La più grande catalogazione di

L’idea di una catalogazione di tutta la vegetazione iberica è nata nel 1982

Si è conclusa dopo ben trentanove di anni di ricerca quella che è stata definita la più grande raccolta di dati e informazioni sulla flora presente nella Penisola Iberica e nelle Isole Baleari.

La notizia è stata riportata da un articolo pubblicato sul giornale spagnolo Elpais, dove l’autore, Clemente Alvarez, ha rimarcato come la notizia non abbia trovato sufficiente spazio e attenzione nell’opinione pubblica e nei media iberici. L’inventario delle piante vascolari presenti nella Penisola Iberica (Spagna, Portogallo, Andorra) e nelle Isole Baleari è ora considerato la più grande classificazione di biodiversità vegetale fin dai tempi di un’altra famosa raccolta del XIX secolo curata dal botanico tedesco Heinrich Moritz Willkomm.

L’ideatore di questa vera e propria impresa fu il biologo galiziano Santiago Castroviejo, ex direttore del Giardino Botanico Reale di Madrid, che ideò questo progetto di catalogazione della biodiversità vegetale iberica nel 1982, senza tuttavia riuscire a vedere la propria opera terminata. Castroviejo e il botanico Pedro Montserrat sono scomparsi prima di assistere alla conclusione della loro opera. Jorge Paiva, biologo portoghese e terzo promotore del progetto, ha potuto invece assistere al compimento di questo grande studio.

La scopo di predisporre una raccolta di tutta la flora iberica è di avere un catalogo completo e aggiornato della vegetazione spagnola e portoghese dal momento che fino a pochi anni fa veniva ancora utilizzato il Prodromus Florae Hispanicae , un libro in latino scritto dal tedesco Willkomm e dal danese Johan Martin Christian Lange e  pubblicato un secolo prima. Al progetto hanno partecipato 255 autori di 72 istituzioni di 14 paesi diversi e hanno collaborato 27 università spagnole e sette portoghesi.

Registrate oltre 6.000 specie vegetali

La catalogazione si è terminata con la registrazione di 6.120 specie, di queste il 22% sono endemiche, cioè specie che non esistono in nessun’altra parte del mondo. Lo studio non considera la vegetazione ospitata dalle Isole Canarie e da altri arcipelaghi portoghesi, perché realtà differenti da un punto di vista vegetale.

Carlos Aedo, ricercatore presso il Giardino Botanico Reale di Madrid del Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifica e coordinatore della fase finale del progetto, ha sottolineato l’alta percentuale di piante presenti esclusivamente nella Penisola Iberica, paragonandola ai tassi molto bassi di endemicità vegetale che invece si registrano in altre regioni europee. La catalogazione, tuttavia, non può avere un termine poiché nel tempo altre piante saranno scoperte e altre purtroppo spariranno. Prendendo come riferimento gli antichi erbari, l’inventario ha registrato almeno ventisei specie estinte. È molto probabile che questo numero sia verosimilmente molto più alto.

Le nuove tecnologie hanno dato un contributo importante nella classificazione

L’utilizzo delle nuove tecnologie di ricerca, raccolta e condivisione di dati e informazioni hanno aiutato molto i ricercatori che spesso dovevano fare i conti con piante fra loro diverse, ma registrate con nomi uguali nel corso degli anni. Il lavoro enciclopedico non è stato semplice nemmeno per assegnare un nome scientifico diverso a ogni nuova scoperta.

La catalogazione della flora iberica è uno strumento importante per la gestione dell’ambiente naturale, ma anche utile per scopi scientifici e accademici. I ricercatori, come denuncia Aedo nell’articolo di Elpais, devono tuttavia fare i conti con la riduzione dei finanziamenti e con la scarsa importanza che la comunità scientifica riserva a questi progetti strutturali e di lungo periodo. L’enciclopedia della vegetazione iberica è interamente online e può essere consultata nella Biblioteca digitale dell’Orto Botanico Reale.

 

 

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