bicicletta

La Giornata mondiale della bicicletta è stata istituita ogni tre giugno dall’ONU con una risoluzione approvata nel 2018 per promuovere la consapevolezza dei benefici sociali, economici e ambientali derivanti dall’uso della bicicletta e incoraggiare gli Stati membri a dedicarle maggiore attenzione nelle politiche e nei programmi di sviluppo regionali, nazionali e internazionali.

I Paesi Bassi si confermano la patria della bicicletta

L’uso della bicicletta, infatti, non conosce confini. Un nuovo sondaggio internazionale Ipsos pubblicato nei giorni scorsi ha rilevato che il 63% degli intervistati ha affermato di sapere utilizzare la bici e il 40% ha affermato di possederne una. Dal sondaggio è emerso un consenso internazionale sul ruolo che le bici hanno per ridurre le emissioni di carbonio (86% delle risposte) e di conseguenza anche il traffico (80%). Nei ventotto mercati esaminati la bicicletta riscuote ampio consenso fra i cittadini e si registra anche una forte richiesta nel riservare alla bici un ruolo prioritario nei nuovi piani infrastrutturali. Che cosa frena però l’utilizzo della bici come mezzo di trasporto? L’insicurezza. La metà degli intervistati a livello mondiale afferma di vivere in zone troppo pericolose per andare in bici.

Se globalmente solo il 14% utilizza la bicicletta per più di due chilometri al giorno, il ciclismo come modalità di traporto per piccoli spostamenti locali è ampiamente diffuso nei Paesi Bassi (45%), Cina (33%), ma anche Giappone, India, Germania, Polonia e Belgio. Il 30% degli adulti nei Paesi Bassi, il 22% in Cina e India e il 20% in Svezia afferma di usare la bicicletta per raggiungere il luogo di lavoro o di istruzione. L’utilizzo di servizi di bike-sharing raggiunge, invece, una media dell’8% degli intervistati. Nella maggior parte dei mercati esaminati, la bici gode di un livello di favore più elevato rispetto a tutte le altre forme di trasporto.

Gli italiani non si sentono sicuri mentre utilizzano la bici

L’Italia sembra conoscere bene i vantaggi della bicicletta, anche se non mancano criticità strutturali e resistenze culturali. Gli italiani sono, infatti, ampiamente consapevoli che l’uso della bicicletta svolga un ruolo importante nella riduzione delle emissioni di anidride carbonica (88%) e del traffico (85%). Il 57% degli intervistati afferma, infatti, di saper andare in bicicletta e quasi la metà di possederne una. Il 26% utilizza la bicicletta per fare attività fisica, ma, soltanto il 10% lo fa per raggiungere il proprio posto di lavoro o studio. In linea generale, il 37% degli italiani va in bicicletta almeno una volta la settimana, questa percentuale si riduce però al 13% tra quanti dichiarano di utilizzare la bici come mezzo di trasporto principale per un tragitto di almeno due chilometri. Il bike-sharing è utilizzato dall’8%, mentre rimane ancora forte la convinzione, tre le più alte fra i Paesi analizzati, che la bicicletta sia una tendenza strettamente urbana. Non solo, gli italiani sono tra i cittadini maggiormente d’accordo con il fatto che i ciclisti spesso non rispettano le regole del Codice della strada e, quindi, possono rappresentare un pericolo per pedoni e automobilisti. Quest’ultimo aspetto andrebbe analizzato con un altro dato piuttosto preoccupante: il 62% del campione italiano ritiene che andare in bicicletta nella propria zona sia troppo pericoloso.

Il rapporto fra gli italiani e la bici potrebbe sicuramente migliorare grazie anche a un nuovo modo di concepire la mobilità.  Una maggioranza netta di cittadini (71%) ritiene che i nuovi progetti di infrastrutture stradali nella propria area dovrebbero dare priorità alle biciclette rispetto alle automobili. Non sorprende, quindi, che in Italia la bicicletta raggiunge l’81% dei consensi e la bici elettrica il 77%.

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