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“Nessun bambino sceglie di nascere, e neppure può decidere dove crescere”, con queste parole inizia la prefazione dell’Atlante dell’Infanzia ‘“Come Stai? La Salute della bambine, dei bambini e degli adolescenti” pubblicato da Save the Children; i dati evidenziano un divario fra la zona dove la speranza di vita in buona salute è maggiore (Provincia di Bolzano) e quella minore (Calabria) di oltre 11 anni (66,6 rispetto a 55).

La salute è influenzata dalle condizioni socioeconomiche della popolazione attraverso i “determinanti sociali”, cioè le condizioni nelle quali le persone sono nate, vivono, lavorano, crescono e invecchiano, il genere, l’istruzione, le politiche sociali, l’accesso ai servizi sanitari, le norme e i sistemi politici dei Paesi in cui le persone abitano; migliorare le condizioni di vita quotidiana e porre rimedio alla distribuzione ineguale di potere, soldi e risorse sono alcune delle linee per affrontare queste “cause delle cause”.

Questo rapporto è un primo tentativo di mettere insieme i dati e le esperienze prodotti negli ultimi anni per indicare una via di uscita dalla crisi che possa anche affrontare problemi più antichi e strutturali. Sappiamo che il sistema sanitario italiano è stato considerato nel passato il migliore al mondo, ora è un po’ in affanno, ha la sua età ed è stato a lungo maltrattato. È il momento di prendercene cura.

La scommessa dei 1000 giorni

La povertà minorile in Italia è quintuplicata rispetto al 2006 (dal 2,8 al 14,2% nel 2021); le differenze maggiori non sono fra le zone geografiche italiane bensì da alcuni fattori di vulnerabilità quale, ad esempio, la presenza di più figli all’interno di una famiglia.

Le differenti zone geografiche sono invece rilevanti nella mortalità neonatale e infantile (numero di morti rispettivamente nei primi 28 giorni di vita o nel 1° anno di vita per mille nati vivi) in quanto, sebbene l’Italia abbia complessivamente livelli minimi, ci sono alcune regioni (Basilicata, Calabria e Sicilia) nelle quali i tassi sono più alti.

Un dato preoccupante è rappresentato dai consultori in quanto, secondo il rapporto, sono diminuiti rispetto al 2014 di oltre il 6% non rispettando quanto stabilito dalla legge 34 del 1996 (un consultorio per ogni area di circa 20.000 persone); la media italiana è di oltre 32.000 abitanti per consultorio e molti di questi non hanno un organico incompleto.

L’età media delle donne al momento del parto continua ad aumentare, nel 2000 era di 30 anni ora di 32, che assieme ad un tasso di fecondità e di natalità calante (di circa il 30%) sta portando l’Italia ad essere un paese meno popoloso e con un indice di anzianità elevato.

Piccoli quasi grandi

Alcune statistiche riguardano i bambini che hanno fra i 3 ed i 10 anni fra cui:

  • aria, suolo, acqua inquinati: l’82% dei minorenni vive in zone inquinate da polveri sottili con una distribuzione su tutto il territorio delle aree estese classificate come pericolose (unica regione immune il Molise);
  • sedentarietà e sportività: 1 bambino su 3 (nella fascia 3-10 anni) è obeso o in sovrappeso, un dato aumentato anche con l’avvento del Covid con troppa sedentarietà (sempre 1 su 3 usa l’auto come mezzo di spostamento quotidiano) e con solo il 50% che pratica sport in modo continuativo.

La più delicata delle transizioni

Il suicidio, in Europa, è la seconda causa di morte per gli adolescenti (seconda solo agli incidenti stradali) e l’Italia è in piena media europea con quasi un milione di ragazzi che sono alle prese con problemi di salute mentale; ansia, depressione, solitudine, stress, paura, tensione, rabbia, stanchezza, confusione e preoccupazione sono i principali problemi in ordine decrescente ed una crescita del fenomeno “Hikikomori” con i ragazzi che interrompono gli studi e rimangono in solitudine per settimane o mesi.

Quali sono i comportamenti a rischio e le cattive abitudini degli adolescenti italiani? Uno su venti fuma sigarette, con una percentuale in leggera diminuzione negli ultimi anni, ed 1 su 20 (nella fascia 16-17) ha bevuto e mischiato alcool, il cosiddetto binge drinking; purtroppo in aumento la percentuale di chi non mangia frutta e verdura (1 su 3) ed unica nota positiva la percentuale di chi consuma alcolici tutti i giorni (che però cresce velocemente appena raggiunta la maggiore età, il 6% delle persone che hanno 18 e 19 anni).

Conclusioni

Il quadro tracciato dal report di Save The Children è abbastanza preoccupante soprattutto perché ci sono pochi investimenti sul piano sanitario e sociale; la pressione psicologica per un futuro incerto, con una situazione che non sembra migliorare, mette a rischio la salute mentale delle persone più giovani che si trovano a dover convivere con problemi di stress ed ansia già dai primi anni di vita.

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