani italiani si trovano oggi ad affrontare ma anche le opportunità che la green economy potrebbe fornire. In Italia, secondo dati Istat, mentre il tasso di disoccupazione scende al 6,9% (-0,2 punti), quello giovanile rimane invariato al 20,2%, posizionando il nostro Paese tra quelli che, in Europa, segnano il più elevato aumento del numero di giovani senza lavoro. Un valore che non consente ai giovani italiani di realizzarsi sul piano personale e professionale. Rendendoli una categoria senza presente e senza futuro. Ancora più preoccupante è il dato relativo ai cosiddetti NEET, giovani che non lavorano, non studiano e non seguono corsi di formazione. In Italia il 26,3% dei giovani tra 15 e 29 anni sarà un NEET. La percentuale peggiore, dopo la Romania, del continente europeo, che si attesta all’11,2% nel 2023. Dobbiamo confrontarci, dunque, con un dato che non solo costituisce un costo sociale ed economico molto elevato ma che potrebbe allontanare un’intera generazione dai progetti di innovazione e crescita sostenibile. Un altro fattore determinante è la precarietà contrattuale: ancora nel 2023, l’83 % dei nuovi contratti di lavoro sono stati precari (fonte UIL) e ben il 43,2% dei giovani sotto i 35 anni lavora con contrati a termine o altre forme di lavoro precario, piazzando anche in questo caso l’Italia al penultimo posto in Europa. Tali condizioni, spesso unite a salari relativamente bassi, rendono difficile pensare a un proprio futuro a medio o lungo termine, comprare una casa o intraprendere progetti ambiziosi personali o professionali, in particolare nel campo della sostenibilità. Una situazione che sembra non lasciare molte alternative positive ai giovani italiani.
Una nuova speranza
A dispetto di questi dati poco incoraggianti, la transizione ecologica è realmente una speranza per i giovani. L’Unione Europea, infatti, ha considerato la sostenibilità – con l’obiettivo di raggiungere la neutralità clima al 2050- il cuore del suo Green Deal. In Italia, il settore delle energie rinnovabili è uno dei principali in crescita per quanto riguarda le opportunità di lavoro. Solo nel settore solare si prevedono 90.000 nuovi posti nei prossimi dieci anni, mentre l’eolico mira a generarne 70.000. Inoltre, l’economia circolare potrebbe aprire nuove opportunità professionali legate al design industriale sostenibile, alla gestione dei rifiuti e all’innovazione. Un altro settore in forte espansione è quello della mobilità. Nel 2023, ad esempio, le immatricolazioni di auto elettriche sono aumentate del 26% in Italia e del 18% a livello europeo. Questo ha spinto l’industria automobilistica a rivedere completamente il proprio ciclo produttivo e i servizi post-vendita. Tuttavia, emergono segnali di difficoltà, dovuti principalmente all’elevato costo delle auto elettriche e, in Italia, alla carenza di una rete capillare di stazioni di ricarica. Inoltre, l’industria automobilistica italiana ha spesso privilegiato il metano all’elettrico, dimostrando una certa mancanza di lungimiranza. Secondo la Fondazione Symbola, le nuove opportunità di lavoro legate alla green economy hanno rappresentato il 30% dei nuovi impieghi creati nell’ultimo decennio in Italia. Questo dato sottolinea come la transizione verso un’economia più sostenibile non sia solo un imperativo ambientale ma anche una straordinaria occasione di sviluppo economico e occupazionale. Entro il 2030, si prevede la creazione di circa 540.000 nuovi posti di lavoro solo nel settore delle energie rinnovabili, con particolare rilevanza per l’energia solare e l’eolico. Il successo delle aziende che investono nella sostenibilità dimostra che essere green è ormai un vantaggio competitivo. Tuttavia, per sfruttare appieno queste opportunità, è fondamentale continuare a investire nella formazione.
Istruzione
Tra le nuove professioni emergenti rientrano figure come i tecnici per la manutenzione delle auto elettriche e gli sviluppatori di infrastrutture elettriche. È fondamentale, dunque, che i giovani possano accedere a queste opportunità, ma ciò sarà possibile solo sviluppando competenze specifiche nel campo ecologico. Attualmente, il 40% dei giovani italiani ritiene che le competenze apprese in un sistema educativo tradizionale non siano sufficienti per affrontare il complesso mercato del lavoro sostenibile ed è qui che entrano in gioco percorsi formativi specializzati in economia circolare, ingegneria ambientale, scienze forestali, gestione delle risorse ambientali ed energetiche. È indispensabile, allora, aiutare il sistema universitario a tenere il passo e favorire l’accesso all’istruzione superiore.
Ruolo pubblico
Nel rendere la transizione ecologica un’opportunità concreta per i giovani giocano un ruolo decisivo le politiche pubbliche. Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del governo italiano del 2021 ha destinato parte delle risorse per promuovere la transizione verso un’economia verde e sostenibile, con l’obiettivo di creare posti di lavoro, soprattutto per le nuove generazioni. Sono stati previsti incentivi per le imprese che investono in sostenibilità e misure per favorire la formazione e l’istruzione dei giovani nei settori ecologici. Tuttavia, l’implementazione di queste misure è stata rallentata da problemi strutturali tra cui la lentezza burocratica, la complessità dei processi decisionali e dalla difficoltà delle amministrazioni locali a dare il via ai progetti previsti. Secondo i dati di Openpolis, circa il 78% delle risorse del PNRR deve ancora essere speso. Una lentezza nell’esecuzione che sta frenando anche il potenziale impatto delle misure già approvate. Nonostante gli investimenti significativi previsti, come quelli nel PNRR, persistono problemi strutturali, tra cui la lentezza burocratica e la complessità dei processi decisionali che frenano ed ostacolano la piena realizzazione di tali politiche.
Welfare
Un welfare più inclusivo e moderno è cruciale per offrire risposte adeguate a una generazione precaria e in cerca di stabilità. Questo tipo di politiche deve fornire gli strumenti necessari affinché i giovani possano investire su sé stessi e sul loro futuro. Le misure di welfare devono evolversi per rispondere alle esigenze di un mercato del lavoro in rapido cambiamento. La riforma del welfare in Italia dovrà tenere conto anche delle nuove sfide demografiche e del crescente fenomeno della povertà lavorativa. È essenziale garantire non solo un sostegno economico di base ma anche politiche attive del lavoro, investimenti in formazione e qualificazione per rendere i giovani più competitivi in settori emergenti come l’economia verde. Dunque, migliorare l’inclusività del welfare significa per garantire un sostegno finanziario ma, soprattutto, per creare opportunità reali di lavoro e stabilità per le nuove generazioni.
Impegno collettivo
Il futuro sostenibile per i giovani in Italia rappresenta una sfida complessa ma assolutamente realizzabile. Le attuali difficoltà economiche e lavorative possono sembrare ostacoli insormontabili ma il percorso della transizione ecologica offre un’opportunità concreta. Questo processo deve essere narrato e valorizzato, poiché il coinvolgimento attivo dei giovani è essenziale: non devono essere semplici spettatori del cambiamento ma i veri protagonisti. Affinché questo avvenga, è fondamentale un impegno collettivo da parte delle istituzioni, delle imprese e del sistema educativo. Questi tre attori devono collaborare per fornire ai giovani gli strumenti necessari per affrontare le nuove sfide. In un contesto globale caratterizzato da incertezza economica e crisi ambientali, la transizione ecologica rappresenta anche l’occasione per costruire un futuro più giusto, equo e solidale.



