cambiamento
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Il 61% degli Italiani ritiene che nessuno dei cinque maggiori partiti stia affrontando al meglio la sfida climatica. Questo è il dato di cui parlare; senza introduzioni, senza tirarla per lunghe, senza edulcorare la pillola. Da quanto si parla di ambiente, di riscaldamento globale, di inquinamento dell’aria, delle acque e della terra, di cambiamento climatico, di transizione energetica? La convenzione ONU sui cambiamenti climatici è del 1992, esattamente 30 anni fa, poi è stata l’ora del Protocollo di Kyoto nel 1997 ed infine dell’Accordo di Parigi nel 2015. In questi 30 anni si sono susseguiti governi Forza Italia, Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Lega, ma ancora dipendiamo dal gas e dal petrolio per la maggior parte del nostro fabbisogno energetico. Perché?

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Fonte: Ecco Think Tank

Il report

Il report di Ecco Climate, in collaborazione con More in Common, evidenzia tale frustrazione andandole ad associare numeri e nomi. Il sondaggio risale al dicembre 2021, quindi ben prima gli avvenimenti in Ucraina; ciononostante già qualche mese fa il 56% degli intervistati si dichiarava favorevole all’abbandono graduale o immediato del gas per la produzione di energia. Già prima di farci imbambolare da disquisizioni strategiche contro la dipendenza dalla Russia su tutti i canali televisivi, la maggioranza degli Italiani chiedeva una vera transizione energetica, senza mezzi termini e senza allungare i tempi al 2030 o al 2050 come tanti prospetti e previsioni odierni.

La necessità i cambiamento in Italia

Notare bene: il sondaggio è stato eseguito anche in altri paesi europei come Spagna, Polonia, Francia, Gran Bretagna ed anche la Germania dei Verdi Europei, ma in Italia i risultati a favore per la transizione energetica e per l’ambiente sono stati più netti che in questi altri paesi. Eppure, gli ultimi sondaggi attestano Europa Verde, il partito più frenetico nel promuovere iniziative e leggi per l’ambiente, tra un insignificante 1,8% ed un non meno misero 2,5%. Se effettivamente i cittadini Italiani ritengono vi sia un grande vuoto circa la questione climatica in tutto l’arco politico del paese, è necessario un cambiamento di voto.

Se i cinque maggiori partiti non rispondono alla chiamata alle armi in favore dell’ambiente, appare solamente ovvio che partiti minori come Europa Verde dovrebbero ricevere maggiore fiducia e diventare protagonisti nella condotta del paese verso la transizione energetica e nell’affrontare i problemi legati al cambiamento climatico. L’UE sta sicuramente dando occasioni per la trasformazione dell’orizzonte nazionale, tra Green Deal a prestiti ingenti per il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Rimane però la necessità di includere la trasformazione verde tra i propri obiettivi, finalità certamente non ricercata dalla maggior parte dei partiti al momento in auge.

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