I campioni della terra per l'Onu

Champions of the Earth Awards 2021

Il più alto riconoscimento ambientale dell’Onu quest’anno è andato a quattro donne. Il premio, conferito in occasione dell’evento Champions of the Earth 2021 , è attribuito a quelle “persone la cui azione efficace ha portato a vittorie ambientali che hanno trasformato in meglio le nostre società.” Da quando è stato istituito, nel 2005, il Champions of the Earth ha premiato individui o organizzazioni in grado di ispirare e incoraggiare altre persone ad unirsi alla lotta in difesa dell’ambiente e del Pianeta per un futuro più pulito.

Un premio prestigioso e molto ambìto, i cui vincitori sono selezionati tra tantissime candidature che provengono da ogni parte del mondo. Circa 1.500 nominations analizzate dall’Unep – United Nation Evironment Programme – e dagli esperti in materia, dalle quali si ricava una lista di finalisti sottoposta al vaglio di una giuria composta da leaders delle Nazioni Unite e di organizzazioni internazionali. E solo dopo un accurato processo di selezione che dura quasi un anno si annunciano i vincitori e si riconoscono i loro notevoli risultati.

I Campioni della Terra che meritano questo importante riconoscimento soddisfano alcuni criteri fondamentali: IMPATTO, ossia come le azioni del candidato hanno portato a profondi cambiamenti e vantaggi per l’ambente; NOVITÀ, cioè quanto di innovativo o nuovo è stato realizzato dal candidato; POTERE DELLA STORIA, ovvero quanto è avvincente o stimolante la storia del candidato? Quanto riesce a coinvolgere e a motivare altre persone?

Le categorie all’interno delle quali ogni anno si sfidano individui, gruppi di persone e organizzazioni internazionali che hanno contribuito in modo eccezionale alla protezione e al ripristino dell’ambiente sono: leadership politica, ispirazione e azione, visione imprenditoriale, scienza e innovazione.

Campionesse della Terra 2021

Quest’anno, per la prima volta, i Campioni della Terra sono tutte donne.

Una scienziata dell’Uganda, un’imprenditrice del Kirghizistan, un gruppo di donne indigene che operano in Melanesia (Papua Nuova Guinea e Isole Salomone) e la premier delle Barbados “sono state scelte per il loro impatto e la loro leadership nel portare avanti un’azione coraggiosa a favore delle persone e del Pianeta”.

Gladys Kalema-Zikusoka, Maria Kolesnikova, la Sea Woman e Mia Mottley sono le vincitrici del prestigioso riconoscimento dell’Unep.

Per la categoria Scienze ed Innovazione il premio è stato conferito alla veterinaria ugandese Gladys Kalema – Zikusoka perché come riferisce l’organizzazione “è stata la prima veterinaria della fauna selvatica dell’Uganda Wildlife Authority ed è un’autorità mondiale riconosciuta in materia di primati e malattie zoonotiche. In qualità di CEO e co-fondatrice di Conservation Through Public Health (CTPH), guida l’implementazione di tre programmi strategici integrati”.

Per la categoria Visione Imprenditoriale è stata scelta Maria Kolesnikova, attivista ambientalista kirghiza che lavora per monitorare e migliorare la qualità dell’aria in Asia Centrale. La giovane donna è anche leader dell’organizzazione MoveGreen, un movimento ambientalista giovanile nella Repubblica del Kirghizistan il cui obiettivo è sostenere e ispirare la consapevolezza ambientale e le azioni ambientali positive attraverso l’esperienza, il volontariato e l’istruzione.

Per la categoria Ispirazione e Azione è stata premiata la Sea Women of Melanesia, un’organizzazione senza scopo di lucro il cui programma fornisce alle donne indigene della Papua Nuova Guinea e delle Isole Salomone la formazione, le competenze, le attrezzature e le risorse di cui hanno bisogno per svolgere un ruolo attivo nell’aiutare le comunità indigene a creare e gestire aree marine protette sulle proprie barriere coralline.

Per la categoria Leadership Politica il premio è stato conferito a Mia Mottley, Primo Ministro delle Barbados, per il suo impegno nella lotta al cambiamento climatico e per le campagne di sensibilizzazione sulla vulnerabilità delle piccole isole nell’ambito della crisi climatica. La Mottley inoltre, ha approvato il Piano di Azione per il Decennio sul ripristino degli escosistemi nell’America Latina e ne Caraibi facendo sì che le Barbados siano la prima regione al mondo ad approvare un piano di estrema importanza che si inserisce in un progetto ancora più grande, quello del Decennio delle Nazioni Unite sul ripristino degli ecosistemi. Questi ultimi supportano tutta la vita sulla Terra e più sono sani, più sano è il pianeta e la sua gente. Da questa convinzione e dall’estremo bisogno di riparare e far rivivere gli ecosistemi danneggiati nasce il Decennio delle Nazioni Unite che “mira a prevenire, arrestare e invertire il degrado degli ecosistemi in ogni continente e in ogni oceano.” Questo enorme compito può essere portato a termine attraverso un duro lavoro e il risultato potrebbe aiutare a porre fine alla povertà e a combattere il cambiamento climatico, prevenendo così un’estinzione di massa. Questa sfida potrà avere successo solo se tutti compiranno un piccolo sforzo e giocheranno una piccola parte in uno scenario che ha una dimensione globale.

Proprio come tanti piccoli pezzi di un puzzle che incastrandosi perfettamente creano il disegno, così ognuno di noi può fare qualcosa per salvare la nostra Terra.

E l’immagine di queste Campionesse delle Terra 2021 ha un potere enorme.

È uno stimolo all’impegno e al coraggio. Donne, come forza motrice del cambiamento e della consapevolezza di azioni rapide e incisive a livello globale. Donne che ispirano e guidano piccole e locali rivoluzioni, quotidianamente, con forza e caparbietà.

Curano il proprio posto e con esso il Pianeta.

E ora il loro lavoro è stato finalmente riconosciuto e mostrato al Mondo.

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