piemonte

Nel terzo Rapporto Circonomia “Economia circolare, transizione ecologica, indipendenza energetica: a che punto è l’Italia?”, oltre al confronto fra gli stati europei, sono studiate ed analizzate anche le macroregioni italiane suddivise in Nord, Sud, Centro e Sud-Isole; come già nei rapporti precedenti, la macroregione del Nord Italia (Valle d’Aosta, Piemonte, Liguria, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna) presenta risultati brillanti.

Sebbene le condizioni climatiche siano meno favorevoli di altre aree mediterranee e con una forte industria manifatturiera, se si confrontasse il Nord con gli altri 26 Stati della Unione europea si potrebbe constatare che:

  • è il territorio con la migliore prestazione complessiva, davanti ad Olanda, Austria e Danimarca;
  • è primo per il riciclo dei rifiuti;
  • è secondo per consumo di materia (sia pro-capite che per unità di Pil, dopo l’Olanda);
  • in 14 su 17 indicatori i risultati sono migliori della media europea.

Ogni regione ha le proprie caratteristiche e vi sono prestazioni differenti anche all’interno della stessa macroregione; il Piemonte rappresenta il territorio, probabilmente per effetto della struttura economica, con i peggiori risultati, rispetto al Nord-Ovest, in tutti gli indicatori.

I numeri

Di seguito i numeri ed il confronto con le macroregioni italiane e la media europea, divise per categoria di indicatore:

  • Fattori di impatto – misurano l’impatto ambientale diretto delle attività economiche e sociali su ambiente e clima (per abitante)
    • consumo di materia interno: 8.48 DMC/Ab contro il 7.72 nazionale con una prestazione comunque migliore della media europea 13.46
    • consumo finale di energia fossile: leggermente maggiore rispetto alla media nazionale, in linea con quella europea e del nord Italia
    • emissioni climalteranti: 7.28 GHG/Ab, maggiore della media di tutte le macroregioni italiane anche se risulta un buon risultato rispetto alle altre nazione della UE
    • consumo di suolo artificializzato: altro indicatore deludente con un consumo di 390 mq per abitante quando la media italiana ed europea si ferma a 328 mq/ab
  • Fattori di efficienza – misurano l’efficienza e la produttività di uso delle risorse (per PIL)
    • il Pil generato da una tonnellata di consumo di materia: punto di forza italiano, è comunque minore rispetto alle Regioni con le stesse caratteristiche 3440 (milioni di PIL per tonnellata di consumo) contro i 3629 sebbene molto maggiore rispetto alla media europea
    • l’energia finale consumata: in media
    • le emissioni climalteranti: altra nota dolente con una quantità di CO2 emessa a fronte del PIL di 248 tonnellate rispetto ai 213 medi delle altre zone del nord Italia
    • la produzione di rifiuti: la quantità di rifiuti rispetto al PIL è in media italiana e virtuosa a livello europeo
    • il consumo di suolo: anche la produttività del consumo di suolo è in media europea (80 milioni di PIL ogni km2) ma decisamente inferiore alle regioni del nord ovest (116)
    • la PERCENTUALE di circolarità di materia nell’economia: non confrontabile in quanto non esiste la possibilità di ripartire per Regione
  • Fattori di risposta – misurano la capacità di risposta e di innovazione ai problemi ambientali, che sono tutte in media nazionale e migliori rispetto alla media europea tranne
    • la quota di terreno agrario convertito a biologico: in media col nord-ovest paga la vocazione industriale del territorio
    • la percentuale di auto elettriche sulle nuove immatricolazioni: la più bassa in Italia e minore anche della media europea.

L’analisi del Piemonte

Secondo la terza edizione del Report “Le infrastrutture di ricarica pubbliche in Italia”, pubblicato da Motus-E, i punti di ricarica elettrica in Italia sono adeguati alla quantità dei veicoli venduti, che sono pochi rispetto alle altre nazioni, ed il Piemonte è una delle Regioni meglio servite; in tutta Italia mancano i rifornimenti veloci in autostrada, 1.2 ogni 100km percorrenza.

Perché in Piemonte la percentuale di auto elettriche sulle nuove immatricolazioni è così bassa? Confrontata con la percentuale delle nazioni europee è paragonabile a quella ungherese o croata che hanno una densità di popolazione decisamente inferiore; non ci sono dati che possano evidenziare una motivazione strutturale, rimane quindi il retaggio di un territorio che è sempre stato leader nel settore automobilistico in Italia e non solo.

La percentuale di terreno agricolo convertito a biologico è del 5.4% rispetto al 17.4% nazionale, anche se tale percentuale è paragonabile ad altre regioni come ad esempio la Lombardia, e rappresenta un valore lontano dall’obiettivo, indicato nella Strategia “Farm to Fork”, di raggiungere il 25% del totale dei terreni agricoli dedicati all’agricoltura biologica entro il 2030.

Secondo l’ultimo rapporto dell’osservatorio rurale annuale della Regione Piemonte, la percentuale sale al 28% dell’intera SAU regionale sulle superfici coltivate in aree ad alto valore naturale, aree di interesse ambientale, in cui sono ospitate specie protette o habitat naturali preziosi per la biodiversità; in questo caso il risultato minore probabilmente in quanto l’agricoltura di pianura (55% della SAU) è specializzata nell’allevamento intensivo (bovino e suino).

Ultima nota di interesse è il consumo di suolo con uno dei capoluoghi di Provincia, Alessandria, che è una delle 7 città italiane che nel 2021 ha consumato più del 15 per cento del proprio suolo (almeno 3000 ettari) con un aumento del 30% rispetto all’anno precedente (classifica che vede Roma incontrastata consumatrice di suolo).

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