Inquinamento da plastica
Inquinamento da plastica

Poniamo fine all’inquinamento da plastica

Centosettantacinque paesi hanno concordato un trattato globale legalmente vincolante per porre fine alla crisi dell’inquinamento da plastica, affrontando l’intera catena di approvvigionamento del materiale. Inger Anderson, direttrice esecutiva del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, ha affermato che é stata approvata “una risoluzione storica per porre fine all’inquinamento da plastica e raggiungere un accordo internazionale legalmente vincolante entro il 2024”. dopo l’accordo sul clima di Parigi del 2015.

Nella riunione dell’Assemblea dell’Ambiente delle Nazioni Unite (UNEA) a Nairobi, in Kenya, i paesi hanno approvato oggi una risoluzione sul primo trattato per affrontare direttamente i 9 miliardi di tonnellate di plastica prodotte da quando l’era della plastica è iniziata negli anni ’50. Ora comincia il vero lavoro su come implementare il trattato entro il 2024.

Tutte le fasi del ciclo di vita della plastica

I sostenitori di un trattato più ambizioso hanno vinto, a giudicare dall’accordo che è stato approvato a Nairobi dal presidente dell’UNEA Espen Barth Eide utilizzando un martelletto fatto di plastica riciclata.

Erano state presentate due idee concorrenti. Una, guidata da Perù e Ruanda, comprendeva tutte le fasi del ciclo di vita della plastica, dalla produzione al consumo e allo smaltimento. La seconda era un accordo molto più limitato incentrato sulla plastica negli oceani, guidato dal Giappone.

L’accordo approvato sostiene il primo approccio. Fondamentalmente, gli elementi del trattato sono legalmente vincolanti. Riconosce anche che i paesi a basso reddito troveranno più difficile affrontare la plastica e l’inquinamento rispetto a quelli ad alto reddito e quindi c’è bisogno di una sorta di modello di finanziamento per aiutare a ridurre l’uso e i rifiuti di plastica.

Il meglio della cooperazione multilaterale

“Sullo sfondo delle turbolenze geopolitiche, l’Assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente mostra il meglio della cooperazione multilaterale“, ha affermato il presidente dell’Unea-5 e ministro norvegese per il Clima e l’ambiente, Espen Barth Eide. “L’inquinamento da plastica e’ diventato un’epidemia. Con la risoluzione di oggi siamo ufficialmente sulla buona strada per una cura”

Ora abbiamo un testo. Parla di ciclo di vita completo; parla di legalmente vincolante; parla di un meccanismo di finanziamento; parla di capire che alcuni paesi possono farlo più facilmente di altri“, ha spiegato la direttrice esecutiva del Programma Anderson. “È stata una strada lunga e difficile, ma sono molto felice”.

La Anderson ha paragonato l’accordo ai passati trattati ambientali come il protocollo di Montreal sui clorofluorocarburi che distruggono l’ozono (CFC) e la convenzione di Minamata sull’inquinamento da mercurio, entrambi i quali hanno portato a massicce riduzioni delle emissioni di queste sostanze chimiche dannose. Questa é la prova che gli accordi globali possono far lavorare i governi e l’industria in modo diverso, ha affermato. “L’abbiamo già fatto in passato”.

Si teme che possa influenzare anche la nostra salute

Il mondo ha prodotto 381 milioni di tonnellate di plastica nel 2015, e si stima che centinaia di migliaia di tonnellate finiscano negli oceani ogni anno, la maggior parte da paesi a basso e medio reddito con meno capacità di bruciarla o riciclarla. L’inquinamento da plastica onnipresente è stato collegato a impatti negativi sulla vita marina, e si teme che possa influenzare anche la nostra salute, anche se sono necessari piú studi per stabilirlo.

Non affrontare il problema non è un’opzione, dice Anderson. “I giovani di oggi, gli elettori, la gente comune, sono semplicemente disgustati quando vanno sulla costa e vedono questa roba”, ha spiegato.

Steve Fletcher dell’Università di Portsmouth, Regno Unito, ha ricordato che: “Il modo migliore per affrontare l’inquinamento da plastica è, in primo luogo, quello di prevenirlo. Coprendo l’intera catena di approvvigionamento, un accordo globale per affrontare l’inquinamento da plastica può sostenere soluzioni a monte come la riduzione o la sostituzione della plastica nei prodotti“. Ed ha aggiunto: “C’è un ampio consenso sul fatto che il coordinamento globale si ottiene meglio attraverso un accordo legalmente vincolante”.

Standard e obiettivi globali chiari e forti

Esattamente quali misure dovrebbero essere attuate nell’ambito di un trattato globale sulla plastica, e quali prioritá l’accordo dovrebbe avere, é un tema che ora dovrá essere elaborato. In una dichiarazione, Marco Lambertini del WWF International ha detto che il trattato deve avere “standard e obiettivi globali chiari e forti”.

Anderson spera che il trattato entri in vigore entro tre anni. Dice che un esempio di come i limiti legalmente vincolanti potrebbero essere implementati è limitare quanto polimero vergine viene messo nelle economie. Alcuni elementi del trattato non saranno però legalmente vincolanti, come l’assistenza tecnica, aggiunge.

La Anderson ha infine concluso che il problema della plastica non si “trasformerà in un attimo” ma “quando sarà fatto non dovremmo vedere la quantità di rifiuti di plastica nei nostri fiumi e nei nostri scarichi che vediamo oggi“.

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