casa acqua
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Italia prima per l’acqua in bottiglia

L’Italia detiene il non invidiabile primato europeo per il consumo di acqua in bottiglia pro-capite (e seconda nel mondo) con 223 litri di acqua in bottiglia nel 2022, di cui l’80% in contenitori di plastica; il motivo principale di questo uso eccessivo è rappresentato dalla diffidenza dei consumatori nei confronti dell’acqua di rubinetto e delle amministrazioni.

Una diffidenza, senza radici scientifiche in quanto le acque comunali sono maggiormente controllate e con analisi qualitativamente migliori rispetto alle acque in commercio, che porta ad un impatto in termini di rifiuti prodotti; le “casette dell’acqua” rappresentano una risposta concreta ad uno dei bisogni primari della popolazione e rispondono ad una esigenza di sostenibilità.

Cosa sono le “case dell’acqua”?

Le “case dell’acqua” sono strutture pubbliche che offrono un nuovo modo di approvvigionamento dell’acqua potabile che dovrebbero garantire prezzi vantaggiosi, elevata qualità ed con importanti vantaggi ambientali; il servizio fornito prevede la distribuzione di acqua naturale e gasata spillata da distributori automatici che deve essere raccolta in contenitori di proprietà degli utenti.

Oltre alla sostenibilità, il servizio di tali strutture può, e deve avere, una funzione sociale garantendo la distribuzione dell’acqua con equità; le modalità possono essere diverse:

  • a prezzi molto vantaggiosi e calmierati;
  • gratuitamente per un quantitativo massimo prelevabile da ogni persona (o nucleo familiare);
  • un sistema misto con una quantità minima gratuita ed un costo maggiorato se vi è eccedenza.

Obiettivi e vantaggi

Gli obiettivi primari dell’implementazione di progetti per la distribuzione pubblica (il miglioramento della qualità dei servizi ed all’innovazione è previsto dall’art. 43 della legge n. 449/1997 e dall’art. 119 del D. Lgs. n. 267/2000) di acqua microfiltrata refrigerata naturale prelevata dall’acquedotto pubblico sono:

  • il rilancio del consumo di acqua potabile “da rubinetto” grazie a:
    • maggiore salubrità grazie ai controlli;
    • convenienza economica;
    • riduzione della produzione di CO2;
  • la sensibilizzazione e la responsabilizzazione della cittadinanza in relazione agli aspetti ambientali:
    • l’acqua è una risorsa esauribile (la crisi idrica è sempre più presente anche in Italia)
    • riduzione dei rifiuti (soprattutto plastica).

Vi sono diversi aspetti positivi fra cui:

  • utilizzo di contenitori ecologici;
  • nel caso di contenitori di plastica, l’utente abituale tende a riutilizzare le stesse bottiglie per più tempo;
  • nessuna CO2 per il trasporto, l’acqua arriva direttamente attraverso gli acquedotti;
  • maggiore igiene, non rimanendo chiusa in bottiglie di plastica in magazzini di stoccaggio o al sole ed al caldo.

Un aspetto da analizzare attentamente per una buona realizzazione di questi progetti è la scelta dei punti di erogazione che devono essere visibili, accessibili e sicuri.

Valutazione economica

  • Le valutazioni economiche possono essere effettuate sia dal punto di vista del gestore dell’impianto che dal punto di vista dei cittadini.
    Ogni impianto, con caratteristiche per soddisfare le richieste di un’utenza composta da 12000/15000 persone, prevede i seguenti costi di installazione/manutenzione:
  • macchinari ed attrezzature, con fornitura e posa in opera: fra i € 30000 ed i € 35000;
  • adeguamenti manufatti comunali: fra i € 12000 ed i € 15000;
  • gestione e manutenzione annuale dell’impianto: circa € 6000 all’anno.

Facendo alcune ipotesi verosimili, ovvero il consumo pro-capite di 2 litri di acqua al giorno ed un prezzo medio di 25 centesimi al litro per l’acqua in bottiglia, la spesa annuale per ogni persona è di circa 180 euro (2 litri * 365 giorni * 0.25 Euro); considerando la distribuzione ad un prezzo calmierato (5 centesimi al litro), il risparmio annuale (senza contare i benefici ambientali e di salute) per una famiglia di tre persone ammonta a 420 Euro.

Tale risparmio aumenterebbe per i cittadini se la modalità utilizzata per i progetti fosse una delle altre due prima esposte (cioè un quantitativo gratuito), una soluzione adottabile da diverse amministrazioni attente alla giustizia sociale.

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