rinnovabile

Per la prima volta, l’intero fabbisogno energetico dello stato della California è stato totalmente soddisfatto da energia rinnovabile per qualche minuto.

Alle 2:50 del 30 aprile, lo stato ha prodotto 18.629 megawatt solo tramite fonti rinnovabili: 66% di solare, 25% di eolico, e in minor percentuale geotermico, biomasse, biogas ed energia idroelettrica.

In quel momento la richiesta di energia era inferiore di circa 600 megawatt rispetto al solito, cosa che ha permesso alle energie rinnovabili di supportare completamente la rete. È stato soprattutto possibile però, perché negli ultimi anni le fonti rinnovabili californiane sono passate da soddisfare un quarto della domanda statale a soddisfarne l81% (2020).

Altri casi

Per essere corretti, la California non è il solo stato che abbia superato le (troppo spesso basse) aspettative sulle rinnovabili. Nel 2021, il 52% dell’elettricità prodotta in Danimarca è derivata da eolico e fotovoltaico: a seguire, Uruguay con il 47% e Lussemburgo con il 43%.

Questi tre paesi, stando al “Renewable capacity statistics 2022” (elaborato dall’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili), sarebbero emblematici di una virtuosa tendenza: nell’ultimo anno la capacità globale di generazione di energia rinnovabile ha avuto un incremento del 9,1% sul precedente 2020.

Nonostante la tendenza globale sia incoraggiante, la transizione energetica è però ben lontana dallessere sufficientemente rapida o diffusa per evitare le disastrose conseguenze del cambiamento climatico.

Gli obiettivi

Nel World Energy Transitions Outlook, pubblicato a marzo, viene indicato che per centrare gli obiettivi climatici occorrerà spendere il 30% in più di quanto attualmente pianificato: ovvero, 131mila miliardi di dollari entro il 2050, traducibili in 4.400 miliardi di dollari all’anno.

Questo ci pone globalmente di fronte ad un divario allarmante sia a livello di obiettivi climatici e politiche messe in atto (quindici dei paesi del G20 erano privi nel 2020 di obiettivi in grado di coprire tutti i temi), sia su un piano di necessarie possibilità economiche, che sappiamo essere un problema del tutto “terzomondista”.

Insomma, se è vero che la domanda di energia continua a salire, proprio la crisi energetica in atto ci ricorda ancora una volta che non possiamo più contare sui combustibili fossili per soddisfarla. E, come ci dice il nuovo “Renewables 2021 Global Status Report“, almeno in occidente avremmo le carte giuste per guardare altrove.

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