Gli immortali: Magda Olivero

La vicenda artistica 

Nella cripta del Famedio del cimitero Monumentale di Milano, nella sezione dedicata agli artisti, merita sicuramente una citazione il grande soprano Magda Olivero, una delle più celebri cantanti della musica lirica a livello internazionale che, secondo i critici, ha rappresentato “un importante punto di congiunzione tra l’era dei compositori del verismo ed il teatro d’opera moderno”. All’anagrafe Maria Maddalena Olivero, nacque a Saluzzo nel 1910 e morì ormai ultracentenaria nel 2014 a Milano. Apparteneva ad una famiglia di magistrati ed in rottura con una certa tradizione familiare svolse al contrario studi musicali completi, cominciando poi la propria carriera teatrale a Torino presso il Teatro Vittorio Emanuele con l’interpretazione di Lauretta nel Gianni Schicci di Puccini. Da allora in avanti cominciò a prendere forma la sua lunga e fortunata carriera, che la vide calcare i palcoscenici di un incredibile numero di teatri in Italia, in Europa e nel resto del mondo, mentre furono relativamente poche le sue apparizioni in istituzioni di primissimo piano, come la Royal Opera House di Londra e l’Opera di Parigi dove non comparve mai, o come la Staatsoper di Vienna e la stessa Scala, dove in trent’anni di carriera apparve complessivamente solo per una ventina di spettacoli. Eppure fu una voce ed un’interprete incredibile, basti pensare al grande riscontro della critica ricevuto a Dallas negli USA nel 1967. In quell’occasione fu chiamata improvvisamente ad interpretare un ruolo ed un’opera inizialmente non previsti, infatti il maestro Nicola Rescigno per sopravvenute ragioni tecniche le propose di interpretare la Medea di Luigi Cherubini, un’opera completamente estranea al suo repertorio e che aveva per giunta in quel teatro e con quello stesso allestimento un illustrissimo precedente, vale a dire una delle più riuscite interpretazioni in uno dei suoi personaggi di elezione della grande Maria Callas. Magda Olivero accettò, dopo qualche legittima ed umana titubanza, ma il risultato fu strepitoso. L’esperto musicale John Ardoin, un callasiano di ferro, dovette ammettere:” Callas o non Callas, Magda Olivero ha dato una personalissima impronta a questo ruolo. Il suo modo di entrare a fondo nel personaggio può essere diverso, ma il risultato finale ha molto della stessa incandescente presa. Dopo l’abdicazione di Maria Callas, Magda Olivero è la più grande attrice-cantante dei nostri tempi”.

Il successo al Metropolitan Opera House di New York

Nel 1975, quando ormai Magda aveva raggiunto la ragguardevole età di 65 anni, si rese protagonista in circostanze simili a quelle di Dallas di un’altra grandissima interpretazione, anche questa passata alla storia. Questa volta il palcoscenico era addirittura quello del Metropolitan Opera House di New York e la circostanza si realizzò improvvisamente, allorché Birgit Nilsson dette forfait nell’interpretazione della parte di Tosca, nell’omonima e celeberrima opera pucciniana. La Olivero fu infatti ingaggiata come rincalzo all’ultimo momento, non senza qualche esitazione da parte della direzione del teatro. Tuttavia le sue sole tre interpretazioni provocarono un enorme scalpore e vennero salutate da indicibili ed interminabili ovazioni del pubblico, tanto da avvolgere il tutto in una sorta di alone da leggenda. Il suo saluto al pubblico del Metropolitan fu raccontato così: “Il 18 Aprile, in occasione della sua terza ed ultima esibizione al MET, la Olivero volle rispondere agli insistenti applausi della folla che si pigiava in avanti sul pavimento dell’orchestra, spostandosi adagio adagio lungo lo stretto bordo esistente alla base del boccascena, allo scopo di toccare le mani tese dei suoi ammiratori. Un passo falso l’avrebbe fatta tuffare nella fossa. Con questo gesto, la Olivero mostrò ciò che la rendeva unica: cantava e recitava come se da ciò dipendesse la sua vita”. In seguito a questo episodio la grande cantante sarà ancora di scena negli Stati Uniti nei successivi cinque anni, fino al ritiro formale dalla scena che si fa coincidere con La voce umana di Poulenc, messo in scena al teatro filarmonico di Verona nel 1981. In realtà un ritiro ufficiale non ci sarà mai e le sue esibizioni concertistiche in pubblico sono proseguite a lungo anche in seguito.

Un talento apprezzato in tutto il mondo

Il successo di Magda fu sicuramente figlio di una tecnica del fiato esemplare e di una musicalità che aveva delle basi solidissime, il classico binomio di successo fatto di grandi doti naturali e di tanto studio ed applicazione. Ecco spiegato perché la Olivero riuscì tra l’altro a migliorare costantemente le proprie qualità vocali ed a conservarle per un lasso di tempo lunghissimo, quasi doppio, rispetto alla normale durata di una carriera nel campo della lirica. Il suo canto aveva peraltro una certa sensualità e si abbinava ad un’intensa presenza scenica, la qual cosa la rese una delle migliori interpreti di sempre in particolare delle opere di Cilea e Puccini, vale a dire di quelle opere in cui l’accento verista, cioè il tentativo di avvicinare al pubblico ed alla quotidianità l’opera, era molto marcato. Le sue interpretazioni non lasciavano mai indifferenti ed anche gli addetti ai lavori ne restavano ammaliati, tanto che Marilyn Horne, contralto e mezzosoprano statunitense, ebbe a dire: “In pratica la superstar Olivero dava lezioni di recitazione e di canto mentre era in palcoscenico; onestamente, si poteva imparare di più dalla visione di una sua rappresentazione che non dalla lettura della maggior parte dei libri scritti su tali argomenti”. D’altra parte la stessa Magda ebbe a dire:” Un artista è come un buon soldato: deve essere sempre pronto a sacrificarsi per servire l’arte ed il teatro. Non sono mai stata una diva. Anzi, ho sempre disprezzato il divismo. La musica è una cosa seria”.

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