al jaber

Che deliziosa ironia ci offre il mondo della politica ambientale: due giorni fa, il Guardian e il Center for Climate Reporting ci hanno regalato un succulento reportage. E cosa conteneva? Un video che ha rapito l’attenzione di tutti, dal pubblico agli esperti ambientali. Nel video, il nostro eroe, Sultan al Jaber, si esprime in una conversazione “privata” (ma, ovviamente, con un sottofondo politico) con l’ex inviata del clima dell’Irlanda. E cosa dice, il nostro Sultan? Niente di importante, solo opinioni che sembrano sfidare il noioso e amplissimo (99%) consenso scientifico generale sulla crisi climatica.

Sempre dalla parte delle fonti fossili

Ma non è finita qui, le sue affermazioni mettono in discussione la necessità di distaccarsi dai combustibili fossili per limitare l’aumento delle temperature globali. E tutto questo avviene proprio mentre si alza il sipario sulla Cop28 a Dubai. Ma non dimentichiamo il ruolo chiave di al Jaber: non solo è una figura centrale nel video, ma anche il presidente della Cop28. E, per un tocco di classe finale, è anche il capo dell’azienda petrolifera di stato. Quale scelta migliore per una posizione così influente in un contesto di crisi climatica? Le sue opinioni, ovviamente contrarie al consenso scientifico, aggiungono solo un po’ più di sapore a questa già intrigante miscela di politica e ironia. Certo che il mondo non smette mai di stupirci!

Anche perché il giorno dopo il magnifico Al Jaber, il nostro eroe, che ha deciso di fare una mossa astuta, portando con sé, in una conferenza stampa per smentire le sue affermazione del video, Jim Skea, che non è altro che un rispettato professore di sostenibilità dell’energia all’Imperial College di Londra. Ma aspetta, c’è di più: è anche il presidente dell’IPCC, quel gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici formato da un noioso ammasso di scienziati delle università, centri di ricerca e accademie di tutto il mondo. Ma Skea non sembrava esattamente saltare di gioia per essere lì. La sua partecipazione sembrava più un dovere che un piacere, limitandosi a dire che nelle loro conversazioni, Al Jaber non aveva mai messo in discussione il lavoro degli scienziati. Davvero convincente.

Lo scudo della scienza

Imperterrito Al Jaber, il mago delle parole, ha sfoggiato il suo curriculum di ingegnere ed economista, affermando che tutto il suo percorso è stato fondato sulla scienza. “Non metterei mai in discussione la scienza”, ha dichiarato, quasi sorprendendo se stesso. Poi, per fare buona misura, ha aggiunto che le sue affermazioni in quel fastidioso video privato erano state completamente fraintese, prese fuori contesto e male interpretate. “Come osano?”, si potrebbe quasi sentirlo pensare.

Per finire in bellezza, ha sottolineato i “successi” della sua presidenza, come l’istituzione di un fondo sui danni e le perdite. “Giudicatemi solo dal risultato finale”, ha detto, quasi come se stesse chiedendo di ignorare tutto il resto. Che spettacolo, davvero! In questo triste scorcio di politica sul clima, il teatro e il dramma non sono certo mancate.

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