cop28

La Conferenza delle parti sui cambiamenti climatici (Cop28), che ha preso luogo a Dubai, ha concluso le sue trattative, presentando un accordo definito “storico” ma non privo di controversie e tensioni. Con la partecipazione di 198 nazioni, l’evento si è concentrato su tre obiettivi principali: ridurre le emissioni di gas serra, adattarsi ai cambiamenti climatici e aumentare i finanziamenti.

Com’è cominciata

Il principale punto d’incontro rimane l’Accordo di Parigi del 2015, mirante a limitare il riscaldamento globale a meno di 2 gradi Celsius, preferibilmente a 1,5 gradi. Tuttavia, l’urgenza di ridurre le emissioni del 43% entro il 2030 per raggiungere questi traguardi è un obiettivo ardito, secondo gli esperti dell’IPCC.

Fin dalla sua apertura, la Cop28 è stata teatro di dibattiti e trattative serrate. Già il primo giorno, il via libera al Fondo perdite e danni causati dai cambiamenti climatici per i Paesi vulnerabili è stato accolto con favore, ma la questione dei finanziamenti obbligatori ha generato dibattiti, soprattutto tra i Paesi più ricchi.

Gli impegni presi durante l’evento hanno suscitato attenzione: accordi per triplicare la capacità di produzione di energia nucleare entro il 2050 da parte di diversi Paesi e l’impegno a triplicare le energie rinnovabili entro il 2030 da 116 nazioni.

Tuttavia, il 3 dicembre, le dichiarazioni del presidente della Cop28, sultano Ahmed al Jaber, hanno sollevato polemiche e richieste di dimissioni, definendo l’eliminazione graduale dei combustibili fossili come un ritorno alle caverne.

Com’è finita

Un altro punto cruciale ha riguardato il documento finale: la bozza ha generato impasse, in particolare sulla questione dei combustibili fossili. La proroga dei negoziati fino alle prime ore del 13 dicembre ha portato alla redazione di un testo che chiede una “transizione” entro il 2050 dai combustibili fossili senza specificare un abbandono completo entro quella data.

Tuttavia, questa terminologia ambigua ha sollevato critiche, lasciando aperta l’interpretazione su quanto effettivamente sarà fatto per abbandonare l’uso di combustibili fossili.

La Cop28 si è conclusa con un accordo adottato all’unanimità ma contestato per la mancanza di chiarezza sulle azioni effettive richieste ai Paesi per ridurre l’uso di combustibili fossili e sulla tempistica di tale transizione.

Questo passo storico rimane un punto di partenza cruciale, ma l’incertezza sull’effettiva portata delle azioni rimane un tema di dibattito e sfida per il futuro del nostro pianeta.

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