Giacarta annega e l'Indonesia

Nusantara sarà la nuova capitale dell’Indonesia

La nuova capitale dell’Indonesia si chiamerà Nusantara – ha annunciato Joko “Jokowi” Widodo, presidente dello stato del sud-est asiativo – e sarà costruita a cavallo delle regioni di North Penajam Paser e Kutai Kartanegara, nella provincia del Kalimantan orientale nel Borneo (un territorio ideale in quanto si trova nel mezzo dell’arcipelago indonesiano ed è uno dei luoghi più sicuri in termini di terremoti, eruzioni vulcaniche e tsunami dello stato).

Il piano di spostamento della capitale, già deciso dal governo indonesiano nell’aprile 2019 il piano, era stato posticipato a causa della pandemia di Covid-19, di cui l’Indonesia è stato il Paese più colpito nel sud-est asiatico (oltre 4 milioni di casi e 144 mila decessi).

La nuova capitale sarà costruita nel Kalimantan orientale, la prima fase del trasferimento è prevista tra il 2022 e il 2024, data delle prossime elezioni presidenziali indonesiane (l’attuale presidente dovrà dimettersi dopo i due mandati); per il progetto sono stati stanziati più di 30 miliardi di dollari nel bilancio statale e gli interventi comprendono la costruzione di strade, case per 1 milione e 500 mila dipendenti pubblici ed altre infrastrutture.

Alternativa necessaria a Giacarta

L’attuale capitale indonesiana è Giacarta che sorge sulla costa nord-occidentale dell’isola di Giava e conta quasi 11 milioni di abitanti; includendo la sua enorme area metropolitana, che prende il nome di Jabodetabek dall’unione delle cinque città di cui è composta (Giacarta, Bogor, Depok, Tangerang e Bekasi), la popolazione totale raggiunge i 30 milioni di abitanti.

Giacarta, secondo il “TomTom Traffic Index 2019”, rientra fra le prime 10 città più trafficate al mondo, con un livello di congestione del 53% che impatta notevolmente l’indice di qualità dell’aria, i cui abitanti trascorrono in media 22 giorni all’anno nel traffico, con danni sulle casse dello stato pari a 7 miliardi di dollari annui.

L’innalzamento del livello del mare causato dal riscaldamento globale, la massiccia presenza di asfalto e cemento che non permettono il deflusso dell’acqua nel suolo e l’eccessiva estrazione di acqua dalle falde acquifere sotterranee stanno causando uno sprofondamento del sottosuolo di circa 25 centimetri all’anno. Metà dell’abitato è oggi sotto il livello del mare e molti scienziati prevedono che il 95% della parte settentrionale della megalopoli sarà del tutto sommersa entro il 2050.

Pregi e difetti del progetto

L’obiettivo del governo indonesiano è quello di permettere a Giacarta di diventare il centro commerciale e finanziario del Paese, decongestionandola ma non impoverendola, costruendo Nusantara come una sorta di “super hub” a basse emissioni di carbonio per sostenere i settori farmaceutici, sanitari e tecnologico, promuovendo la crescita sostenibile del Paese.

Il sito, circa 56000 ettari nella provincia del Kalimantan orientale (oltre 256000 ettari totali sono stati destinati al progetto, con il terreno aggiuntivo destinato ad ampliamenti futuri), si trova anche in mezzo a foreste pluviali incontaminate ed il progetto rischia di compromettere l’ecosistema del Borneo, un’area dove attualmente vivono specie rare come gli oranghi, gli orsi malesi (o orsi del sole) e le scimmie nasiche.

Oltre alla distruzione di parti della foresta, si teme un generale aumento dell’inquinamento a causa del prevedibile aumento del traffico e della creazione di nuove industrie e impianti per la produzione di energia; secondo una coalizione di ONG l’area è già controllata da 162 concessioni minerarie, per lo più compagnie di carbone, che traggono profitto dalla vendita di elettricità alimentata a carbone.

Altri spostamenti di capitale

A causa del sovraffollamento nel 2003 la Malesia ha trasferito la propria capitale da Kuala Lumpur a Putrajaya e nel 2006 la Birmania da Rangoon a Naypyidaw; e per lo stesso motivo anche l’Egitto, attraverso l’annuncio del ministro dell’edilizia residenziale Mostafa Madbouly, ha progettato lo spostamento della capitale da Il Cairo.

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