neanderthal

L’incontro avvenuto 43.000 anni fa tra l’homo sapiens e l’uomo di Neanderthal non fu il primo, né tantomeno si trattò del primo viaggio dei sapiens fuori dall’Africa.

Secondo studi recenti la prima di queste migrazioni si sarebbe realizzata presumibilmente 270.000 anni fa, infatti le analisi del DNA di alcune ossa di Neanderthal ritrovate in Germania farebbero risalire a quell’epoca un discreto afflusso di corredo genetico africano. È certo invece che un’ondata di sapiens apparve in Medio Oriente tra i 130.000 e i 115.000 anni fa, migrando lungo il corso del Nilo e uscendo dall’Africa attraverso l’Egitto.

Le migrazioni climatiche

L’aspetto climatico fu come sempre determinante, attraverso una serie di duri periodi di siccità che afflissero l’Africa tropicale e che costrinsero gli uomini moderni a spostarsi alla ricerca di condizioni di vita migliori che non sempre si realizzarono. Ci sono buone ragioni per credere che questa emigrazione ad esempio non ebbe un esito irreversibile e che le popolazioni coinvolte finirono o per estinguersi lì (la regione comprendente l’attuale Israele) o per tornare in Africa tra i 90.000 e gli 80.000 anni fa.

L’ultima grande migrazione di sapiens dall’Africa dovrebbe aver avuto luogo 70.000 anni fa e questa volta avrebbe preso però  una via diversa, quella verso sud attraverso l’odierna Eritrea e lo stretto di Bab el-Mandeb, che allora era molto più stretto. Nel bel mezzo dell’ultima era glaciale la distanza tra le due sponde doveva essere ben inferiore ai venti chilometri odierni e il livello del mare più basso di ben 70 metri a causa di tutta l’acqua intrappolata nei ghiacciai continentali. Non si poteva attraversare lo stretto su suolo asciutto ma sicuramente non fu troppo difficile farlo con l’ausilio di zattere.

Verso l’estinzione

Una volta raggiunta la penisola araba le popolazioni migranti finirono per separarsi, poiché una parte continuò verso est lungo le coste dell’Asia, passando dall’attuale Iran fino ad arrivare in India, il primo luogo scelto come residenza stanziale. Una seconda parte invece prosegui tra i 65.000 e i 50.000 anni fa verso l’Australia, che dunque come l’India fu popolata dai sapiens molto prima dell’Europa, vecchio mondo solo sulla carta. Solo una piccola parte di questa ondata migratoria si diresse verso ovest circa 43.000 anni fa e questa volta avrebbe contribuito a determinare l’estinzione dei Neanderthal.

Sicuramente anche in questo caso le ragioni climatiche furono determinanti nello spingere alla migrazione, così come lo furono sul nucleo originario. A tal proposito va ricordato che circa 74.000 anni fa il vulcano Toba in Indonesia fu protagonista di una tremenda eruzione, classificata come supervulcanica, la più grande nel suo genere degli ultimi 25 milioni di anni. Si ritiene che l’eruzione del Toba abbia provocato un vero e proprio inverno vulcanico sul nostro pianeta, offuscando lungamente l’atmosfera ai raggi solari e generando un abbassamento della temperatura media globale di 3,5 gradi, cosa che raffreddò ulteriormente la Terra e che si protrasse per circa mille anni, mettendo gravemente a rischio la sopravvivenza di piante e animali. D’altra parte le stime in questo stesso periodo di una popolazione di sapiens compresa, in una sorta di collo di bottiglia evolutivo, appena tra le 3.000 e le 10.000 unità confermerebbero questa tesi.

A questo punto il destino dei Neanderthal era segnato. Le condizioni climatiche estreme e la convivenza con una specie molto più capace di adattarvisi ne determinarono una sparizione repentina, quasi senza lasciare traccia. Quasi, perché una percentuale che varia tra il 2 e il 4% del nostro genoma proverrebbe dall’uomo di Neanderthal. In maniera analoga agli aborigeni australiani, che presentano invece una percentuale simile dell’uomo di Denisova, un’altra specie cugina della nostra che viveva in Asia ed era imparentata con il Neanderthal, anche se distinta. A conferma di tutto ciò l’uomo africano di oggi invece non ha nessun gene di provenienza neanderthaliana, perché l’uomo africano di oggi discende da quei sapiens che seppero in qualche modo e con grande sofferenza sopravvivere agli sconvolgimenti climatici rimanendo nel loro continente di origine.

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