cancro

I dati del rapporto online dell’Agenzia Europea dell’Ambiente «Beating cancer — the role of Europe’s environment», indicano che lo smog ed il radon sono responsabili del 3,5% delle morti per tumore in Italia. In generale, i fattori ambientali prevenibili (esposizione all’inquinamento atmosferico, fumo passivo, radon, raggi ultravioletti, amianto) causano oltre il 10% di tutti i casi di cancro in Europa.

Contesto

La vita di ogni cittadino italiano è in qualche modo colpita dal cancro: all’interno del nucleo familiare, delle amicizie o della comunità che ogni persona frequenta solitamente è presente almeno un diagnosticato.

Nell’Unione Europea ci sono circa 2,7 milioni di nuovi pazienti diagnosticati e 1,3 milioni di decessi ogni anno; questo significa che l’Europa è il territorio maggiormente colpito in quanto, sebbene la popolazione sia meno del 10% rispetto a quella mondiale, i nuovi malati di cancro sono il 23% del totale mondiale ed i decessi rappresentano il 20% mondiale.

Il cancro è la malattia non trasmissibile più diffusa e la seconda causa di morte più comune dopo le malattie circolatorie e rappresenta anche un costo economico che è stato stimato in circa 178 miliardi di Euro nel 2018 (Hofmarcher et al., 2020). L’invecchiamento della popolazione e l’esposizione ambientale e professionale all’inquinamento atmosferico, al radon, ai raggi UV, agli agenti cancerogeni chimici, all’amianto e ad altri rischi contribuisce in modo significativo all’elevato carico di cancro in Europa.

Rischio ambientale

I fattori di rischio per il cancro possono essere divisi in macrocategorie quali:

  • non modificabili
    • età
    • sesso
    • anamnesi
  • parzialmente modificabili (circa il 40% dei casi in Europa)
    • legati allo stile di vita
      • uso di tabacco
      • obesità
      • sostanze alcoliche
    • l’esposizione ambientale e professionale a:
      • sostanze chimiche cancerogene
      • raggi UV
      • radon
      • inquinamento atmosferico

Mentre sullo stile di vita non è possibile intervenire se non attraverso campagne di sensibilizzazione, i fattori di rischio ambientale e professionale possono essere ridotti attuando politiche adeguate (ad esempio regolamentando l’utilizzo di alcune sostanza). A livello mondiale circa il 20% delle morti premature per cancro è dovuto a fattori ambientali e occupazionali.

Iniziative dell’UE

L’Unione Europea ha in corso alcune attività per prevenire la malattia fra cui:

  • il piano europeo “Beating Cancer”: un impegno politico per ridurre l’esposizione a sostanze cancerogene fra cui il Registro europeo delle disuguaglianze nel cancro, incaricato di identificare tendenze, disparità e disuguaglianze sul cancro tra gli Stati membri e le regioni;
  • codice europeo contro il cancro: una campagna di informazione sulle azioni possibili per ridurre il rischio di cancro (partendo dalle evidenze dei fattori di rischio ambientale come fumo passivo, raggi UV e vari inquinanti);
  • roadmap sugli agenti cancerogeni: un programma volontario per aumentare la consapevolezza dei rischi derivanti dall’esposizione agli agenti cancerogeni sul posto di lavoro e per lo scambio di buone pratiche (a cui aderisce l’EU-OSHA – l’agenzia d’informazione dell’Unione europea in materia di sicurezza e salute sul lavoro).

Conclusioni

I cittadini possono incidere sul proprio stile di vita per prevenire e ridurre i rischi del cancro ma non basta; le prove scientifiche attuali, sebbene non complete ed esaustive, dimostrano che la riduzione dell’esposizione ambientale e professionale è una strategia efficace alla lotta contro il cancro e devono essere sostenute da risorse sufficienti rendendo necessario un intervento politico e normativo.

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