camion amazon

Questo articolo fa parte di una serie di approfondimenti su Amazon che usciranno due volte la settimana. Qui il primo, il secondo e il terzo.  

Un ulteriore problema legato all’ingente quantità di pacchi spediti riguarda il trasporto degli stessi: ogni mezzo di trasporto immette infatti nell’atmosfera una quantità non insignificante di anidride carbonica ed altri gas inquinanti, in particolar modo se moltiplicato per il numero di mezzi di trasporto coinvolti per lo spostamento di più di cinque miliardi di oggetti all’anno. L’emissione di anidride carbonica è connessa al riscaldamento globale ed al cambiamento climatico, ed è quindi da limitare il più possibile.

Le emissioni totali dei camion di Amazon

Per cominciare è necessario capire la quantità complessiva di emissioni annuali di Amazon. Tale numero è attestato a 44 milioni di tonnellate nel 2018, 51 milioni nel 2019 e, sebbene non abbiamo ancora dati per il 2020, pare si sia riscontrato l’ennesimo incremento, dovuto soprattutto all’incremento della domanda dovuta all’impossibilità di uscita per gli acquisti durante la pandemia. In sé per sé tale numero non rivela nulla, se non fosse che è circa lo stesso livello di giganti dell’estrazione d’idrocarburi come Chevron, Gazprom e ExxonMobil. Amazon è quindi tra le società più inquinanti del mondo.

Le intenzioni

Sebbene ogni anno il complessivo di emissioni continui a crescere, Amazon ha reso noto che la densità energetica per pacchetto consegnato è scesa ed ha dichiarato di voler diminuire l’ammontare totale investendo, tra l’altro, in una flotta di 100 mila veicoli elettrici per la consegna dei prodotti. Nuovamente tale numero è vuoto senza possibilità di comparazione: basti sapere che al momento Amazon ha un proprio “parco auto” con 40 mila autoarticolati (i cosiddetti camion o tir), 30 mila camioncini leggeri e più di 70 aerei. È poi rilevante ricordare che al momento Amazon consegna con i propri mezzi solamente il 70% dei propri pacchetti, mentre si affida per i restanti ad altre società come UPS, FedEx e simili. Quindi, la promessa di veicoli elettrici è sicuramente ben accetta, ma non sufficiente per coprire per intero il trasporto di prodotti che vende. Collateralmente, l’utilizzo di energia elettrica per rifornire i veicoli andrà ad incrementare ulteriormente il già alto consumo energetico di Amazon, di cui parleremo più da vicino nel prossimo articolo.

Le conseguenze

Se da un certo punto di vista, Amazon ha semplicemente rimpiazzato i suoi competitori, dall’altra il suo sistema di vendita ha incentivato infinitamente la vendita al dettaglio. Servizi come “Prime” ed il “Prime day” hanno sicuramente ottenuto i risultati sperati, ossia l’incremento delle transazioni dei clienti esclusivamente con Amazon, fidelizzando in tal modo il cliente a non usare altri vettori. La consegna dei prodotti il giorno dopo non tiene però conto del costo ambientale di tali iniziative, che vanno a rendere molto meno efficiente la proporzione di oggetti per pacchetto, i quali alle volte vengono consegnati seppur quasi vuoti. In conclusione, il problema non è quindi solo il fatto di consegnare prodotti, ma anche tutto il sistema che incentiva l’incremento di consegne. Alle risorse limitate del pianeta non si possono applicare le teorie consumiste del capitalismo moderno.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui