Con i soli impegni assunti per

Impegni ancora insufficienti

Secondo quanto riportato dall’aggiornamento annuale del quotato Climate Action Tracker che, in base ai recenti annunci sulle emissioni, calcola l’impatto sul futuro aumento della temperatura globale del pianeta, se si prendono in considerazione i soli impegni assunti dai Paesi per il 2030, l’aumento della temperatura media globale sarebbe di 2,4°C nel 2100.

Il Climate Action Tracker è un’analisi scientifica indipendente che tiene traccia delle azioni governative sul clima e le misura rispetto all’obiettivo dell’Accordo di Parigi, concordato a livello globale, di “mantenere il riscaldamento ben al di sotto dei 2°C e proseguire gli sforzi per limitare il riscaldamento a 1,5°C”. Si tratta di una collaborazione di due organizzazioni, Climate Analytics e New Climate Institute, il CAT fornisce questa analisi indipendente ai politici dal 2009.

Se si analizzano invece ciò che i Paesi stanno effettivamente facendo (e non solo le proposte) l’aumento previsto sarebbe ancora più elevato, pari a 2,7°C.

Questo rapporto, a detta di Greenpeace, è “devastante”. “I governi riuniti a Glasgow dovrebbero mettere immediatamente da parte le divisioni e lavorare con vigore e intransigenza per un accordo che salvi il futuro di tutte le persone – ha dichiarato Jennifer Morgan, direttrice esecutiva di Greenpeace International – Invece stiamo assistendo a sabotaggi ed egoismi da parte dei più potenti, mentre i Paesi più vulnerabili lottano per la propria sopravvivenza e giovani attiviste e attivisti protestano per ottenere giustizia”.

Tutte le speranze sono rivolte a Glasgow

Ma per Greenpeace c’è ancora tempo a Glasgow per ribaltare la situazione: “Nel testo dell’accordo finale occorre inserire l’eliminazione graduale dei combustibili fossili – continua Morgan – Allo stesso tempo, i Paesi più ricchi devono mantenere le loro promesse sui fondi da destinare ai Paesi più poveri per l’adattamento agli impatti della crisi climatica, lo sviluppo di sistemi di energia pulita e l’abbandono dei combustibili fossili. Questo studio ci dice cosa ci riserva il futuro. Tutti sanno cosa dobbiamo fare per cambiarlo. Non ci sono più scuse, il tempo è scaduto, i nostri leader devono agire, e subito”

Ricordiamo che il Climate Action Tracker CAT quantifica e valuta gli obiettivi di mitigazione del cambiamento climatico, le politiche e le azioni. Aggrega anche l’azione dei paesi a livello globale, determinando i probabili aumenti di temperatura durante il 21° secolo usando il modello climatico MAGICC. CAT sviluppa ulteriormente i dati settoriali.

Il CAT valuta gli obiettivi climatici, le politiche e i finanziamenti dell’UE come “Insufficienti”. La valutazione “Insufficiente” indica che le politiche e gli impegni climatici dell’UE necessitano di miglioramenti sostanziali per essere coerenti con il limite di 1,5°C dell’Accordo di Parigi. L’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030 e le sue politiche e azioni sono coerenti con i 2°C di riscaldamento se confrontati con i percorsi interni modellati. L’UE non sta inoltre rispettando i suoi contributi equi all’azione per il clima.

Per migliorare il suo rating, l’UE dovrebbe rafforzare il suo obiettivo di riduzione delle emissioni ad almeno il 62% rispetto ai livelli del 1990, adottare le politiche necessarie per raggiungere questo obiettivo e aumentare significativamente il suo sostegno all’azione per il clima nei paesi in via di sviluppo e meno sviluppati.

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