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Gli eventi climatici estremi che si sono verificati in Italia dall’inizio dell’anno sono solo il prologo di quello che potrà accadere in autunno, quando l’aria fredda proveniente dall’Europa settentrionale incontrerà le correnti di un mar Mediterraneo sempre più caldo a causa dei cambiamenti climatici.

L’Osservatorio sulle Risorse Idriche dell’Associazione Nazionale dei Consorzi per la Gestione e la Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue (ANBI), inoltre, sottolinea che le recenti piogge hanno alleggerito solo in parte gli effetti  della crisi idrica che sta interessando l’intero territorio italiano, mettendo in ginocchio il settore agricolo di molte regioni. “Da anni segnaliamo l’inadeguatezza della rete idraulica del Paese di fronte all’estremizzazione degli eventi atmosferici, ricorda Francesco Vincenzi, Presidente ANBI, per questo abbiamo presentato un Piano di Efficientamento, finora disatteso, forte di 858 interventi, perlopiù definitivi ed esecutivi, bisognosi di un investimento di circa 4 miliardi e 339 milioni di euro di euro, ma capaci di garantire oltre 21.000 posti di lavoro. Come sempre, lo mettiamo ah disposizione della classe politica di questo Paese”. Per l’ANBI, in attesa di misure concrete di contrasto ai cambiamenti climatici su scala planetaria, diventa importante investire sulla resilienza dei territori con interventi strutturali e maggiore diffusione di protezione civile per la popolazione.

La crisi idrica è iniziata dal Nord ma si è estesa in tutta Italia

I segnali di sofferenza idrica non risparmiano nessuna area geografica italiana. Nelle Marche, il deficit pluviometrico nei bacini dei fiumi Foglia, Arzilla, Bosso, Burano e Candigliano ha raggiunto l’80% in Luglio ed i volumi d’acqua, trattenuti negli invasi, sono superiori al solo 2021 nel recente quinquennio. In Abruzzo, sempre nel mese di luglio, il deficit pluviometrico maggiore si è registrato a Orsogna, in provincia di Chieti (-44%) e nella valle Peligna (-40,6%) vicino alle colline della città di Sulmona dove, per ben 18 giorni, la temperatura ha superato i 35 gradi. La portata del fiume Po nel tratto lombardo-emiliano è in ripresa rispetto ai minimi toccati in piena estate ma resta comunque dimezzata rispetto alla media storica. In Piemonte le portate di quasi tutti i corsi d’acqua sono in decrescita (come la Dora Baltea, in Valle d’Aosta) e il mese di luglio ha registrato un meno 23,1% di piogge.  Anche nei grandi laghi del Nord si segnalano numeri sotto la media.  La condizione di siccità estrema coinvolge anche le isole. I volumi d’acqua trattenuti nei bacini della Sardegna sono diminuiti di ben 157 milioni di metri cubi, mentre il calo di quelli siciliani ha raggiunto i 79 milioni.

Legambiente: in costante crescita i fenomeni di piogge estreme

I periodi di grave siccità sono sempre più spesso seguiti da piogge violente. In un recente report sugli eventi climatici estremi che hanno colpito la penisola italiana, Legambiente ha registrato, fra il 2010 e il 2022, 516 allagamenti da piogge intense, 367 danni da trombe d’aria, 157 danni alle infrastrutture da piogge, 123 esondazioni fluviali (con danni), 63 danni da grandinate e 55 frane da piogge intense. Per l’associazione ambientalista l’Italia continua a essere l’unico dai grandi paesi europei senza un piano nazionale di adattamento al clima e non può continuare a rincorrere le emergenze senza una strategia che metta al centro lo sviluppo di politiche innovative ed interventi puntuali.

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