cani

Quello che abbiamo appreso qualche giorno fa è un dato triste e sconfortante, per usare un eufemismo: 11.7000 cani sarebbero stati restituiti a un canile o passati ad altro proprietario con l’alleggerimento dell’impatto della pandemia. D’altra parte negli ultimi due anni poco più di 3 milioni di italiani hanno scaricato le loro paure ed ansie emotive da isolamento prendendo un cane o ne hanno adottato uno per stemperare le restrizioni al movimento, resesi necessarie per gestire l’improvvisa pandemia da Covid-19.

Un’indagine sconfortante

Un’indagine in tal senso è stata commissionata da Facile.it a EMG Different, attraverso un campione rappresentativo della popolazione italiana tra 18 e 74 anni, bilanciato per sesso, regione, classe d’ampiezza demografica, con metodologia Cawi, ed ha evidenziato un dato ancora più triste, infatti il 28,3% degli intervistati ha sostenuto di aver adottato un pelosetto a 4 zampe solo per alleggerire il peso emotivo del lockdown, quasi il 40% nel Nord Ovest, mentre un 5,9% ha addirittura ammesso di averlo fatto solo per aggirare le restrizioni, salvo poi liberarsene non appena queste sono venute meno.

L’indagine ha provato ad approfondire le ragioni, se così si possono chiamare, di questi abbandoni travestiti da restituzioni. Gli intervistati hanno fatto riferimento principalmente alla difficoltà di gestire gli amici a quattro zampe con la ripresa di un ménage ordinario. Il 63% si sarebbe reso conto “improvvisamente” della complessità e dei sacrifici personali che un’adozione comporta, mentre il 37% avrebbe fatto riferimento principalmente ai danni materiali prodotti dalla convivenza in ambienti non sempre ottimali. Secondo Irene Giani, responsabile assicurazioni animali di Facile.it, che ha commentato il dato ad Adnkronos, di questi 11.7000 cani, circa 4.000 sarebbero stati restituiti al canile o all’allevamento dove erano stati prelevati, mentre la restante parte sarebbe stata affidata a parenti o amici per aggirare le difficoltà derivate dal ritorno al lavoro in presenza.

D’altra parte non va dimenticato che l’abbandono tout court di un animale domestico oggi è considerato un reato. La Giani ha sottolineato, al netto di chi pensava di adottare un peluche invece che un essere senziente, come esistano sul mercato assicurazioni decisamente economiche che mettono i proprietari al riparo sia dai costi di eventuali danni, domestici o a terzi, sia soprattutto che offrono un supporto ai costi sanitari che un’adozione comporta.

Una mancanza di responsabilità

In ogni caso non ci facciamo una bella figura, affatto. Il problema resta fondamentalmente un problema culturale di scarsa se non nessuna sensibilità verso gli animali, ma anche di un mondo del lavoro che non offre nessuna sponda in tal senso. Il ritorno forzato di tanti dipendenti al lavoro in presenza ha determinato una serie di problemi di organizzazione domestica di difficile soluzione. All’estero molte aziende permettono ai dipendenti di portare i propri animali sul luogo di lavoro, mentre in Italia pur non essendoci una regolamentazione specifica sono ancora pochissimi i casi che vanno in questa direzione.

La problematica riguarda principalmente la sicurezza sull’ambiente di lavoro e i vari regolamenti interni. Quando si parla di sicurezza sul lavoro non si fa riferimento solo all’evidente e giusta difficoltà ad ammettere sul lavoro animali oggettivamente aggressivi o pericolosi, quanto anche al fastidio o alla paura che la presenza di animali potrebbe determinare nei colleghi. Pochissimi anche i casi di aziende che offrano ai dipendenti supporto semplicemente nella gestione dell’amico a quattro zampe, sebbene il rendimento dei dipendenti, dati alla mano, ne gioverebbe moltissimo.

Intanto si avvicinano le vacanze e cresce la preoccupazione, a dispetto delle leggi, per la solita ondata di abbandoni estivi, questa volta legati al condizionamento nella propria mobilità individuale. Sempre la Giani ricorda allora a tutti che quando si decide di adottare un cane non lo si deve fare impulsivamente, come se fosse un tentativo, ma al contrario lo si deve fare come una scelta definitiva, per sempre. Esattamente, aggiungo, come definitivo è l’amore dei nostri pelosetti nei nostri confronti.

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