2023 mezzo pieno
2023 mezzo pieno

Siamo ormai alla fine di questo 2023 che ha visto, in tema di speranze e delusioni, un’altalena di eventi contrapposti. Abbiamo riassunto qui le notizie che fanno ben sperare in un futuro possibile:

  • E’ stato raggiunto uno storico accordo ONU per il Trattato Globale sugli Oceani che proteggerà il 30% delle acque internazionali entro il 2030.
  • La COP 28 nel 2023 ha concordato per la prima volta di invitare i Paesi ad abbandonare i combustibili fossili.
  • In Europa viene approvato il regolamento sul ripristino della natura, che sarà fondamentale per aumentare la resilienza dell’Europa ai cambiamenti climatici.
  • L’estrazione mineraria sottomarina non ottiene il via libera nel 2023, dall’International Seabed Authority(Isa), organismo delle Nazioni Unite cui aderiscono 168 Paesi e l’Unione Europea, ma rimane una minaccia.
  • I ministri dell’Agricoltura dell’UE non hanno raggiunto un accordo per eliminare le norme di sicurezza per le nuove piante geneticamente modificate.
  • La deforestazione in Amazzonia diminuisce del 22,3% tra agosto 2022 e luglio 2023, secondo l’Istituto nazionale brasiliano per la ricerca spaziale.
  • Le Nazioni Unite iniziano le operazioni di recupero della nave FSO SAFER, abbandonata da grandi compagnie petrolifere nel Mar Rosso carica di carburante nel 2015.
  • La Corte europea dei diritti dell’uomo stabilisce il 27 giugno 2023 che i 30 di Greenpeace Arctic sono stati detenuti arbitrariamente dalla Russia a seguito di una protesta contro una piattaforma di Gazprom nell’Artico.

Purtroppo, tutto questo è controbilanciato dalle notizie negative:

  • I dati sulla temperatura della terraferma e degli oceani in tutto il mondo fanno del 2023 l’anno più caldo mai registrato. A luglio si è registrata la temperatura media dell’aria più alta degli ultimi 100.000 anni.
  • Alla guerra in Ucraina si aggiunge quella in Palestina. La comunità internazionale non riesce a fermare il massacro della popolazione civile a Gaza e a promuovere un cessate il fuoco umanitario, in uno scenario che necessita anche di proposte per una pace giusta e duratura.
  • Nel 2023 sarà emesso nell’atmosfera un nuovo record di 40,9 miliardi di tonnellate di CO2.
  • L’uso del pericoloso erbicida glifosato è stato rinnovato per altri dieci anni nell’Unione Europea.
  • La Commissione per l’Oceano Antartico fallisce nel tentativo di proteggere l’Antartide, aprendo la strada a nuove licenze di pesca.
  • Secondo uno studio di Greenpeace, Repsol e altre otto grandi compagnie petrolifere e del gas europee potrebbero causare insieme circa 360.000 morti premature per esposizione a temperature estreme entro la fine del secolo.
  • Per il 2023 sono stati conteggiati più di 100 eventi meteorologici estremi con conseguenze umane, sociali, ambientali ed economiche devastanti.
  • Il mondo è al più alto livello di rischio di catastrofe nucleare dalla Seconda guerra mondiale, a causa del ritiro della Russia dal Trattato per la messa al bando degli esperimenti nucleari, dei piani di ammodernamento dell’arsenale nucleare statunitense o delle manovre nucleari della NATO in Europa.
  • L’estensione del ghiaccio marino in Antartide è scesa del 15%, il minimo da quando esistono i registri, causando la morte di oltre 10.000 pinguini.
  • Infine, gli allevamenti di bestiame su larga scala sono ancora esclusi dalla Direttiva sulle emissioni industriali.

Alla luce di questi dati, è chiaro che tutto dipende da come si guardi il bicchiere – mezzo pieno o mezzo vuoto. Ma, per favore, che sia di vetro e non di plastica.

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