330 milioni di euro e 6

Mille miliardi di alberi piantati entro il 2030 sono davvero una soluzione?

La COP26 ha sottolineato, ancora una volta, la scarsa volontà dei paesi delle Nazioni Unite a prendere provvedimenti contro l’emergenza climatica e in previsione, in base alle decisioni (o forse sarebbe meglio dire “NON decisioni”) prese, difficilmente sarà raggiunto l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura entro gli 1,5 gradi. Infatti nulla di concreto sulla fine dei finanziamenti pubblici per progetti di energia fossile, nulla o quasi sul risparmio energetico, nulla su massicci investimenti nelle rinnovabili.

Un argomento è salito alla ribalta della cronaca e che è forse l’unica decisione concreta presa durante la COP26: la volontà di piantare 1000 MILIARDI di alberi entro il 2030.

Messa così sembrerebbe la soluzione del problema: continuiamo a finanziare le fonti fossili, rilanciamo il nucleare (quello che dice l’Italia), poi ci pensano gli alberi a salvare il pianeta.

Purtroppo a detta di molti esperti non è così, tanto che questa presa di posizione è sembrata agli ecologisti più una misura per coprire la scarsa volontà di agire che non una seria presa di posizione. Verrebbe da essere comunque ottimisti, 1000 miliardi di alberi in più sono una grande iniziativa, purtroppo però i numeri sono impietosi. L’impressione è che i tempi troppo stretti e l’effettiva possibilità di realizzare tale intervento, anche se tutti i paesi si mettessero da oggi a piantare alberi senza sosta per 10 anni, non risolverebbero il problema sicuramente, ma a dirla tutta i benefici sarebbero percepiti tra qualche decennio, bene sì, ma c’è bisogno d’altro.

330 milioni di euro per la piantumazione di 6,6 milioni di alberi: il progetto in Italia

In quest’ottica il Ministero della Transizione Ecologica ha da poco firmato il progetto per la tutela e valorizzazione del verde urbano ed extraurbano prevista dal Pnnr, in collaborazione con Ispra, Cufa, Istat e Centro interuniversitario di ricerca Biodiversità, Servizi ecosistemi e Sostenibilità” (Cirbises) dell’Università Sapienza di Roma.

Il progetto prevede lo stanziamento di 330 milioni di euro per la piantumazione di 6,6 milioni di alberi principalmente in aree urbane e periurbane delle 14 città metropolitane.

Lo scopo è quello di migliorare la vita e il benessere dei cittadini utilizzando il principio “l’albero giusto nel posto giusto” in modo da:

– preservare e valorizzare la naturalità diffusa, la biodiversità (in linea con la Strategia europea per la biodiversità) e i processi ecologici legati a ecosistemi pienamente funzionali;

contribuire alla riduzione dellinquinamento atmosferico nelle aree metropolitane, aiutando così a proteggere la salute umana;

– contribuire a ridurre le procedure di infrazione sulla qualità dell’aria;

– recuperare i paesaggi antropizzati, valorizzando le aree interne in diretta relazione ecologica con le aree urbanizzate (corridoi ecologici, reti ecologiche territoriali) e il sistema di aree protette presenti nelle immediate vicinanze delle aree metropolitane;

  • frenare il consumo di suolo e ripristinare i suoli utili”

Parole importanti come sottolinea ancora il Ministero affermando: “Le città italiane, infatti, sono sempre più esposte ai problemi legati allinquinamento atmosferico, allimpatto dei cambiamenti climatici e alla perdita di biodiversità, con evidenti effetti negativi sul benessere e sulla salute dei cittadini (oltre 65.000 morti premature allanno in Italia solo per le particelle PM2,5). Ciò rende importante lattuazione di misure volte alla sostenibilità ambientale e alla valorizzazione del territorio in ambito urbano”.

Piantare alberi non basta

Come per l’impegno preso dalle Nazioni Unite durante la COP26 anche qui in molti, soprattutto gli esperti, si chiedono se questo impegno sia coerente con il resto delle iniziative previste, sia una misura idonea o una misura che getti fumo negli occhi dei cittadini.

Ci aiutano in questo caso alcuni numeri, volendo fare qualche conto semplice: 330 milioni di euro diviso per i 6,6 milioni di alberi previsti dà come risultato 50 € a pianta, compreso di studi, progettazioni, materiali, trasporto e manodopera per la piantumazione, sembrerebbe un po’ poco. Il principio dell’albero giusto al posto giusto è condivisibile, indubbiamente, ma le 14 aree metropolitane hanno a disposizione 470 ettari circa di spazi fertili ciascuno, per garantire lo spazio minimo per una piantumazione così vasta? Dove saranno prese le piante? Ce ne sono così tante a disposizione? Chi le pianterà, considerando che i reparti di manutenzione del verde delle città italiane sono stati quasi del tutto decimati? Saranno previste nuove assunzioni? Sarà tutto affidato a ditte esterne? E a questo punto torniamo alla prima domanda, questi fondi sono sufficienti?

Sembrerebbe di no, probabilmente si poteva fare di più, considerato che paesi come la Spagna hanno previsto per questo tipo di interventi cifre 10 volte maggiori, in Italia per la biodiversità sono stati destinati solo 1,19 miliardi di €, lo 0,51% dei 231 previsti, sembrerebbero proprio pochi anche in virtù di quanto chiede l’Unione Europea.

Oltre a cifre diverse ci dovrebbero essere azioni praticate nell’immediato: non finanziare più nel breve le fonti fossili, favorire una mobilità sostenibile, incentivare il più possibile l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, disincentivare l’immatricolazione di nuove auto a motore endotermico e prevedere il rinnovamento del parco auto entro il 2030, abbandonare definitivamente l’idea del nucleare.

Piantare milioni di alberi sarà sicuramente un’ottima iniziativa se unita a tutte le altre misure che hanno come obiettivo il contenimento dei cambiamenti climatici.

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