carta

Le elezioni nazionali del 25 settembre si sono chiuse da un po’. I partiti stanno facendo i bilanci e stanno cercando di correre ai ripari se perdenti, o cercando di mantenere il dominio, se vincenti. In queste elezioni abbiamo tutti consumato moltissima energia e moltissimo tempo.

Ma nessuno sta valutando il consumo di risorse e materia prima. Ci siamo chiesti: ma quanta carta abbiamo consumato? Perché tra manifesti e volantini la carta non è mancata.

Abbiamo fatto un due calcoli (che ovviamente non hanno valore scientifico ma sono stime).

Manifesti

I manifesti si potevano collocare solo sul pannello assegnato, ogni pannello aveva due spazi. Facciamo che in ogni comune ci sono 16 pannelli assegnati che è una stima bassissima dato che nel mio comune (1.300 abitanti) ce n’erano 9 (3 frazioni e in ogni frazione c’erano uno spazio per la camera, uno spazio per il Senato e uno spazio per il nostro candidato uninominale), in ognuno si potevano metter due manifesti. Facciamo che in solo metà si è scelto di mettere il doppio manifesto. Mediamente per comune avevamo 24 manifesti. I comuni in Italia sono 7900. Le liste candidate a livello nazionale (escludendo quelle regionali) erano 17. Ogni manifesto pesa in media 78g.

Fa 251,40 tonnellate di carta.

Volantini

Su questo c’è molta più difficoltà a fare una stima, consideriamo però quello che abbiamo fatto noi in Fvg come Alleanza Verdi e Sinistra come media (anche qui stima al ribasso dato che siamo un partito piccolo in una regione piccola). Noi avevamo 2500 nostri più altrettanti del candidato uninominale. 5 volantini pesano all’incirca 40g, totale 40 chili di carta per una regione di 1.200.000 abitanti. Siamo in 60 milioni in Italia quindi mediamente possiamo dire che il totale è 2 tonnellate per alleanza Verdi e sinistra, tenendo buono le sole liste nazionali siamo a 34 tonnellate.

Conclusioni

In questa sola campagna elettorale abbiamo consumato 300 tonnellate di carta. Possiamo ridurla?

Se i volantini possono dare un contributo reale anche se decisamente minimo (moltissimi finiscono nel cestino due minuti dopo averli consegnati) i manifesti hanno ancora senso di esistere? Esiste ancora qualcuno che vota solo i partiti che legge sui pannelli che spesso, tra l’altro, sono messi in posizione tutt’altro che visibile e trafficata?

Ma se veramente sentiamo la necessità di avere i manifesti perché non predisporre degli schermi alimentati a fotovoltaico (e con accumulo) per ogni comune che possa anche venire usato per altre cose (comunicazioni ufficiali, pubblicità di eventi)? Semplificherebbe anche la vita agli attivisti (e ridurrebbe l’inquinamento dovuto ai movimenti da un comune all’altro), perché basterebbe inviare una richiesta via mail ai comuni con il simbolo e il manifesto digitale e il pannello verrebbe programmato subito da remoto.

Insomma se proprio non vogliamo perdere questa tradizione ormai anacronistica, almeno cerchiamo di fare in modo che non sia dannosa.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui