tropicalizzazione

Il clima globale continua a sfidare i record storici mentre il pianeta sperimenta un terzo anno consecutivo di riscaldamento senza precedenti, secondo l’analisi della Coldiretti basata sui dati forniti dal National Climatic Data Centre della NOAA. L’anno in corso si è classificato finora come il terzo più caldo mai registrato, con la temperatura superficiale della Terra e degli oceani che supera di ben 1,03 gradi Celsius la media del ventesimo secolo. Questa tendenza preoccupante è accompagnata da segni inequivocabili di tropicalizzazione, che stanno influenzando profondamente il clima in tutto il mondo.

Le temperature

I primi sette mesi del 2023 hanno visto temperature superiori alla media in molte parti del globo, tra cui l’Europa, il Sud America, l’Africa, l’Oceania e l’Asia. L’Italia non è stata risparmiata da questo calore eccezionale. Secondo l’analisi della Coldiretti basata sui dati Isac Cnr, il 2023 è già entrato nella top ten degli anni più caldi mai registrati nel paese, con una temperatura media superiore di 0,67 gradi rispetto alla media storica. Questo pone l’anno al terzo posto tra i periodi più caldi dal 1800, quando sono iniziate le rilevazioni.

Nel nord Italia, il 2023 ha rappresentato il secondo anno più caldo mai registrato, con un’anomalia termica di +0,86 gradi rispetto alla media. La tendenza al surriscaldamento è particolarmente evidente in Italia negli ultimi due decenni, con il decennio attuale che detiene molte delle posizioni nella classifica degli anni più caldi degli ultimi due secoli.

Gli eventi estremi

Tuttavia, non è solo il calore a preoccupare gli esperti. Il 2023 ha presentato una serie di eventi estremi in diverse parti del mondo. Alluvioni, nubifragi e uragani si sono verificati su vari continenti, causando danni significativi e perdite di vite umane. La tempesta tropicale Hilary, ad esempio, ha colpito la California, gettando ulteriori luci sulla crescente frequenza degli eventi meteorologici estremi.

In Italia, la frequenza degli eventi estremi è aumentata in modo significativo. La Penisola ha registrato in media quasi 11 eventi estremi al giorno, tra cui grandinate, trombe d’aria, bombe d’acqua, ondate di calore e tempeste di vento. Questi eventi hanno causato danni significativi alle colture e alle infrastrutture, con un costo stimato superiore ai 6 miliardi di euro, oltre un miliardo dei quali attribuibili all’alluvione in Romagna.

Gli impatti sui settori agricoli sono stati altrettanto gravi. I cambiamenti climatici hanno comportato una riduzione della produzione di grano del 10%, dell’uva da vino del 14% e addirittura del 63% delle pere. Il raccolto di miele è diminuito del 70% rispetto all’anno precedente, e ci sono stati cali anche nella produzione di pomodori.

In sintesi, il 2023 sta lasciando un segno indelebile come uno degli anni più caldi mai registrati. La crescente frequenza di eventi meteorologici estremi sta mettendo a dura prova le comunità in tutto il mondo e solleva interrogativi sempre più pressanti sul futuro del nostro clima. L’attenzione e l’azione verso la mitigazione dei cambiamenti climatici diventano più urgenti che mai, poiché la Terra continua ad affrontare sfide senza precedenti nel suo sistema climatico.

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