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La ripresa economica irregolare post pandemia, l’inflazione record e le ricadute dell’invasione russa dell’Ucraina sono minacce in grado di sconvolgere i mercati energetici e alimentari globali, ma avranno gravi ripercussioni anche sulle politiche climatiche. Il Segretario generale dell’ONU Antonio Guterres ha utilizzato parole forti intervenendo al convegno organizzato da “The Economist” sullo sviluppo sostenibile, bocciando duramente le ipotesi di un ritorno al carbone.

La COP26 di Glasgow ha prodotto progressi limitati

L’obiettivo di limitare il riscaldamento globale a 1,5 gradi Celsius, come stabilito dagli Accordi di Parigi, richiede una riduzione del 45% delle emissioni globali di gas serra entro il 2030 e la neutralità carbonica entro la metà del secolo, ha affermato il Segretario ONU, osservando che l’invasione russa dell’Ucraina minaccia di provocare un’enorme battuta d’arresto nel programma mondiale di azioni per il clima. Nel suo primo importante discorso sul clima e l’energia dalla COP26, Guterres non ha nascosto i limitati progressi compiuti a Glasgow. Nell’anno appena trascorso, ha affermato, le emissioni globali di CO2 legate all’energia sono aumentate del 6%, un aumento simile si è riscontrato anche nelle emissioni causate dal carbone. Il leader ONU ha preso una netta posizione contro il carbone auspicandone l’abolizione per le nazioni più ricche entro 2030 e il 2040 per tutte le altre, inclusa la Cina.

Guterres ha chiamato in causa direttamente il G20, l’organismo che riunisce le economie più sviluppate ed emergenti, che rappresenta l’80% di tutte le emissioni globali di gas serra, contestando l’eccessiva dipendenza dal carbone di molti paesi. La situazione in Ucraina potrebbe spingere le principali economie a rivedere i loro piani di riduzione dell’uso dei combustibili fossili, pur di allentare la loro dipendenza energetica dalla Russia. Si tratta di una situazione definita “folle”. I paesi devono, al contrario, accelerare con la graduale eliminazione del carbone e di tutti i combustibili fossili e attuare una transizione energetica rapida, equa e sostenibile. È questa la ricetta necessaria, secondo Guterres, per garantire la sicurezza energetica, altrimenti ostaggio di continue crisi geopolitiche.

Serve rafforzare la cooperazione fra le economie avanzate e quelle emergenti

È inoltre imperativo aiutare le economie emergenti a eliminare con urgenza l’uso del carbone. Gli sforzi per una transizione energetica passano inevitabilmente dalla formazione di coalizioni per supportare le principali economie emergenti nel ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Per questo motivo, il Segretario ONU ha esortato i paesi ricchi a rispettare la loro promessa di destinare 100 miliardi di dollari per il 2022 ai paesi in via di sviluppo per aiutarli nella transizione. Il denaro è, infatti, uno strumento essenziale nell’affrontare la questione climatica.  Un supporto fondamentale dovrà giungere dalla finanza privata, chiamata a investire “molto di più” nei processi di transizione ecologica.

Antonio Guterres ha infine esortato tutti a “tenere i piedi per terra verso un futuro di energia rinnovabile” per non fermare il processo di decarbonizzazione e rafforzare i piani climatici nazionali.

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