coldiretti

Anche in mezzo a crisi umanitarie e politiche, c’è chi lavora per risolvere le meno pubblicizzate crisi ambientali. È, infatti, il caso di Coldiretti ed ANBI che stanno sviluppando strategie d’azione per la risoluzione dei problemi di siccità riscontrati ultimamente nelle zone del Po e dei grandi laghi. La situazione di questi ultimi è meno critica, ma la percentuale di riempimento del lago di Como e del lago Maggiore sono comunque fermi al 38% della loro capacità. Più critico è il caso del Po, il quale ha raggiunto i 2 metri e 65 centimetri al di sotto del livello di portata ordinaria, il minimo degli ultimi decenni.

Le conseguenze sulle colture

Il problema non è apprezzabile solamente da un punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale, visto che tali zone sono adibite alla produzione di grano, mais ed orzo. La produzione di pane, biscotti ed altri beni di consumo quotidiano a base di grano tenero in Italia dipende da importazioni per il 64% della domanda interna; allo stesso modo, si importa il 47% del mais necessario per l’alimentazione degli animali da stalla, il 44% del grano duro destinato alla produzione di pasta ed infine il 27% della domanda di orzo. Il problema della siccità porterebbe questi numeri ad alzarsi ulteriormente, visto che potrebbe mancare l’acqua per l’irrigazione di tali colture.

Le proposte

La risposta sviluppata da Coldiretti ed ANBI prevede la costruzione di piccoli laghi artificiali naturali, senza quindi l’uso di cemento o altri interventi che vadano ad alterare l’equilibrio degli ecosistemi. La realizzazione di una rete di invasi diffuso sul territorio ed a basso impatto ambientale è atto a conservare l’acqua da distribuire a cittadini, industria ed agricoltura. Tale progetto sarebbe immediatamente cantierabile, siccome prevede di prioritizzare il completamento di strutture già in costruzione ed il recupero di quelle già esistenti.

Soluzioni di questo genere sono assolutamente apprezzabili oggi, dopo che per decenni la creazione di enormi progetti artificiali hanno ostacolato i processi naturali all’interno degli ecosistemi o addirittura prodotto dissesti idrogeologici. È però necessario continuare a sviluppare progetti di questo tipo anche per le sfide future: l’arrivo in Italia dell’anticiclone Africano “Hannibal” è infatti solo l’ultimo esempio di un sistemico cambiamento climatico, che porta all’innalzamento delle temperature.

Sistemica deve essere quindi anche la ricerca di soluzioni a livello politico: la riduzione delle emissioni di CO2 per evitare l’esacerbarsi di tali fenomeni, l’autonomia energetica da fonti rinnovabili (energia solare, eolica ed idroelettrica), l’incentivazione di processi industriali per la conservazione dell’acqua devono essere alla base delle politiche future. I cittadini svolgono quindi un ruolo fondamentale nella richiesta di queste soluzioni alla politica: partecipando attivamente nelle associazioni locali, nel presidio e nel controllo dei territori, nelle manifestazioni pubbliche ed eleggendo politici che si dimostrano attenti a tali problemi ed interessati a coinvolgere la società civile nella ricerca di possibili soluzioni.

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