alluvione

Una devastante alluvione ha colpito Etiopia, Kenya e Somalia, una crisi largamente ignorata dai media internazionali e dimenticata perché accade in Africa, lontano dagli occhi e dalle preoccupazioni del mondo occidentale.

L’alluvione del secolo

Noè Hochet-Bodin, corrispondente di “Le Monde” in Kenya, riporta che queste inondazioni senza precedenti hanno causato almeno 260 morti e spostato oltre un milione di persone. In Somalia, intere comunità sono state sommerse dall’acqua, con città come Beled Uen quasi completamente sparite sotto le inondazioni. In Kenya, l’esondazione del fiume Tana ha costretto innumerevoli agricoltori e allevatori a lasciare le loro terre.

Questo disastro, definito da alcuni come l’alluvione del secolo, è il risultato della combinazione di El Niño e un’anomalia climatica nell’Oceano Indiano, aggravati da anni di siccità che hanno reso il suolo impermeabile. Il Corno d’Africa, una regione con basse emissioni di gas serra, sta subendo pesanti conseguenze a causa del cambiamento climatico, con cicli di inondazioni ora completamente imprevedibili.

Un silenzio assordante

L’indifferenza globale verso questi eventi è allarmante. Nessun telegiornale o giornale italiano ne parla, riflettendo una tendenza a focalizzarsi solo su ciò che è vicino e apparentemente rilevante per noi, trascurando il fatto che la crisi climatica colpirà soprattutto i paesi più poveri, generando ondate di migranti climatici.

Proprio di recente un rapporto di Greenpeace ha sottolineato quanto i media e le TV ignorino la crisi climatica. E anche la politica, salvo rare eccezioni come nel caso di Angelo Bonelli di Alleanza Verdi e Sinistra, il politico che ne parla di più.

Una crisi destinata a crescere

Secondo l’International Displacement Monitoring Centre (IDMC), nel 2022 ci sono stati 71,1 milioni di sfollati interni a livello mondiale, con un aumento del 20% rispetto al 2021. Di questi, 8,7 milioni sono stati spostati a causa di catastrofi naturali.

La Banca Mondiale prevede che entro il 2050, circa 216 milioni di persone potrebbero essere costrette a spostarsi all’interno dei loro paesi a causa del cambiamento climatico.

Alla COP 28 a Dubai, i paesi africani hanno sottolineato l’urgenza di istituire un fondo per “perdite e danni”, un meccanismo di finanziamento per risarcire i paesi più colpiti dai disastri climatici, una richiesta che sottolinea la necessità di un’azione globale per affrontare questa crisi in corso.

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