abusivismo

Abusivismo edilizio, deficit di depurazione e inquinamento, assalto al patrimonio ittico e alla biodiversità. L’elenco degli illeciti penali e amministrativi che danneggiano l’ecosistema marino italiano è ancora lungo. È questo l’allarme lanciato dal dossier “Mare Nostrum” elaborato da Legambiente.

Nel 2021 sono stati contestati oltre 55.000 reati per violazione delle leggi che tutelano i mari e le coste. Un illecito ogni 133,3 metri.  Le persone denunciate o arrestate sono state 20.485, le sanzioni 24.900, i sequestri 7.021, le società denunciate sono state 392 e 270 quelle sanzionate. Il fattore di pressione prevalente è quello del ciclo illegale del cemento, dalle villette abusive all’occupazione illecita delle spiagge, che da solo rappresenta il 50,3% del totale, seguito dall’illegalità connessa ai fenomeni d’inquinamento e alla gestione dei rifiuti (25,3%) e dalla pesca illegale (20,8%). Chiudono questa classifica, con il 4%, le violazioni relative al Codice della navigazione anche nelle aree marine protette, dove le Capitanerie di porto hanno denunciato 2.023 illeciti penali e amministrativi. Il totale dei reati e degli illeciti amministrativi ha generato un impatto economico, in termini di sequestri e sanzioni, di ben 626 milioni di euro. La maggior parte delle misure riguarda l’inquinamento e il ciclo illegale dei rifiuti, con oltre 577 milioni di euro. Legambiente denuncia, in particolare, l’assenza di strumenti penali adeguati per la tutela della biodiversità e degli operatori onesti.

Sono tre regioni del sud dell’Italia a guidare questa poco onorevole classifica: Campania (14,5% delle sanzioni), Sicilia (12,2%) e Puglia (11%). Seguono subito dopo Toscana e Calabria. La prima regione settentrionale è il Veneto. Nelle quattro regioni con tradizionale presenza della criminalità organizzata (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia) si concentrano il 46,1% di tutti i reati e gli illeciti amministrativi accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto, con 10.830 persone denunciate e arrestate. Se invece non si tiene conto dei valori assoluti, ma si analizzano i dati in base ai Km di costa disponibili, la regione con maggiore incidenza di reati è la Basilicata, seguita da Molise e Abruzzo.

L’abusivismo edilizio non conosce tregua

L’abusivismo edilizio “vista mare” è un fenomeno lontano dall’essere debellato. La metà degli illeciti accertati nel 2011 è rappresentata dal ciclo illegale di cemento. L’assalto alla costa da parte degli abusivi, che siano proprietari di ville con piscina o di ristoranti sulla spiaggia travestiti da lido balneare, è ancora un fenomeno drammaticamente attuale. I 200mila controlli effettuati nel corso del 2021 hanno portato alla contestazione di oltre un reato per chilometro di costa e alla denuncia di 8.249 persone oltre a 1.687 sequestri. Primeggiano in questa classifica Campania, Calabria e Puglia. Altra criticità segnalata dalla storica associazione ambientalista è l’inquinamento marino generato dagli scarichi illegali di liquami e di rifiuti a causa dell’assenza di depuratori. Si registrano in questo caso 13.899 violazioni, in pratica 38 al giorno.

Tra le proposte di Legambiente si chiede il rilancio a livello nazionale e su scala locale di un piano per la costruzione e l’adeguamento e/o messa in regola dei sistemi fognari e di depurazione; il potenziamento delle Agenzie regionali di protezione ambientale; più controlli da parte delle autorità competenti affinché nessun tipo di rifiuto possa essere scaricato direttamente in mare dalle imbarcazioni e una maggiore promozione di politiche attive per la riduzione dei rifiuti e una migliore tutela del mare e della costa.

La pesca illegale è una minaccia per gli ecosistemi

Un’altra minaccia per i mari è rappresentata dalla pesca illegale, che mette in pericolo la sostenibilità della pesca stessa, facendo pagare un prezzo elevato all’ambiente e alla società attraverso il declino delle popolazioni ittiche, il degrado degli ecosistemi, la perdita di entrate economiche e l’insicurezza alimentare. Il giudizio di Legambiente sui governi italiani è negativo. Il dossier denuncia il completo disinteressamento delle autorità italiane per una normativa di contrasto alla pesca illegale definita totalmente inadeguata. Sono oltre 627 le tonnellate complessive di “pesce” che sono state sequestrate in Italia nel 2021, quasi 1.718 chilogrammi di pesce al giorno, con Sicilia, Puglia ed Emilia Romagna in testa sul totale dei prodotti ittici sequestrati.

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