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Pur non essendo sottoposto all’obbligo di rendicontazione non finanziaria, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha pubblicato il proprio bilancio di sostenibilità 2023, uno strumento composto da 3 componenti: il contesto di rendicontazione, l’analisi degli impatti diretti derivanti dalle attività svolte e l’analisi degli impatti generati attraverso l’esercizio della funzione pubblica.

Nella prima componente è identificata la mission dell’Istituto, la tutela dell’ambiente operando al servizio dei cittadini, da perseguire rispettandone i tre valori ritenuti fondamentali (correttezza tecnica, rigore scientifico ed imparzialità) utilizzando una struttura ben organizzata, con 1193 dipendenti (un numero in crescita soprattutto come ricercatori e tecnologi, figure che sono ricoperte al 55% da donne).

Impatti diretti

Gli impatti diretti delle attività dell’Istituto sono analizzati in relazione alle seguenti dimensioni:

  • Sociale
    • Risorse umane -> 1.193 dipendenti, il 97% a tempo indeterminato
    • Formazione -> una media di 15 ore per dipendente, il 64% di aggiornamento professionale
    • Welfare -> fra il 30% ed il 35% di ore lavorate in smart working con 59 dipendenti in telelavoro
    • Comunicazione -> circa 125.000 follower suddivisi nei 4 social gestiti (facebook, instagram, twitter e linkedin) con una diminuzione delle visualizzazioni sui canali “meno giovani” (su FB il 50% di visualizzazioni in meno nonostante un incremento del 10% dei follower)
  • economico organizzativa
    • risorse economiche -> 212 milioni di euro di entrate (oltre il 40% in più del 2020) dovuto principalmente alle convenzioni col MASE (Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica) ed altri istituti (triplicato, da 20 ad oltre 65 milioni)
    • pianificazione -> 494 indicatori per la valutazione e misurazione degli obiettivi con 4 monitoraggi annuali
    • digitalizzazione -> utilizzo di PagoPA per quasi la totalità dei servizi erogati a pagamento (il 97,5%)
    • gestione qualità -> un leggero decremento degli obiettivi raggiunti (il 90% rispetto al 92% dell’anno precedente)
  • ambientale
    • emissioni di Co2 -> 7% in meno rispetto all’anno precedente, -35% in riferimento al 2018
    • rifiuti -> nella sede di Roma, 82 tonnellate di rifiuti prodotto di cui il 98% recuperato e solo il restante conferito in discarica
    • mobility management -> ancora alto l’utilizzo dell’auto per raggiungere il luogo di lavoro (il 72%)

I numeri del bilancio indicano l’attenzione dell’Istituto nei confronti della sostenibilità ed anche un sicuro margine di miglioramento.

Impatti della funzione pubblica

Gli impatti generati attraverso la funzione pubblica sono suddivisi in 8 aree con alcuni dai salienti:

  • contrasto al cambiamento climatico
    • fra i principali contributi tecnico-scientifici ci sono oltre 2 milioni e 500000 accessi al sito SCIA (Sistema nazionale di raccolta, elaborazione e diffusione dati climatologici di interesse ambientale)
  • transizione verso l’economia circolare
    • 4000 progetti analizzati, 420 controlli effettuati sugli impianti di gestione rifiuti e circa 1300 istruttorie di certificazione ambientale lavorate
  • sostenibilità dell’industria e delle infrastrutture
    • 101 risposte alle 104 richieste di VIA (Valutazione Ambientale) accolte, più del doppio rispetto agli anni precedenti
  • Biodiversità
    • Monitoraggi in linea con gli anni precedente, l’unica nota di rilievo è un aumento degli avvistamenti di tartarughe caretta caretta
  • tutela delle acque, del suolo e del territorio
    • come supporto al contrasto del degrado del suolo ed alla desertificazione sono stati prodotte 38 cartografie elaborando 35 indicatori
  • salute e benessere della popolazione e dell’ambiente
    • un grande sforzo per lo monitoraggio dell’aria con 1.783 campioni prelevati e più di 9.000 analisi (numeri più che triplicati)
  • conoscenza ambientale
    • 2.000 partecipanti per i corsi formativi specialistici ed un incremento esponenziale nelle ore di formazione per l’alternanza scuola-lavoro
  • sistema nazionale e internazionale
    • sono raddoppiati, rispetto all’anno precedente, gli esperti ISPRA in consessi internazionali (600) e quasi quintuplicati (68 contro 14) i progetti internazionali per i quali ISPRA è partner

Conclusioni

I pochi numeri sopra esposti, estrapolati dal bilancio di sostenibilità, indicano quanto l’Istituto sia coinvolto nella funzione pubblica e quanto possa contribuire nella protezione ambientale; il principale obiettivo del documento è quello di coinvolgere sempre di più tutti gli stakeholders cercando di formare maggiormente la cittadinanza attraverso le competenza a proprio disposizione.

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