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Abbiamo affrontato in un articolo precedente la situazione della gestione ambientale in Italia secondo l’ultimo rapporto dell’Istat. Ma qual è invece il quadro dei cambiamenti a livello sociale? Istruzione, sanità, condizione femminile, migrazione, carceri: ecco lo spaccato che ci riporta lo studio “Noi Italia 2023”.

Istruzione

Nel 2021, la spesa pubblica in istruzione in Italia rappresenta il 4,1% del PIL, un valore inferiore alla media europea del 4,9%. Nel 2022, si registra un miglioramento del livello di istruzione degli adulti a causa dell’ingresso di generazioni più istruite e l’uscita di generazioni meno istruite. La percentuale di coloro che hanno conseguito al massimo la licenza media è scesa al 37,4%, ma nel Mezzogiorno raggiunge il 45,6%. Nel 2020, il tasso di partecipazione dei giovani al sistema di istruzione varia tra le regioni, con l’Emilia Romagna e il Lazio che registrano i valori più alti. L’Italia mostra un valore inferiore alla media europea. Nel 2022, diminuisce la percentuale di giovani che abbandonano precocemente gli studi, ma nel Mezzogiorno l’incidenza è più elevata. L’abbandono precoce riguarda maggiormente i ragazzi rispetto alle ragazze. Nel 2022, la percentuale di giovani che non lavorano e non studiano è del 19,0%, in calo rispetto all’anno precedente a causa dell’impatto negativo della pandemia sull’occupazione. La percentuale è più elevata tra le femmine e nel Mezzogiorno. Nel 2022, il 29,2% dei 30-34enni ha un titolo di studio universitario, con un divario di genere a favore delle femmine. La partecipazione degli adulti alle attività formative coinvolge il 9,6% della popolazione tra i 25 e i 64 anni nel 2022, rimanendo stabile rispetto all’anno precedente.

Sanità

In Italia, nel 2020, la spesa sanitaria pubblica è inferiore rispetto ad altri Paesi europei. Nel 2021, la quota di spesa sanitaria privata è del 24,4%, simile all’Austria. L’offerta ospedaliera si riduce nel tempo, con una diminuzione del numero di ospedali e dei posti letto. L’Italia ha uno dei livelli più bassi di posti letto per mille abitanti tra i Paesi dell’UE. Nel 2021, i ricoveri ospedalieri per malattie circolatorie e tumori sono diminuiti rispetto al 2019. L’emigrazione ospedaliera è aumentata nel 2021, tranne che in alcune regioni. Il tasso di mortalità per malattie circolatorie ha avuto un’impennata nel 2020, mentre la mortalità per tumori continua a diminuire. La mortalità infantile in Italia è inferiore alla media dell’UE, ma mostra disuguaglianze tra il Mezzogiorno e il Nord. Nel 2021, si registra un aumento dei fumatori e delle persone obese, mentre diminuisce la quota di consumatori di alcol a rischio.

Condizione femminile

La condizione della donna in Italia può essere analizzata prendendo in considerazione diversi aspetti, come la demografia e la criminalità. Secondo il report dell’ISTAT, l’Italia si conferma tra i Paesi con un’importanza demografica significativa in Europa, anche se registra un decremento della popolazione residente (-0,3% rispetto all’anno precedente). La crescita degli indici di vecchiaia e dipendenza è in continua salita, con un alto indice di vecchiaia rispetto alla media europea. Tuttavia, l’Italia è anche uno dei Paesi europei con la speranza di vita alla nascita più elevata.

Dal punto di vista della fecondità, nel 2021 il numero medio di figli per donna in Italia è pari a 1,25, molto al di sotto della soglia di ricambio generazionale (circa 2,1 figli). L’età media della madre al parto è di 32,4 anni, e l’Italia è uno dei Paesi europei in cui si posticipa maggiormente la maternità. La Sardegna risulta essere la regione con la fecondità più bassa, mentre le province autonome di Bolzano e Trento presentano livelli più alti.

Passando alla criminalità, nel 2021 si è osservato un aumento del numero dei delitti denunciati, che ha parzialmente compensato la contrazione registrata nell’anno precedente a causa della pandemia da COVID-19. Nel contesto dei delitti contro le donne, si evidenzia che nel 58,8% dei casi gli omicidi sono stati commessi dal partner o dall’ex partner. La violenza di genere rimane un problema significativo, con una percentuale elevata di omicidi di donne che avvengono all’interno del contesto familiare.

Migrazione

Inizio 2022, in Italia risiedono circa 5 milioni di stranieri, con una diminuzione di 141.000 rispetto all’anno precedente, rappresentando l’8,5% della popolazione totale. L’83,8% degli stranieri si concentra nel Centro-Nord. Circa 3,6 milioni di cittadini non comunitari sono regolarmente presenti nel paese, di cui il 65,8% ha un permesso di soggiorno di lungo periodo. Nel 2021, sono stati rilasciati quasi 242.000 nuovi permessi di soggiorno per cittadini non comunitari, registrando un aumento del 127% rispetto al 2020. L’attrattività maggiore è nelle regioni del Centro-Nord, in particolare Lombardia, Emilia-Romagna, Lazio e Veneto. L’incremento dei nuovi flussi di ingresso riguarda principalmente il Sud e le Isole. Il livello di istruzione degli stranieri nel 2022 è ancora inferiore rispetto agli italiani, con la maggior parte che ha conseguito al massimo la licenza media. Nel mercato del lavoro, gli stranieri presentano un tasso di occupazione inferiore rispetto agli italiani, anche se il tasso di disoccupazione diminuisce di più per gli stranieri, ma rimane significativamente più alto rispetto agli italiani.

Carceri

Nel 2022, la popolazione carceraria adulta in Italia è aumentata del 3,8% rispetto all’anno precedente, raggiungendo 56.196 detenuti alla fine dell’anno. Questo dato è emerso dal rapporto dell’ISTAT “Noi Italia”. Sebbene nel medesimo periodo i posti regolamentari nelle carceri siano aumentati, ma solo dello 1%, l’indice di affollamento è aumentato passando da 106,5 detenuti per 100 posti regolamentari nel 2021 a 109,5 nel 2022. Il 61,9% degli istituti penitenziari è sovraffollato, ospitando un numero di detenuti superiore alla capacità regolamentare. Questi istituti accolgono il 75,0% di tutte le persone detenute in Italia. La necessità di tenere separati i detenuti in base a diversi criteri (sesso, tossicodipendenza, detenute madri, custodia attenuata, alta sicurezza, ecc.) può portare a situazioni più critiche a livello locale rispetto ai dati nazionali sull’affollamento. A livello regionale, i maggiori livelli di sovraffollamento si registrano in Puglia e Lombardia, con rispettivamente 135,7 e 132,0 detenuti per 100 posti letto regolamentari.

Conclusioni

Spese per la sanità e l’istruzione sotto la media europea, carceri sovraffollate e un altissimo tasso femminicidi: il rapporto lascia un’immagine impietosa della società italiana. Lo stato del welfare non sembra migliorare, ma anzi mostra le sue criticità.

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