tassonomia

Da tempo, Europa Verde ed i Verdi Europei sostengono che la tassonomia verde dell’Unione Europea non debba comprendere tra le fonti di produzione elettrica l’uso della fissione nucleare e la combustione di gas naturale. L’inclusione di tali energie porterebbe infatti ad incentivi economici per la costruzione di altri impianti di quel tipo, sebbene siano già presenti soluzioni alternative e molto più sostenibili per il nostro pianeta. Il gas naturale, in precedenza visto come jolly per la transizione economica, ci ha esposto dal punto di vista della nostra dipendenza da paesi esteri e rimane comunque fonte di emissioni di CO2. Dall’altra parte, molti continuano a sostenere l’energia da fissione nucleare pulita, poiché non emette anidride carbonica. Ciononostante, l’utilizzo dell’energia a fissione nucleare continua a rappresentare un rischio ambientale e di salute a causa delle scorie radioattive, per le quali non esistono ad oggi tecnologie per lo smaltimento.

La posizione della Germania

Il governo della Germania, forse stimolato anche dalla vittoria della sua componente politica verde nelle elezioni in Nordreno-Westfalia, ha annunciato attraverso un portavoce del Ministero dell’Ambiente che “il Governo Federale si è opposto alle regole di tassonomia sul nucleare. Questo è un segnale politico importante che chiarisce che l’energia nucleare non è sostenibile e quindi non dovrebbe far parte della tassonomia”. La notizia è stata ben accetta anche da Eleonora Evi ed Angelo Bonelli, i quali chiedono una simile posizione anche dal governo italiano. “Il nostro Paese sembra distinguersi soltanto per i continui proclami del Ministro Cingolani, che indebitamente usurpa il Ministero della Transizione ecologica proponendo, di fatto, un anacronistico ritorno alle fonti fossili” riportano i due portavoce.

La reazione in Italia

In effetti, la recente guerra in Ucraina ha portato il nostro governo ad attuare una transizione da fonti russe ad altre estere, o addirittura riattivando impianti di produzione elettrica a carbone. Ciò comporta quindi una maggiore spesa ad uguali emissioni. A questo proposito la Evi aggiunge che “mentre sul fronte delle rinnovabili continua il solito attendismo e restano al palo 200 GW di progetti bloccati, la Germania, sempre lei, prevede di soddisfare, entro il 2035, il 100% del suo fabbisogno energetico attraverso le rinnovabili”. Anche il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, si unisce nell’apertura verso le fonti rinnovabili in un tweet: “è tempo di essere green, sul serio”.

La conferma

Bisogna però attendere ancora il giorno 11 Luglio per avere conferma di bocciatura. Al momento, infatti, non vi sarebbero i numeri per una maggioranza rafforzata contraria affinché il consiglio bocci l’atto delegato. Allo stesso modo, pare invece che vi siano più possibilità in Parlamento, siccome basterebbe una maggioranza assoluta contraria. Oggi più che mai è importante far sentire la propria voce circa l’investimento in fonti rinnovabili: come in Germania, il supporto a Europa Verde durante le prossime elezioni amministrative in Italia potrebbe portare a risultati anche altrove.

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